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I fisioterapisti Aifi si appellano a Lorenzin: “In base a quali evidenze consentirebbe di affidare persone affette da patologie nelle mani di un osteopata o di un chiropratico?”

Dura presa di posizione dell’Associazione contro il Ddl Lorenzin che istituisce le professioni di osteopata e chiropratico. In una lettera al Ministro l’Aifi ricorda anche come sia necessaria “l’acquisizione preliminare di un parere tecnico-scientifico vincolante da parte di apposite commissioni nominate dal Ministero della salute comprendenti gli organismi professionali”. LA LETTERA

18 MAG - “Il disegno di legge in discussione al Senato rischia di abbassare il livello di attenzione sulle prove di efficacia delle pratiche sanitarie e di invadere il campo di attività di migliaia di professionisti sanitari che già esercitano in virtù di un lungo e faticoso percorso di studi universitari”. Così scrive l’Associazione italiana Fisioterapisti (Aifi) in una lettera indirizzata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin in cui chiede  direttamente “in base a quali evidenze sciroentifiche consentirebbe di affidare persone affette da patologie, anche gravi, nelle mani di un osteopata o di un chiropratico privi dell'indispensabile patrimonio di conoscenze cliniche e funzionali che sono invece in possesso di medici e fisioterapisti?”.
 
Nella missiva l’Aifi sottolinea anche come “nel disegno di legge si riconosce a queste attività la dignità di professione sanitaria, senza rispettare la legge 43/2006, che all’articolo 5, comma 3, prevede l’acquisizione preliminare di un parere tecnico-scientifico vincolante da parte di apposite commissioni nominate dal Ministero della salute comprendenti gli organismi professionali”.

18 maggio 2016
© Riproduzione riservata


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