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FarmacistaPiù. In Toscana si apre un nuovo corso per la farmacia dei servizi. Al lavoro su accordo. E Gelli suona il de profundis per le “lenzuolate” di Bersani

Durante l'evento fiorentino Regione e professionisti si sono confrontati su come sarà il futuro della farmacia alla luce della Riforma sanitaria da poco entrata in vigore. Saccardi: "Farmacie punto di riferimento per avvicinare i servizi ai cittadini". Presente anche Gelli (Pd): "Abbiamo visto nascere molte parafarmacie che dovevano diventare un volano dell’economia ma questo obiettivo è fallito".

20 MAR - Ritorno dei medicinali in farmacia con una ricollocazione della distribuzione diretta nei canoni previsti dalla legge eliminando quindi azioni fantasiose come quella della consegna dei farmaci ai cittadini attraverso il servizio postale. Un accordo quadro regionale con un modello unico che stabilisca quali sono i diritti e i doveri dei farmacisti.

Sono questi i desiderata dei farmacisti toscani che chiedono di riappropriarsi del proprio ruolo di professionisti depositari della conoscenza dei farmaci, vicini al cittadino e in dare quindi la differenza sul fronte dell’aderenza alle terapie producendo anche un risparmio per le casse regionali.
 
Richieste indirizzate all’Assessore della Regione Toscana per il Diritto alla Salute, al Welfare e all’integrazione socio-sanitaria Stefania Saccardi, che ha dato risposte più che incoraggianti ribadendo l’attenzione delle politiche regionali al territorio e quindi alle farmacie “punti di riferimento strategici che consentono di avvicinare i servizi alle persone e partner privilegiati insieme ai medici di medicina generale per realizzare servizi territoriali che diano risposte efficienti ed efficaci ai bisogni di salute dei cittadini”.

Per questo, ha assicurato Saccardi, la Regione sta lavorando per mettere in piedi un accordo quadro con i farmacisti che preveda la possibilità di prenotare prestazioni nelle farmacie, ritirare referti, attivare le tessere sanitarie, e realizzare attività di prevenzione. E ci saranno anche risorse, ha assicurato, perché “la gente si senta “impegnata” a realizzare gli obiettivi”. Non solo, saranno anche definiti confini precisi sulla distribuzione diretta.
 
È questo lo scenario emerso nel corso del confronto sul “Riordino del servizio sanitario in Toscana e il ruolo del farmacista” organizzato nell’ambito di farmacistaPiù, il congresso dei farmacisti che chiude oggi a Firenze tre giorni di lavori.  Un’occasione per puntare i riflettori non solo sulle dinamiche regionali, ma anche sull’universalità del Ssn per questo il dibattito ha visto protagonisti i rappresentanti dei farmacisti toscani, dei cittadini, l’assessore alla sanità della Toscana Stefania Saccardi, e anche l’onorevole Federico Gelli responsabile della sanità del Pd che ha indicato nelle farmacie uno degli strumenti essenziali per realizzare una programmazione  delle politiche regionali.
 
“Negli ultimi due anni – ha affermato Gelli – il Governo senza intervenire con una riforma organica come invece è avvenuto in altri settori, ha cercato di realizzare nel nostro sistema pubblico alcune scelte che ritengo stiano producendo risultati positivi, penso alla riforma costituzionale e alle norme sulle nomina dei direttori generali. Ma sicuramente uno dei pilastri fondamentale delle nostre politiche del nostri paese è la programmazione: nelle Regioni dove non è stata realizzata abbiamo visto effetti devastati con incremento di spese, riduzione dei servizi e clientelismo aumento delle lobbie. E in un’ottica di programmazione, i presidi sanitari sul territorio, che hanno nelle farmacie uno dei punti di maggiore forza, sono uno strumento essenziale”.
 
Farmacie penalizzate dal Decreto Bersani. Ma è se vero che le farmacie sono un punto di forza per la programmazione, è anche vero che, come ha riconosciuto Gelli, sono state penalizzate negli ultimi anni dalla “lenzuolata di liberalizzazioni” disposta dal Decreto Bersani. “Abbiamo visto nascere molte parafarmacie che dovevano diventare un volano dell’economia – ha aggiunto – ma questo obiettivo è fallito e ha prodotto solo un aumento di costi per il cittadino stimato in oltre 200mln di euro. Per questo abbiamo deciso di non proseguire su questa strada. L’obiettivo è favorire invece una corretta programmazione per arrivare a regime a 21mila farmacie sul territorio nazionale”.
Le farmacie sono quindi l’interlocutore principe, ma è chiaro, ha aggiunto Gelli che bisognerà “mettere mano al settore delle parafarmacie”. “Sono favorevole ad aprire un dialogo con le parafarmacie – ha aggiunto – ma non abbiamo intenzione di intervenire con una sanatoria, nel nostro Paese ce ne sono state troppe”.
 
A delineare la strada della “rinascita” del ruolo della farmacia è la regione Toscana. “Siamo all’alba di una riforma di riorganizzazione della sanità regionale – ha detto Stefania Saccardi -  che andrà a cambiare l’assetto del nostro sistema sanitario. In questo quadro il territorio dovrà avere un ruolo molto più importante. E in questo senso le farmacie sono una parte importante e dovranno essere sempre più luoghi di servizi oltre che luoghi di erogazione del farmaco. Luoghi di servizi vuol dire presidi dove il paziente trova delle risposte rispetto ai suoi bisogni, non solo di tipo terapeutico o di risposta alle cronicità, ma con risposte anche sotto il profilo organizzativo. Le farmacie – ha aggiunto – potranno essere il luogo dove si prenota la diagnostica, si ritirano i referti, si attiva la carta sanitaria e si pagheranno i ticket. Un luogo quindi dove il cittadino trova sul territorio un punto di risposta ai propri bisogni. Abbiamo su questo già prono un accordo che stiamo per chiudere e spero a brevissimo di portare quest’accordo in delibera e partire con una collaborazione sempre più stretta e sempre più forte. La farmacia è un punto di riferimento per i cittadini e va utilizzata. Abbiamo lanciato un bando e abbiamo dato l’autorizzazione all’apertura di nuove farmacie anche in luoghi difficili e complicati e noi siamo contenti che questo presidio ancora ci sia”.
 
Parlare della Regione Toscana nel Ssn rappresenta una ‘sfida’ perché è una delle Regioni che tradizionalmente sono state meglio amministrate e sono un elemento di fiducia per i cittadini” ha affermato Antonio Gaudioso Segretario Generale Cittadinanzattiva. “Lo dico – ha spiegato – perché il Ssn purtroppo in questa fase vive una fase di profonda difficoltà nel rapporto tra i cittadini e le Istituzioni perché le regioni non sono tutte uguali in questo paese. I diritti dei cittadini che abitano in Puglia, Calabria e quelli che abitano in Toscana, Emilia Romagna e Veneto non sono gli stessi. Il fatto che oggi si parla di Toscana rappresenta un auspicio, il desiderio di fare in modo che le cose che funzionano meglio nelle regioni migliori possano diventare il punto di riferimento di un Paese che deve avere la stessa velocità per tutti i cittadini. Ci piacerebbe – ha concluso – che in Toscana si potesse realizzare uno dei punti previsti dal Patto per la Salute, ad esempio quello che riguarda il coinvolgimento delle farmacie nella programmazione sanitaria territoriale, uno degli elementi più disattesi ma anche uno dei più paradigmatici”.
 
E i farmacisti toscani hanno incassato il riconoscimento e gli apprezzamenti.  “Dobbiamo poter tornare a svolgere la nostra professione, il farmaco deve tornare in farmacia perché noi siamo gli specialisti del farmaco” ha affermato Andrea Carmagnini, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Firenze, facendo anche riflessione sui giovani farmacisti: “L’Ordine di Firenze ha evidenzato una sofferenza occupazionale importante, pensavamo non saremmo mai stati toccati da questo fenomeno, invece anche la Toscana è stata colpita. Ora possiamo dare un impulso al rilancio della professione che può essere trasmesso sull’intero territorio nazionale”.
 
Per troppi anni la Toscana è stata frutto di sperimentazioni non positive per quanto riguarda la nostra professione e anche l’azienda farmacia – ha detto Andrea Giacomelli Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Pistoia e della Consulta degli Ordini della Toscana - all’assessore Saccardi, che sta mettendo in campo una riforma del servizio sanitario regionale, diciamo che siamo pronti a proporre un farmacista che si occupa di adesione alla terapia e che è pronto a collaborare insieme ai medici di medicina generale, gli infermieri e tutti i professionisti del territorio per la presa in carico del paziente cronico. E credo questa sia una necessità del sistema sanitario che però deve riconoscere e garantire questo ruolo al farmacista e alla farmacia e non ‘by-passarlo’ con misure di distribuzione diretta che di fatto tendono a rompere l’assistenza capillare che le farmacie e i farmacisti assicurano sul territorio”.
 
“In Toscana stiamo vivendo una fase di grande cambiamento con la riforma sanitaria regionale che porterà all’accorpamento di molte Asl in tre grandi macroaree” ha precisato Marco Nocentini Mungai Presidente Urtofar. “Questa situazione, da noi condivisa – ha detto –porterà anche ad una interlocuzione più semplice tra il mondo del farmacista e delle farmacie con l’amministrazione regionale. In Toscana noi abbiamo circa 1.200 farmacie che erogano una quantità notevole di servizi sul territorio. Abbiamo in progetto d’implementare alcuni servizi sia di tipo sanitario che di tipo sociale, che di tipo amministrativo con una serie di accordi quadro che contiamo di stringere con la Regione a breve. Ripeto il servizio è già eccellente ma può essere sviluppato ancora nell’ottica di fornire una maggiore ‘territorializzazione’ della sanità con un più facile accesso alle prestazioni sanitarie”.
 
Per Giuseppe Turchetti, Coordinatore Area innovazione, finanziamento e valutazione economica delle tecnologie in ambito sanitario della Scuola superiore Sant’ Anna è “necessario trovare una rete densa fuori dall’ospedale con contenuti altamente professionali e graditi ai cittadino. Un ruolo che la farmacia nel riordino del sistema toscano deve assumere e sta assumendo”. “La facilità di accesso alle prestazioni – ha detto – è un tema chiave quando parliamo di universalità del sistema, e una delle criticità è l’inadeguatezza del sistema di offerta o un utilizzo inappropriato delle strutture. In questo contesto la farmacia e la medicina generale possono svolgere un  ruolo fondamentale di filtro e di guida del sistema quanto più appropriato possibile. La sfida è oggi è l’educazione al cittadino per la prevenzione, supportare la gestione della cronicità e l’aderenza alla terapia. Su questo fronte, avere un presidio sul territorio che conosce il paziente gioca un ruolo fondamentale, con ricadute importanti anche sul fronte economico sia nel breve che nel lungo termine. E il riordino del sistema toscano va in questa direzione”.
 
 
 

20 marzo 2016
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