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Scuole specializzazione. Smi Giovani a Lorenzin: “Numero borse è insufficiente”

In una lettera al Ministro l’area giovani del Sindacato critica “l'esiguo numero di contratti messi a disposizione (6.133), in quanto questa previsione risulta essere di poco maggiore rispetto al precedente concorso".

16 MAG - L'area giovanile del Sindacato dei Medici Italiani-Smi, "Formazione e Prospettive" ha inviato oggi una lettera al ministro Beatrice Lorenzin, a firma di Fabrizio Salemi e Donata Carollo, sulla nuova previsione di borse per le scuole di specializzazione e per i corsi di formazione specifica in medicina generale.

Nella missiva si critica il decreto firmato dalla Lorenzin per "l'esiguo numero di contratti messi a disposizione, in quanto questa previsione risulta essere di poco maggiore rispetto al precedente concorso", "solo 6.133", denunciando, oltretutto, come negli anni la "proporzione tra posti e numero di candidati è rimasta invariata".

Si prosegue, quindi, nella stessa linea, al ribasso, del passato: "Nell'anno accademico 2013/2014 sono stati messi a disposizione solo 5000 posti a fronte di 12.168 candidati; nell’anno 2014/2015 la quantità di borse è aumentata a un numero pari a 6000 con un numero di candidati pari a 13.188".

Salemi e Carollo, quindi ricordano come dopo diverse "sollecitazioni provenienti da varie organizzazioni sindacali e di giovani medici, lo scorso anno la Parte Pubblica abbia preso impegni per un cospicuo aumento dei contratti per l’anno 2015/2016".


"Inoltre - aggiungono - dal suo stesso Ministero ci sono state rassicurazioni anche sul recupero di quelli non assegnati nel precedente concorso. Pertanto esprimiamo profondo sconforto nell’apprendere che il numero di borse messe a disposizione quest’anno dal Ministero sia di appena 6.133"

"Ci consenta, inoltre, una domanda- continuano - ai circa 6000 contratti, bisogna sottrarre le 133 borse, che corrispondono ai posti rimasti vacanti dal concorso del 2015?

"La formazione post lauream è diventata sempre più una chimera per noi giovani medici - proseguono amaramente - infatti apprendiamo con rammarico che anche i posti riversati al corso di formazione in medicina generale sono stati ridotti in diverse regioni".
"Ci chiediamo se tutto ciò - attaccano - sia frutto di uno studio sulla reale necessità del fabbisogno medico o derivi piuttosto da mancate risorse economiche".

In conclusione Salemi e Carollo considerano "una sconfitta quanto avvenuto nei giorni precedenti in merito alla formazione post-lauream, perché anche quest’anno numerosi giovani medici vedranno fallire le proprie speranze. Come più volte espresso è necessario evitare un sistema ad 'imbuto', e intervenire con una reale e giusta programmazione sanitaria iniziando dall’accesso all’Università di Medicina e Chirurgia. Ci auguriamo che il ministero possa intraprendere un percorso di confronto con noi e con le altre realtà associative presenti sul territorio".

16 maggio 2016
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