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Come sarà il medico del futuro? Proattivo, competente e leader. L’identikit in 10 istantanee scattate dalla Fnomceo in vista della convention di Rimini.  “Ma in ogni caso diagnosi e prescrizioni sono un nostro caposaldo irrinunciabile”

Presentata oggi dalla Federazione la III Conferenza nazionale della professione medica e odontoiatrica. Dal 19 al 21 maggio più di 600 tra rappresentanti di associazioni, sindacati, cittadini, politica e media si confronteranno e dibatteranno sull’evoluzione e le prospettive della professione in un Ssn che soffre di sottofinanziamento. Lanciate anche le 10 caratteristiche del medico del Futuro. IL PROGRAMMA DELLA CONFERENZA DI RIMINI - VIDEO

11 MAG - I Medici italiani guardano al futuro: a Rimini, il 19, 20 e 21 maggio, scendono in campo, partendo dall’analisi dello sviluppo della scienza, della società, dei bisogni di salute delle persone, dei sistemi sanitari italiani ed europei, per riuscire a delineare l’evoluzione del rapporto tra medico, paziente, organizzazioni sanitarie.

“Dobbiamo rinsaldare il ponte della fiducia nel rapporto con i pazienti e vogliamo guardare e confrontarci sul futuro  della nostra professione per essere compatti di fronte alle sfide che ci attendono”. Così il Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani ha lanciato oggi la Terza conferenza nazionale della Professione medica e odontoiatrica ‘Guardiamo al futuro  - quale medico, quale paziente, quale sistema sanitario, quale medicina?’ che si terrà a Rimini dal 19 al 21 maggio.
 
“Dopo Fiuggi nel 2008 e Roma nel 2010. Ora a 6 anni di distanza è venuto il momento di tornare a confrontarci con più di 600 persone rappresentanti di associazioni, società scientifiche, sindacati, politici, stampa e ad opinion leader per capire l’evoluzione del nostro ruolo all’interno della società e trovare soluzioni”


“Come medici e come cittadini – ha ribadito - , possiamo e dobbiamo trovare il modo di orientarci nella situazione attuale e prevedere gli sviluppi della nostra società e del nostro sistema sanitario dando risposte adeguate attraverso una formazione coerente con la necessità di assicurare alle persone una sempre attenta risposta ai bisogni di salute. La salute è infatti uno dei beni primari dell’uomo, diritto costituzionalmente protetto, e va difeso e mantenuto”.
 
“Non dobbiamo mai dimenticare – continua Chersevani – che, a fronte di un continuo affastellarsi di leggi e regolamenti, spesso contraddittori, di obblighi impropri, di circolari, di ordini e contrordini, di ingiunzioni burocratiche vessatorie, la medicina vera  risiede nel rapporto medico-paziente. Non c’è medicina senza medici. Non c’è sanità senza medici. Non c’è salute senza medici”.

La presidente ha poi parlato anche del nuovo richiamo Ue sulla direttiva per gli orari di lavoro. “Non mi pare che ci siano dei cambiamenti”, dice in riferimento all’applicazione della legge – “ma non si può più far finta di niente. Le difficoltà sono forti”.

Tre le direttrici lungo le quali si svolgerà l’evento: una scienza che produca nuove evidenze, derivate da modelli complessi; medici capaci di vedere e dialogare con la complessità dell’individuo in modo partecipativo; un sistema organizzativo e sociale che crei il contesto adeguato e che sia esso stesso generatore primario di coerenze di salute.
 
Dopo la giornata inaugurale, nella quale verranno illustrati il contesto, l’evoluzione e i principi fondanti della Professione Medica e Odontoiatrica, il venerdì i partecipanti si divideranno in quattro Workshop, per definire il Medico, il Paziente, la Medicina e l’Organizzazione sanitaria del futuro. Sempre a Rimini si riuniranno il Consiglio Nazionale e l’Assemblea Nazionale dei Presidenti Cao, le massime espressioni esponenziali della Professione Medica e Odontoiatrica.

All’interno della tre giorni riminese vi saranno anche focus ad hoc sulla professione odontoiatrica. “L’odontoiatra non è soltanto quel medico che sovrintende al cavo orale ma coinvolge a livello generale la salute dei pazienti – ha ribadito il presidente della Cao, Giuseppe Renzo - A Rimini tratteremo argomenti specifici che ci riguardano anche perché teniamo conto che l’odontoiatria è tutta in regime di libera professione perché lo stato non ha sufficienti risorse”. Ma gli odontoiatri vogliono partire dalla prevenzione. “Lorenzin di recente ha fatto un mea culpa riconoscendo che di prevenzione se n’è fatta poca – ha detto Renzo – ma con essa si migliora la salute e si abbattono i costi. Perché non si è fatto? Ecco secondo noi il Ssn potrebbe intervenire in modo mirato”.
 
Negli ultimi due anni la professione è stata messa in un angolo – ha ricordato poi il segretario Fnomceo Luigi Conte - . Il messaggio che si vuole lanciare da Rimini è che il medico e l’odontoiatra sono protagonisti centrali nel futuro del Ssn. E questa centralità viene rivendicata sulla base di una cultura e tradizione che appartengono alla nostra professione e sono irrinunciabili. Da qui partiamo per riflettere sulla situazione attutale e cercare al nostro interno delle proposte per migliorare”.
 
Ma Conte lancia poi anche una stoccata al mondo delle professioni sanitarie. “Si è detto tanto sulla professione medica, che siamo per esempio una professione ‘vecchia’. Ma chi ce lo dice? Magari chi si basa su esperienze internazionali già sulla strada del tramonto? Ecco, noi siamo disponibili a fare ragionamenti ma alla base del rapporto di fiducia medico-paziente dev’essere chiaro che ci siamo noi. Siamo noi che siamo abilitati dallo Stato a fare diagnosi e trattamenti adeguati alla diagnosi. Questo è un principio irrinunciabile e che rivendichiamo con forza. Si continua a dire che non si mette in discussione questo punto, ma ciò è vero a parole, perché nei fatti c’è un tentativo di erosione delle professione. Che poi non è sono un fatto che riguarda la nostra professione sono 22 professioni che si erodono a vicenda”.

Conte ha poi parlato dei dati Istat che hanno visto un calo dell’aspettativa di vita per gli italiani. “È un dato di fatto che avvalora un campanello d’allarme che denunciamo da tempo: il sottofinanziamento porta in momenti di crisi ad un peggioramento della qualità della vita e della sopravvivenza. Ci asteniamo da fare allarmismi ma diciamo a tutti: stiamo attenti. Noi in questo senso ci stiamo rimboccando le maniche per riflettere su tutti gli aspetti del nostro futuro anche gli altri facciano altrettanto”.
 
Le dieci caratteristiche del medico del futuro. Il segretario Fnomceo ha poi lanciato una prima bozza di quelle che sono le dieci caratteristiche del medico del futuro sottolineando che "nell’avviare un processo di riflessione sulla figura del medico è doveroso tenere presente che non esistono risposte semplici a problemi complessi, e che il tempo necessario per valutare l’impatto delle azioni intraprese in questo settore è medio-lungo (maggiore di 3-5 anni) si può tracciare un identikit delle caratteristiche del medico nel prossimo futuro che dovrebbe essere:
 
1. Proattivo nell’affrontare l’innovazione, partendo dalle proprie radici
 
2. Detentore di competenze professionali che continuamente sviluppa e mantiene aggiornate
 
3. Detentore di un metodo scientifico e attento alla produzione di nuove conoscenze
 
4. Attento alla dimensione etica quotidiana della professione, partendo dall’adesione alle pratiche raccomandate e sostenute da evidenze scientifiche;
 
5. Capace di esercitare una leadership professionale rispetto ai colleghi, professionisti, pazienti e persone assistite
 
6. Cosciente del proprio ruolo sociale e politico: il fatto di poter intervenire sulla salute e sulla vita conferisce un potere di tutela e protezione (advocacy)
 
7. Cosciente di essere un attore economico: determina e gestisce risorse economiche ingenti
 
8. Capace di ascoltare e comunicare con la persona nel bisogno in una unica ed irripetibile relazione
 
9. Capace di tenere conto della dialettica tra risposta alla singola persona e quella alla comunità
 
10. Attento a perseguire il miglioramento continuo proprio e dell’organizzazione in cui è inserito, oltreché a dimostrarlo

11 maggio 2016
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