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Lombardia. Farmacie, Maroni: “Vogliamo potenziarle". Fofi e Federfarma presentano la loro proposta

I servizi come elemento qualificante del nuovo ruolo della farmacia. E' questo il senso della proposta di riforma presentata dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Lombardi e Federfarma, che oggi verranno audite dalla Commissione sanità regionale.

08 FEB - Non una riforma, ma un’evoluzione. Così va considerata, secondo il presidente della Regione Roberto Maroni, la Legge regionale che ha avviato un profondo rinnovamento del Servizio sanitario lombardo e che entra ora nella sua seconda fase. “Riforma fa pensare a qualcosa che non ha funzionato, mentre il nostro Sistema sanitario è efficace ed efficiente e richiedeva di essere aggiornato alle attuali necessità dei cittadini” ha detto Maroni nel suo intervento al Convegno su Il Ruolo della Farmacia nel Nuovo Sistema Sociosanitario Lombardo, organizzato da Federfarma Lombardia, svoltosi domenica 7 febbraio a Milano.

Aggiornamento che trova nello spostamento dell’assistenza sul territorio e nell’avvicinamento dei servizi ai cittadini il suo elemento cardine, come illustrato dai due relatori della Legge, il senatore Fabio Rizzi  e Angelo Capelli, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione sanità regionale, e dal Direttore generale Walter Bergamaschi. Una scelta inevitabile, hanno detto, se si vuole affrontare l’aumento della cronicità, prima ancora dell’invecchiamento della popolazione in sé, e allo stesso tempo garantire la stabilità economica del sistema in una fase - lo hanno sottolineato più volte sia il presidente Maroni sia l’assessore al Bilancio e coordinatore del Comitato di settore delle Regioni per la Sanità, Massimo Garavaglia - in cui i trasferimenti alle Regioni continuano a diminuire anno dopo anno in termini reali.


Territorializzare l’assistenza, anzi avvicinare i servizi ai cittadini, però non può che comportare un ruolo centrale per la farmacia che, lo ha ricordato Annarosa Racca, presidente di Federfarma, è il presidio più capillare e diffuso, quello in grado di dare la prima risposta al cittadino, ma anche di contribuire alla razionalizzazione delle risorse, e che ha dimostrato di riscuotere il gradimento dei cittadini per i servizi già implementati: in Lombardia un milione di cittadini ha scelto di rivolgersi alla farmacia per la registrazione delle esenzioni, un dato ben superiore a quello delle pratiche svolte attraverso gli sportelli.

I servizi, dunque, come elemento qualificante del nuovo ruolo della farmacia, e questo è il senso della proposta di riforma del titolo 7° della legge sanitaria, quello che regola i rapporti con le farmacie, presentata dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Lombardi e Federfarma, che verranno audite lunedì 8 febbraio (oggi per chi legge) dalla Commissione sanità.
 
“E’ evidente che lo spirito della riforma del Servizio sanitario lombardo ha come obiettivo avvicinare al cittadino tutta l’organizzazione dell’assistenza e della cura. Vale per l’ospedale come per le strutture territoriali. Questo obiettivo si salda perfettamente con la visione che noi abbiamo della funzione del farmacista e della farmacia di comunità e che la Federazione ha perseguito dal 2006, ottenendo significativi risultati. Da sempre il paese conta su una rete di presidi a bassa soglia di accesso, che è stata sottoutilizzata e che oggi, con la riorganizzazione in senso territoriale, può finalmente trovare uno sviluppo prezioso per il paziente, per il servizio pubblico e per la stessa professione”, ha detto il presidente della FOFI, senatore Andrea Mandelli. 
 
Mandelli è intervenuto anche nella veste di vicepresidente della Commissione Bilancio, a dibattere con la Senatrice Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità, l’Onorevole Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Bilancio della Camera, il presidente di AIFA Mario Melazzini.
 
“A livello nazionale la Federazione ha operato per fornire ai farmacisti gli strumenti necessari a poter rispondere agli impegni che l’evoluzione del sistema lombardo ci prospetta. Da ultimo, l’inserimento nella Legge di stabilità di un finanziamento delle prestazioni professionali a supporto dell’aderenza alla terapia del farmacista di comunità è una riconoscimento fondamentale dell’importanza che il nostro ruolo può assumere” ha proseguito Mandelli.

Una diretta conseguenza, quest’ultimo elemento, della dimostrazione scientifica dei vantaggi di un ruolo più attivo del farmacista  per il singolo e la collettività in termini di salute e di miglioramento del bilancio  pubblico ottenuta dal progetto federale. Nella proposta presentata alla Regione ci sono però altri aspetti, dalla standardizzazione e la validazione delle prestazioni e dei servizi offerti alla creazione delle condizioni che permettano effettivamente di svolgere un servizio concreto e sul quale il cittadino possa contare con certezza, senza indulgere all’illusione che “il mercato” possa fare da sé come invece avvenuto in questi anni ;  la messa in opera di un sistema di controllo della rete semplice, agile ma capace di individuare in modo puntuale le criticità e le carenze, privo di intenti punitivi burocratici capace di incentivare i comportamenti virtuosi.

In Lombardia, dunque, si gioca una partita importante per tutta la Sanità nazionale, visto il carattere di sperimentazione di un nuovo modello che, alla Legge regionale è stato attribuito dallo stesso Governo.

08 febbraio 2016
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