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Oss, infermieri generici e puericultrici. Migep chiede incontro a Saitta: “Basta penalizzazioni”

La Federazione chiede al nuovo coordinatore del Comitato Salute delle Regioni di “ridefinire l’oss in una nuova professione” da collocare “in un profilo sanitario e non più tecnico”. “Un simile percorso servirebbe anche per recuperare tutti gli infermieri generici e puericultrici”.

08 MAR - “Ci auguriamo che nel suo percorso per costruire una nuova sanità italiana non dimentichi gli operatori sociosanitari, gli infermieri generici e le puericultrici”. Ad affermarlo è la Federazione Migep in una lettera di apprezzamento inviata all’assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, per esprimere “apprezzamento” per la sua nomina a coordinatore del Comitato Salute delle Regioni e chiedere un incontro per parlare del futuro di queste professioni.

“L’evoluzione del sistema sanitario sta modificando il modello assistenziale e per questo riteniamo necessari interventi costruttivi per risolvere il problema di oltre 250 mila operatori. In particolare, serve un sistema formativo adeguato e uniforme in tutte le regioni” e “rinnovare il ruolo dell’oss, recuperare quello delle puericultrici e degli infermieri generici, superando il loro attuale stato giuridico che si è rilevato inadatto e spesso penalizzante per questi profili”, spiega il segretario del Migep, Angelo Minghetti, nella lettera.

Per Minghetti, “se è vero che esiste un bisogno reale di ottenere un'assistenza qualitativamente elevata per il cittadino e che esiste una nuova disciplina, allora sarebbe importante ridefinire l’oss in una nuova professione e che le competenze di questa figura siano effettivamente riconsiderate chiarendo che tali attività sono pratiche sanitarie e, come tale, che una siffatta figura deve essere collocata in un profilo sanitario e non più tecnico. Un simile percorso servirebbe anche per recuperare tutti gli infermieri generici e puericultrici in un sistema assistenziale attraverso una figura professionale sanitaria, valorizzando peraltro il loro operato che svolgono ormai da trent’anni”.


Il Migep chiede quindi “un grande sforzo e di responsabilità da parte dei politici per cercare di adeguare le realtà esistenti penalizzate da norme,verso un meccanismo coerente con le sfide del cambiamento,  al fine di migliorare la qualità assistenziale”.


Di seguito il testo integrale della lettera del Migep


                                                            Al Coordinatore  Salute delle Regioni
                                                            Antonino Saitta    regione Piemonte


Apprezziamo la sua nomina a Coordinatore salute delle Regioni

L’evoluzione del sistema sanitario sta modificando il modello assistenziale e per questo riteniamo necessari interventi costruttivi per risolvere il problema di oltre 250 mila operatori. In particolare, serve un sistema formativo adeguato e uniforme in tutte le regioni.

Occorre rinnovare il ruolo dell’oss, recuperare quello delle puericultrici e degli infermieri generici, superando il loro attuale stato giuridico che si è rilevato inadatto e spesso penalizzante per questi profili.

Lo strumento esiste ed è l’accordo siglato nel 2012 fermo da tre anni. Auspichiamo che venga ripreso coinvolgendo anche i professionisti interessati.

Non si comprende più chi debba effettuare la formazione e chi è autorizzato ad effettuarla; mancano regole trasparenti e coerenti; si sa solo che la  formazione è lasciata molto spesso nelle mani di speculatori.

Si rimane sconcertati di fronte alla totale assenza d’intervento delle regioni sulla formazione per procedere verso una uniformità. Questo atteggiamento lascia spazio alle numerose irregolarità fino ad oggi ampiamente riscontrate e segnalate.

Le differenti modalità di formazione regionali (corsi da 1000 a 1400 ore o addirittura  da 100 a 240 o 300 ore) si sono presto rivelate critiche. Attestati falsi o non spendibili, ottenuti con la complicità di un sistema che non vuole vedere e non vuole sentire, e di una politica sempre più sporca legata a interessi .

Si parla tanto del patto della salute, un sistema che dovrebbe dare slancio alla sanità, anche attraverso la valorizzazione di tutte le figure assistenziali nell' ottica di un continuo miglioramento del servizio alla persona.
 
Tuttavia non si comprende il senso di dare slancio ad alcune figure emarginandone altre. Basta ricordare la legge 42/99 con la quale si sono ghettizzati oltre 50 mila infermieri generici e oltre 20 mila puericultrici negandone l'apporto professionale ma soprattutto impedendone l’ingresso come profilo professionale in un ambito così delicato come quello della salute pubblica.

Nel testo del patto della salute si affronta solo il problema dello sviluppo professionale per i laureati definendo e differenziando all’interno dell'assistenza sanitaria una gestione prettamente di natura professionale tralasciando l'importante contributo -riconosciuto da tutti, pazienti in primis- di molti operatori (OSS – Infermieri Generici – Puericultrici), come se questi non esistessero. La mancata presa di posizione politica verso la categoria degli infermieri generici considerate ad esaurimento, verso la categoria di puericultrici integrate nel sistema sanitario sta determinando licenziamenti e demansionamenti.

Non si può sconvolgere l’assistenza sanitaria con personale inadeguato e formato in modo non uniforme a livello nazionale come l’OSS con l’imposizione da parte di alcune regioni di realizzare progetti faraonici che finiscono per demolire ciò che di buono esiste già. Riteniamo che l’obiettivo della formazione sia quello di disciplinare un settore importante per la sanità, dando opportune risposte all’esigenza del cittadino.

Se è vero che esiste un bisogno reale di ottenere un'assistenza qualitativamente elevata per il cittadino e che esiste una nuova disciplina, allora sarebbe importante ridefinire l’oss in una nuova professione e che le competenze di questa figura siano effettivamente riconsiderate  chiarendo che tali attività sono pratiche sanitarie e, come tale, che una siffatta figura deve essere collocata in un profilo sanitario e non più tecnico.

Un simile percorso servirebbe anche per recuperare tutti gli infermieri generici e puericultrici in un sistema assistenziale attraverso una figura professionale sanitaria, valorizzando peraltro il loro operato che svolgono ormai da trent’anni.

Serve un grande sforzo e di responsabilità  da parte dei politici per cercare di adeguare le realtà esistenti penalizzate da norme,verso un meccanismo coerente con le sfide del cambiamento,  al fine di migliorare la qualità assistenziale

Ci auguriamo che nel suo percorso per costruire una nuova sanità italiana non dimentichi questi operatori.

Su queste basi chiediamo un incontro urgente con la sv


Minghetti Angelo
Federazione Migep


08 marzo 2016
© Riproduzione riservata


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