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Consiglio nazionale della Fofi su ddl Lorenzin e concorrenza. Mandelli: “I problemi sono stati metabolizzati, professione è pronta ad affrontare quello che sta oltre”

Nella sua relazione, il presidente non ha celato i timori relativi al Def che prevede "una riduzione della spesa sanitaria  rispetto al Pil che ci porterebbe ai livelli più bassi in Europa”. Soddisfazione, invece, per l'iter del Ddl Lorenzin: “Gli Ordini restano enti pubblici non economici e organi sussidiari dello Stato”. Per quanto riguarda la penetrazione delle società di capitali nel settore Mandelli auspica che il “limite alle farmacie da possedere non venga stabilito a livello nazionale, ma su base regionale”.

29 APR - L’approvazione in Parlamento del Documento di economia e finanza (Def), l’evoluzione del Ddl Concorrenza in attesa che venga nominato il nuovo ministro dello Sviluppo economico, il Ddl Lorenzin, la spinosa questione della disoccupazione del comparto, l’attività del portale Farmalavoro e le iniziative federali. Sono i complessi e variegati nodi tematici che hanno caratterizzato la relazione del presidente Andrea Mandelli durante il Consiglio nazionale della Fofi, durato quasi tre ore all’insegna di una vivace ma serena dialettica.

Mandelli ha in primis sottolineato che la filiera della salute, a cominciare dalle farmacie, “non ha più margini sui quali intervenire per ripianare la maggiore spesa”. Tuttavia, ha osservato, il Def “preventiva per il triennio 2017-19 un aumento nominale del Fondo sanitario nazionale a 114,7 mld nel 2017, a 116,1 mld nell’anno successivo e a 118,5 mld nel 2019”, ma in realtà “questo incremento determina una diminuzione rispetto al Pil previsto in crescita: si passerebbe dall’attuale rapporto del 6,8% al 6,5%. Un dato che ci porterebbe ai livelli più bassi in Europa”.


Al centro della scena, ormai da diversi mesi, si colloca il Ddl Concorrenza che “rappresenta un provvedimento quasi definito – ha riferito Mandelli – Ma ora è strettamente legato alla nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico”. Tra gli emendamenti bocciati o accantonati dalla 10° Commissione del Senato, in sede referente, si segnalano quelli volti a consentire la vendita dei medicinali di fascia C anche negli esercizi di vicinato, quelli diretti a vietare l’applicazione del trust alle società titolari di farmacia e quelli che reinserivano l’attività di intermediazione del farmaco tra le ipotesi di incompatibilità. Cassata anche la proposta di assegnare nuove farmacie in deroga alle norme sulla distribuzione territoriale.

Tra gli emendamenti presentati da Mandelli e dal vicepresidente della Fofi, Luigi D’Ambrosio Lettieri, ne sono stati approvati quattro. Il primo prevede che i medicinali utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili possano essere forniti, dai produttori e dai grossisti, anche alle farmacie che potranno distribuirli, in via esclusiva, alle strutture autorizzate ad impiegarli o agli enti da cui queste dipendono (centri ospedalieri e strutture di ricovero a carattere privato). Il secondo riduce da dieci a tre anni il periodo in cui i vincitori in forma associata del concorso straordinario devono mantenere la gestione associata. Il terzo emendamento consente alle società di farmacisti, in caso di sostituzione temporanea del direttore, la nomina di un farmacista in possesso dell’idoneità anche non socio. Il quarto, che impone ai titolari di farmacia la comunicazione all’Ordine competente per territorio delle variazioni di orari e ferie rispetto al calendario approvato dalle ASL competenti. Per quanto riguarda la penetrazione delle società di capitali nel settore Mandelli auspica che il limite alle farmacie da possedere non venga stabilito a livello nazionale, ma su base regionale.

Contestualmente sta proseguendo l’iter del Ddl Lorenzin e il presidente della Fofi ha evidenziato l’importanza della parte che modifica l'articolo 102 del testo unico delle leggi sanitarie, “così da permettere esplicitamente all’interno della farmacia l’esercizio delle altre professioni sanitarie con l’ovvia eccezione di quelle abilitate alla prescrizione: medico, odontoiatra e veterinario. E’ un passo importante, che finalmente allinea questa materia alle necessità del modello della farmacia dei servizi: un centro polifunzionale deve poter contare sull’apporto delle necessarie figure sanitarie. Ma accanto a questo aspetto – ha fatto notare - ve ne sono altri importanti per la vita degli Ordini, a cominciare dall’affermazione che questi, pur restando enti pubblici non economici e organi sussidiari dello Stato, non si applicano le norme di contenimento della spesa pubblica”.

Altro elemento di notevole impatto è quello relativo alla disoccupazione poiché, ha spiegato Mandelli, “la situazione è grave e di qui a venti anni avremo in Italia più di 60.000 colleghi senza lavoro. Sono dati che arrivano dalle stime della Commissione europea che valutano il fabbisogno per il Servizio sanitario nazionale per il periodo 2015-2040 nelle professioni sanitarie. Secondo questa analisi l’Italia ha un fabbisogno di circa 1.500 farmacisti l'anno”. A fronte di questo dato, “si registrano circa 4.700 nuovi laureati in farmacia dei quali 4.000 si iscrivono all'albo con l'aspirazione di esercitare a pieno titolo la professione di farmacista. Secondo tali stime, si creeranno in un ventennio 50mila nuovi farmacisti disoccupati che si aggiungono ai quasi 13mila farmacisti che già oggi sono in cerca di occupazione”. Per invertire il trend, la Fofi propone il numero chiuso per le iscrizioni universitarie sulla base di una programmazione legata all'effettivo fabbisogno di ricambio generazionale e quindi stabilendo al momento una quota massima di iscrizioni per i prossimi anni accademici. Altro cardine legato al nodo del lavoro consiste nella definizione di un nuovo sistema di remunerazione, basato prevalentemente sull’atto professionale e non più legata al prezzo del farmaco.

Mandelli ha poi messo a fuoco, non celando la propria soddisfazione per l’iniziativa, il portale Farma Lavoro: sono oltre 8.500 le iscrizioni al sito, e sono state condotte 427.627 sessioni per un totale di 2.365.732 di pagine scaricate. A chi cerca occupazione, il portale ha proposto 900 inserzioni. “Può sembrare un dato piccolo – ha precisato - ma è stato costruito da zero e, soprattutto, è in crescita costante”.

Altra iniziativa federale di rilievo è costituita dal Progetto I-Mur, che ha completato la sua ultima fase sperimentale, cioè l’analisi condotta dal dipartimento Health and Social Care della London School of Economics (LSE) sui risultati ottenuti dallo studio randomizzato e controllato. “Quest’ultimo passaggio era fondamentale – ha evidenziato - per almeno due motivi. Il primo è che questa analisi, condotta con gli strumenti dell’Health Tecnology Assessment rappresenta uno strumento fondamentale per le agenzie regolatorie più importanti, come il NICE britannico, per stabilire se una procedura, un farmaco o ancora un device offrono davvero un vantaggio al paziente e al servizio sanitario e se, in definitiva, vale la pena di rimborsarli. Il secondo aspetto è il prestigio dell’istituzione che ha condotto l’analisi: uno dei vertici dell’università britannica assieme agli atenei di Oxford, di Cambridge, e del King's College. L'LSE può vantare 17 premi Nobel, tra i quali economisti come Friedrich Von Hayek, Amartya Sen e Paul Krugman”.

Mandelli, nel complesso, ha espresso un certo ottimismo “malgrado la complessità della situazione. Ciò non perché sottovaluti i rischi e le criticità di questa fase, ma perché nei miei contatti con i colleghi ho certamente registrato preoccupazioni e timori, ma ho anche avuto netta l’impressione che i problemi che si sono presentati siano stati in qualche misura metabolizzati, e che – ha concluso - oggi la professione sia pronta ad affrontare quello che sta oltre”.
 
Gennaro Barbieri

29 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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