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Contratto Pa. La Fials scrive al ministro Madia: “No ad aumenti solo per i redditi più bassi” 

Il sindacato esprime la disponibilità a un confronto costruttivo, ma respinge “con forza” l’ipotesi di un aumento della parte tabellare dello stipendio non per tutti i dipendenti pubblici, ma solo per i redditi più bassi. “Basta con la politica del risanamento dei conti pubblici a spese dei lavoratori del pubblico impiego”.

17 MAG - “Le risorse economiche per il rinnovo contrattuale ci sono. Basta fare una seria battaglia agli sprechi ed alla corruzione”. È quanto scrive Giuseppe Carbone, segretario nazionale della Fials, in una lettera aperta indirizzata al ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione Marianna Madia, chiedendo l’apertura del confronto sul rinnovo del contratto della Pubblica Amministrazione. E avverte: “Attendiamo risposte concrete, altrimenti saremo costretti ad ulteriori e pesanti azioni sindacali per far valere i nostri diritti e la dignità del lavoro pubblico”.

Ecco il testo integrale della lettera aperta della Fials al ministro Madia

Gent.ma Ministra,
a distanza di circa 8 anni dalla scadenza dell’ultimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, viene da domandarsi quali altri iniziative debba mettere in campo il movimento sindacale per giungere all’apertura dei tavoli di negoziato all’ARaN.

I lavoratori della Sanità peraltro allo stato attuale non possono nemmeno fare conto sulle irrisorie risorse per il rinnovo contrattuale messe a disposizione dal Governo per gli altri comparti del pubblico impiego, perché sono in attesa dell’emanazione di un apposito DPCM i cui tempi di adozione sono sconosciuti.  


Nemmeno la storica sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco del rinnovo dei contratti sembra aver sortito effetti. Costringendo il sindacato a promuovere altri ricorsi nei quali il Governo risulta sempre soccombente.

Insomma il Governo non rispetta il diritto dei lavoratori del pubblico impiego e nemmeno le sentenze della Corte Costituzionale.

Adesso sig.ra Ministra, sia Lei che il Governo non avete nemmeno più l’alibi rappresentato dall’attesa per la sottoscrizione dell’accordo sulla riduzione dei comparti, ebbene perché si vuole aspettare ancora?
Il tempo è scaduto.

I lavoratori della Sanità che si prendono cura di milioni di italiani ogni giorno non intendono più aspettare e meritano rispetto !

Anche se siamo convinti che un incremento della busta paga di 5 euro mensili, così come stanziati per gli altri comparti della Pubblica Amministrazione con la Legge di stabilità siano  una proposta assolutamente indignitosa, una proposta che di fatto attesta quasi una loro supposta inutilità sociale e professionale.

Respingiamo con forza quanto appreso in questi giorni dalla stampa su Sue dichiarazioni circa la predisposizione della direttiva all’ARaN per l’inizio delle trattative contrattuali con la decisione che l’aumento della parte tabellare dello stipendio non ci sarà per tutti i dipendenti pubblici, ma solo limitare gli stessi ai redditi più bassi, sulla falsa riga di quanto fatto dal governo Renzi con il bonus di 80 euro.

Un siffatto comportamento è vergognoso ed irresponsabile soprattutto perché così facendo il Governo non riconosce il valore di un settore strategico quale quello della Pubblica Amministrazione e dei milioni di lavoratori che la fanno funzionare.
Non ci può essere sviluppo economico senza una Pubblica Amministrazione efficace ed efficiente.

Basta con la politica del risanamento dei conti pubblici a spese dei lavoratori del pubblico impiego. Le risorse economiche per il rinnovo contrattuale ci sono. Basta fare una seria battaglia agli sprechi ed alla corruzione.

Tuttavia sentiamo di dover dare ancora una chance al Governo e auspichiamo che si faccia di più e meglio della tanto strombazzata Riforma della P.A. con i sui Decreti Legislativi e che porta il suo nome sig.ra Ministra confermandole la disponibilità a voler partecipare al confronto sui suoi contenuti in maniera attivamente, anche se sino ad oggi non abbiamo  ottenuto alcuna risposta,  atteso che le relazioni sindacali sono da anni percepite come non necessarie, o addirittura come una perdita di tempo.

I lavoratori della Sanità ed i cittadini che giornalmente si rivolgono a loro, auspicano che il Governo cambi modalità di approccio al tema del rinnovo contrattuale e che vengano stanziate  risorse adeguate per il recupero del potere di acquisto dei salari e che le trattative siano aperte immediatamente.

Attendiamo risposte concrete, altrimenti saremo costretti ad ulteriori e pesanti azioni sindacali per far valere i nostri diritti e la dignità del lavoro pubblico.

 
Giuseppe Carbone
Segretario Generale Fials


17 maggio 2016
© Riproduzione riservata


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