Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Sabato 21 SETTEMBRE 2019
Lavoro e Professioni
segui quotidianosanita.it

Chiropratica. Federazione Mondiale e Università straniere scrivono al Parlamento e a Lorenzin: “Deve restare professione primaria”

A sottoscrivere l'appello anche i rettori di importanti università degli USA, Canada, Regno Unito, Australia, Francia, Danimarca e Sudafrica che parlano di evidente contrasto della legislazione italiana rispetto al contesto internazionale. Williams (Aic): “Vera disfatta per la legislazione italiana. Ddl Lorezin sia modificato. Ci declassa a professione tecnica”.

05 LUG - La Federazione mondiale di chiropratica e i rettori di alcune delle maggiori università estere (USA, Canada, Regno Unito, Australia, Francia, Danimarca e Sudafrica) stanno inviando in questi giorni lettere ai palamentari e al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiedendo di riconsiderare la decisione di declassare la chiropratica a professione tecnica che avverrebbe, secondo gli estensori dell'appello, se venisse approvato il ddl Lorenzin sulla riforma degli ordini in discussione alla Camera dopo il sì del Senato.
 
Per i firmatari, la legislazione italiana è in contrasto con il contesto internazionale, dove i chiropratici vengono considerati alla stregua dei medici, una professione primaria. A rendere nota l’iniziativa delle Università estere è l’Associazione Italiana Chiropratici (Aic). Che evidenzia: “In realtà, anche in Italia i chiropratici finora erano considerati una professione primaria, così come previsto dalla Legge 244/07. L’attuazione di questa Legge sarebbe dovuta avvenire entro sei mesi dalla sua emanazione, ma a distanza di otto anni non è mai arrivata”.


I chiropratici, per voce del presidente John Williams, chiedono ora una modifica in extremis del disegno di legge e parlano di “una vera disfatta della legislazione italiana a scapito della libera scelta di cura garantita ai cittadini dalla Costituzione”.

“La chiropratica non utilizza farmaci e conta centinaia di migliaia di pazienti in Italia - spiega Williams -. Tutti gli studi internazionali dimostrano la sua efficacia nella riduzione dei costi dei sistemi sanitari e i benefici sulla qualità della vita dei pazienti. In Italia, invece, a livello normativo è stata oggetto di un emendamento che ha di fatto annullato le intenzioni iniziali del Ministro Lorenzin. Chiediamo – continua Williams - da sempre un percorso universitario non inferiore a cinque anni, così come prescritto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità oltre all’attuazione del registro dei chiropratici, unica arma contro l’abusivismo, anche in Italia”.

A rischio ci sono anche degli investimenti nel nostro Paese. “Lo scorso anno – spiega infatti l’Aic - una delle più rappresentative università americane, la Life University, aveva annunciato la nascita del primo corso di laurea a Roma nel 2018. Un investimento di svariati milioni di euro, che avrebbe permesso anche agli aspiranti chiropratici italiani di poter avere in patria un’università riconosciuta a livello internazionale. Ora, però, la stessa università sarebbe pronta a ritirare visto il cambiamento normativo in atto”.

05 luglio 2016
© Riproduzione riservata


Allegati:

spacer Le lettere

Altri articoli in Lavoro e Professioni

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy