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Medicina convenzionata. Paoli (Cisl Medici): “Solo ombre nell’Atto d’indirizzo”

Il coordinatore per la medicina generale del sindacato si unisce alle critiche sul nuovo documento per il rinnovo delle convenzioni di medici di famiglia e pediatri. “Si restringe in maniera evidente la libertà professionale, lasciando autonomia solo all'interno di un recinto dal quale non si potrà più uscire”.

15 APR - “E' difficile pensare come si sia potuto arrivare a disegnare per la medicina generale e per la categoria dei medici di famiglia del futuro una simile situazione, che restringe in maniera evidente la libertà professionale, lasciando autonomia solo all'interno di un recinto dal quale non si potrà più uscire, senza aumenti retributivi, ma con l'aggravio in più di sobbarcarci l'attività carceraria”. È quanto ha dichiarato Nicola Paoli Coordinatore CISL Medici di medicina generale in merito al nuovo atto d’indirizzo per il rinnovo della convenzione.
 
“L’atto di indirizzo approvato il 13 aprile  - ha precisato - ci lascia molto perplessi e ancor più basiti di quanti tentano di influenzare l’opinione pubblica per spiegare come rivoluzionario e di riforma epocale il suddetto atto di indirizzo. Sarà interessante vedere come faranno le Regioni e Province autonome, in cui risultano già forti le difficoltà di gestione dei Pronto soccorso, per carenza di risorse economiche e per mancanza di specialisti, a rispondere  anche a tutta la popolazione adulta e pediatrica dopo le 24, quando gli accessi avverranno per i più disparati motivi, che esulano dai codici rossi e gialli. Si tratta infatti di una scelta che inevitabilmente abbassa il livello della qualità e la quantità di prestazioni assicurate ai cittadini che si troveranno, in molte vallate e zone a bassa intensità di servizi sanitari, privati del servizio notturno dell'attività di guardia, unico presidio esistente capillarmente sul nostro territorio nazionale, isole comprese”.

 
“Gli unici a rischiare – ha continuato Paoli - saranno i tanti cittadini che da mezzanotte alle 8 di mattina dal lunedì al venerdì e dalle 20 alle 8 di mattina i sabati e i festivi troveranno il territorio senza la presenza di un medico di guardia medica e andranno a intasare pronto soccorso ospedalieri e 118 mettendo in pericolo reale le vere urgenze-emergenze. Noi siamo convinti che il cittadino possa trovare risposte organizzando il territorio H 24 7 giorni su 7 senza gravare sui pronto soccorso e sul 118”.
 
“In definitiva – ha concluso Paoli - con il nuovo atto di indirizzo, nulla appare di positivo all'orizzonte. Si tratta solo di una replica di un modello regionale, di alcuni anni fa, che forzando i confini della trattativa contrattuale decentrata, veniva imposto a tutte le OOSS della medicina generale. Ma le esigenze nazionali sono molto diverse e diversificate nel nostro territorio nazionale. Sembra più un atto di indirizzo forzato non si sa da chi. Cui prodest??”.

15 aprile 2016
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