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Ddl Lorenzin. Carbone (Fials): “Proseguire con rapidità verso l’approvazione definitiva”

Per il sindacato, la proposta di legge approvata dalla Commissione sanità del Senato “coglie l’evoluzione in corso nell’organizzazione del lavoro e dell’ordinamento professionale in sanità”. Dubbi sull’istituzione delle professioni sanitarie di osteopata e chiropratico senza un iter di verifica scientifica e funzionale.

16 MAG - “La Fials parteciperà con convinzione entusiasta all’iniziativa indetta dalle Federazioni dei Collegi degli infermieri, delle Ostetriche, dei TSRM e dal Conaps il 20 maggio prossimo a Bologna sulla questione dell’approvazione del ddl Lorenzin”. L’iniziativa, commenta Giuseppe Carbone, Segretario Generale della FIALS, in una nota, “riprende quella analoga di dieci anni alla quale partecipò il Ministro Turco e che avrebbe dovuto celebrare l’attuazione della delega, purtroppo esercitata fuori tempo massimo fornita dalla legge 43/06 per in nuovo assetto ordinistico delle nuove professioni sanitarie. Certo su questa questione il pessimismo ha motivazioni fondate sul quale basarsi per i continui eventi negativi realizzatisi in questi anni ma questa volta la speranza ha qualche ragione in più per far rinascere un timido ottimismo destinato a crescere”.

Infatti, prosegue Carbone, “entra nel vivo questi giorni l’approvazione nell’Aula del Senato il ‘DDL recante disposizioni in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di riordino delle professioni sanitarie e formazione medico specialistica, di sicurezza alimentare, di benessere animale, per la promozione della prevenzione e di corretti stili di vita’. Il testo approvato all’unanimità dalla Commissione Sanità del Senato è il frutto dell’unificazione della proposta di legge sia del Governo Renzi che di quelle analoghe presentate da quasi tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione e rispetto a quelle analoghe avanzate nelle precedenti legislature ha una novità importante e vincente quella di essere ‘ecumenica’ cioè prende in esame l’assetto ordinistico di tutte le professioni presenti in sanità, tutte nessuna esclusa, medici compresi”.


La norma, prosegue Carbone, "vuole riordinare l’impianto ordinistico in sanità: un assetto nato oltre 100 anni inizialmente per la pressione di medici spinti da ideali progressisti di tutela della parte meno garantita della categoria e dei diritti dei pazienti, ricostituito subito dopo la Liberazione con uno degli ultimi atti della Monarchia e prima del varo della nostra Costituzione Repubblicana, allora le professioni sanitarie erano poco più di cinque ora sono poco meno di trenta, prima si parlava di sanità, di cura dalla malattia o dall’infortunio ora si parla di diritto alla salute, di primato della prevenzione rispetto alla cura ed alla riabilitazione, prima un sistema di protezione sanitaria categoriale ora un sistema universale e solidaristico: per queste valide e nobili motivazioni deve essere approvato un provvedimento di tale portata”.

La FIALS colloca questo nello “scenario strategico di valorizzazione delle professioni e di tutela dei cittadini e per questo offre il suo sostegno convinto a tutte le iniziative che sollecitino il proseguimento rapido dell’iter di approvazione da parte di tutti e due e rami del Parlamento”.

“Purtroppo - prosegue Carbone - ad oggi la riforma ordinistica in sanità è stata sinora una vera e proprio tela di Penelope: forse, ora i tempi e gli attori sono profondamente cambiati e i presupposti per essere maggiormente ottimisti sull’auspicabile esito positivo del provvedimento ci sono, ma senza abbassare la guardia, come insegnano le precedenti esperienze negative che hanno ancora lasciato il sale sulle ferite. Appare evidente che l’impianto ordinistico in sanità abbia bisogno di un profondo adeguamento normativo nei contenuti, nelle modalità di partecipazione al voto degli iscritti, nelle modalità di funzionamento interno, nelle sue articolazioni che tenga conto della dimensione regionale e dell’eventuale superamento o ridimensionamento di quella provinciale e, soprattutto, di un diverso rapporto con i cittadini in particolare nella gestione attraverso la mediazione del contenzioso”.

La proposta di legge approvata dalla Commissione sanità del Senato, a parere della FIALS, “coglie la centralità e la peculiarità della questione dell’assetto professionale in sanità caratterizzata dal fatto che la stragrande maggioranza degli addetti, oltre 800.000 operatrici ed operatori appartengano a 11 professioni della salute regolamentate con albi, ordini e collegi (medici, odontoiatri, farmacisti, veterinari, infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, ostetriche e tecnici sanitari di radiologia medica e le new entry degli psicologi e dei biologi), mentre una minoranza di circa 140.000 addetti appartenente a ben 17 professioni sanitarie pur regolamentate e disciplinate nell’esercizio professionale, siano prive di albo ed ordine professionale (fisioterapisti, tecnici di laboratorio, tecnici della prevenzione, dietiste, podologi, tecnici ortopedici, educatori professionali…)”.

Questa peculiarità, per la Fials, “è ben colta dal provvedimento legislativo” in quanto:

-  “affronta in un testo complessivo ed unitario tutte le professioni sanitarie previste dal Testo Unico, dal medico al tecnico della prevenzione, archiviando il ricorso a leggi speciali e di settore per le professioni infermieristiche, di ostetrica, tecnico-sanitarie, della prevenzione e della riabilitazione, così come per le professioni di biologo e di psicologo”;

-  “eleva i collegi in ordini a completamento della riforma formativa ed ordinamentale di tali professioni: nell’immaginario collettivo il collegio è per i diplomati, l’ordine è per i laureati”;

-  “non istituisce altri ordini, bensì istituisce gli albi per le 17 professioni attualmente sprovviste di tutela ordinistica, che saranno tenuti dal nuovo Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (comprendendo in quest’ordine anche l’albo degli assistenti sanitari”.

“Pertanto – osserva la Fials - non ci saranno ulteriori ordini, più o meno piccoli, ma si darebbe vita ad una nuova istituzione professionale plurale, con le garanzie interne per ogni professione, in grado non solo di semplificare il quadro ordinistico ma di arricchirlo con un nuovo soggetto che possa realmente essere autorevole e rappresentativo: della potenziale realizzazione di ciò va dato atto alla disponibilità generosa manifestata dal Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale dei Collegi dei tecnici di radiologia medica che ha votato l’assenso convinto a questa trasformazione e dall’altrettanto positivo assenso del Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Professioni Sanitarie”.

La proposta, inoltre, afferma il Segretario Generale della FIALS, “coglie l’evoluzione in corso nell’organizzazione del lavoro e dell’ordinamento professionale in sanità comprendendo nel testo anche le professioni di psicologo e biologo, sarebbe auspicabile che l’iter parlamentare faccia inserire anche i chimici ed i fisici, come promesso da più parti ed in particolare proposto con un emendamento specifico dalla senatrice Annalisa Silvestro, non solo per unificare sotto la vigilanza del Ministero della Salute tutte le professioni laureate del ruolo sanitario, ma soprattutto per offrire una risposta organica, unitaria, complessiva e di sistema”.

“Purtroppo – osserva però Carbone - nel testo è stata introdotta la norma che istituirebbe le professioni sanitarie di osteopata e chiropratico, saltando l’iter di verifica scientifica e funzionale previsto dall’articolo 6 della legge 43/06, norma contrasta da più parti…confidiamo nella saggezza delle senatrici e dei senatori per superare questo contrasto”.

La FIALS, “tenuto conto che questo provvedimento è atteso dagli operatori ma anche dai cittadini da decenni”, ribadisce dunque il suo impegno a “sollecitare Governo e Parlamento affinché l’iter di discussione e di approvazione sia il più celere possibile per permettere di mettere a frutto i benefici le nuove positività che la legge potrà mettere in essere per la collettività e per i professionisti”.

16 maggio 2016
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