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Meglio non ammalarsi di domenica? Cicolini (Ipasvi Chieti): “No, meglio istituire gli infermieri di famiglia”

Il presidente degli infermieri della provincia di Chieti commenta la notizia di un anziano con catetere otturato inviato in un ospedale a circa 30 km di distanza perché quello della sua città, la domenica, non offre prestazioni di urologia. “Il disagio del nostro concittadino molto probabilmente poteva essere risolto a domicilio da un infermiere”.

08 FEB - “Meglio non ammalarsi di domenica”, come scrive oggi il quotidiano Il Centro in prima pagina? “Probabile, ma non sarebbe un problema se sul territorio si istituissero gli ambulatori infermieristici e venisse introdotta la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità per garantire la presa in carico globale degli anziani, dei malati cronici e dei pazienti fragili in generale”. E’ quanto sostiene Giancarlo Cicolini, presidente dell’Ipasvi di Chieti, la federazione che rappresenta i 3.400 infermieri attivi in provincia, commentando la notizia, pubblicata di un anziano con catetere otturato che ha dovuto raggiungere un ospedale a circa 30 km di distanza perché quello della sua città la domenica, gli è stato detto dal personale, non offre prestazioni di urologia

“Il disagio del nostro concittadino abruzzese, il quale non ha trovato una risposta vicino casa ai suoi bisogni di salute e ha dovuto farsi accompagnare di domenica al Pronto soccorso di un ospedale maggiore - secondo Cicolini -, molto probabilmente poteva essere risolta a domicilio da un infermiere, evitando il ricorso a strutture sanitarie che dovrebbero essere rivolte solo al trattamento delle patologie in fase acuta. In tale modo si ridurrebbero notevolmente gli accessi agli ospedali, che potrebbero gestire i loro compiti in maniera più efficace e appropriata”.


Per il presidente dell’Ipasvi di Chieti “va ribadita la necessità di attivare nuovi modelli organizzativi in grado di ridurre i costi per la sanità regionale e soddisfare i bisogni assistenziali degli utenti, che sono ormai mutati rispetto al passato. Il modello prevalente della sanità del futuro - sottolinea Cicolini - prevede una sempre maggiore presenza di infermieri perché aumenta la necessità di presa in carico, di accompagnamento, di educazione alla prevenzione, alla gestione della salute e al ripensamento degli stili di vita. Gli infermieri - conclude il presidente dell’Ipasvi di Chieti - sono pronti ad accettare questa sfida perché hanno a cuore il nostro Servizio sanitario regionale e, soprattutto, la salute dei cittadini, i quali ci apprezzano quotidianamente per ciò che facciamo”.

08 febbraio 2016
© Riproduzione riservata


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