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La vicenda grottesca del 730 precompilato

Scadenze assurde, proroghe confuse, caos alla Sogei e infine la "bocciatura" della Corte dei Conti. Diciamo un forte no a questa deriva info-tele-burocratica e riaffermiamo il primato della clinica, medica e chirurgica, volta ad assicurare, anche con l'utilizzo delle nuove tecnologie, la migliore cura dei nostri malati

18 FEB - La vicenda del 730 precompilato, che per alcuni versi ha assunto aspetti surreali è patognomonica di questo stato di cose. Prima si impone, a medici e dentisti, pena multe salatissime, l'invio delle fatture emesse nel 2015 con scadenza al 31 gennaio 2016, quando l'ultima circolare esplicativa è stata resa disponibile solo il 28 gennaio. Poi si concede una mini proroga al 9 febbraio, non avvertendo che i 5 giorni di moratoria erano ricompresi nella proroga, di fatto ridotta a soli 4 giorni (2 lavorativi).
 
Quindi Sogei, arbitrariamente, decide di chiudere il canale di trasmissione alle 23 del 9, un'ora prima della scadenza “solare” dei termini. Decisione del tutto illogica, come abbiamo puntualmente segnalato al Mef, tanto che Sogei, il giorno successivo, ha riaperto il canale di trasmissione avvertendo che l'invio dei documenti fiscali 2015 era avvenuto correttamente con l'avvertenza che erano stati trasmessi oltre i termini previsti. Il file log del portale tessera sanitaria, registra infatti data, ora e minuto secondo della trasmissione, pertanto l'amministrazione avrebbe sempre potuto contestare il tardivo invio, quindi perché chiuderlo, quando la Fnomeco, tramite il presidente dell'ordine di Como Gianluigi Spata, membro del comitato centrale, aveva affermato, giustamente, che i medici avrebbero potuto e dovuto spedire le fatture dello scorso anno anche oltre i termini?

 
Non siamo affatto orgogliosi della “retromarcia” di Sogei, in quanto è la riprova che i nostri dati sanitari e sensibili sono gestiti da persone perlomeno impreparate, per non dire di peggio. Da ultimo, la notizia di ieri: la Corte dei Conti ha appena bocciato il 730 precompilato in quanto “non sembra aver finora recato particolari benefici ai contribuenti interessati, che in gran parte già si avvalevano dell'opera dei Caf o del sostituto d'imposta", veramente una situazione paradossale! Allora sorgono spontanee alcune domande: quanto è costato ai contribuenti italiani metter su tutto questo ambaradan che non serve a nulla? Chi ripaga i medici per tutta l'ansia patita ed il tempo perso con adempimenti astrusi e portali mal funzionanti? Chi risarcisce, come giustamente sottolineato dal presidente dell'ordine di Firenze Antonio Panti, gli ordini professionali impegnati in compiti impropri, come la distribuzione delle credenziali al portale tessera sanitaria o nel dare assistenza agli iscritti spaventati e disorientati da normative incomprensibili ed illogiche?
 
Ma, soprattutto, chi risarcisce i nostri pazienti, per il danno grave ed irreparabile subito? Questi nuovi burocratici telematici, si rendono conto che così facendo si sottrae prezioso tempo clinico alla cura dei malati? Come medici e cittadini, dobbiamo dire un forte no a questa deriva info-tele-burocratica che sta distruggendo la professione, oltre alla dignità dei medici, mettendo in serio pericolo la salute dei nostri pazienti.
 
Come Società italiana di telemedicina riaffermiamo il primato della clinica, medica e chirurgica, volta ad assicurare, avvalendosi anche delle nuove tecnologie messe a disposizione dall'attuale Ict sanitario, la migliore cura possibile dei nostri malati. Basta quindi con 730 precompilato, esenzioni per reddito, isee e quant'altro, che nulla hanno a che fare con la nostra professione e con la cura dei nostri assistiti. Rivolgiamo un accorato appello alle altre società scientifiche, alla Fnomceo, agli ordini professionali e alle associazioni dei cittadini e dei malati, affinché si creino sinergie e collaborazioni utili a fermare questa pericolosissima deriva.
 
Giancarmine Russo
Segretario generale della Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica (Sit)

18 febbraio 2016
© Riproduzione riservata


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