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Toscana. Liste d’attesa in oculistica, la Regione apre agli optometristi. Gli oculisti insorgono


Per la Società oftalmologica italiana si tratta di un’azione “irresponsabile” finalizzata “esclusivamente a ridurre le liste d’attesa” lasciando i pazienti nelle mani di operatori che “non hanno un percorso di formazione e studi sufficienti a fondare adeguato titolo sanitario idoneo a tutelare i pazienti”. Diffidata l’assessore Stefani Saccardi. “Ora valutiamo di denunciarla”.

09 SET - La Regione Toscana sta pensando di “alleggerire alcune prestazioni oculistiche” facendo svolgere “esami più semplici anche dagli ottimi optometristi”. La proposta l’ha annunciata l’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi, in un’intervista alla Nazione, scatenando la reazione della Società oftalmologia italiana (Soi), che per voce del suo presidente Matteo Piovella, definisce tale soluzione “irresponsabile finalizzata esclusivamente a ridurre le liste d’attesa, frutto di ignoranza e di incompetenza che porterà a gravi conseguenze per i cittadini”.

“I ‘sedicenti optometristi’ – dichiara Piovella - non hanno un percorso di formazione e studi sufficienti a fondare adeguato titolo sanitario idoneo a tutelare i pazienti. Fino a oggi, hanno operato liberamente nel nostro Paese solo grazie al fatto che l’attività optometrica non è mai stata regolamentata dallo Stato per mera mancanza di interesse. Ma lo scorso luglio, con una lungimirante sentenza a tutela del diritto alla cura dei pazienti, la Corte di Cassazione ha finalmente posto fine a tale situazione, condannando in via definitiva un ottico di Macerata, sedicente optometrista, appunto, che esercitava la sua attività senza avere né titoli né competenze adeguate, per abuso della professione medica. Con equità e competenza i giudici della Corte Suprema hanno sentenziato che questi ‘sedicenti optometristi’ non devono e non possono, in campo sanitario, mettersi in competizione o invadere attività espressamente regolamentate e controllate quale quella del medico oculista, dell’ortottista assistente di oftalmologia o quella dell’ottico”.


La Soi, dunque, “conferma e ribadisce che tutto quanto attiene all’anamnesi dell’apparato visivo, fondamentale per diagnosticare vizi di rifrazione e patologie oculari e consentire la prescrizione di corrette ed adeguate terapie, è atto medico a tutti gli effetti e può, secondo legge, essere eseguito solo, ed esclusivamente, da un Medico Chirurgo Oculista. Pertanto – comunica -, ha attivato l’ufficio legale perché venga imposto il rispetto della legge a tutela dei pazienti affetti da patologie oculari”.

“Assegnare un atto medico ad un ‘sedicente optometrista’ per mere ragioni economiche – ribadisce il presidente della Soi -, è un comportamento illegittimo, estraneo ad ogni logica e sicurezza per il sistema sanitario e per i cittadini che lo dovrebbero subire. L’optometrista non esiste come figura professionale in Italia. Esiste un sorprendente corso di laurea in optometria che incredibilmente non conferisce alcun titolo e, coloro che lo sostengono, debbono successivamente dare un esame presso le scuole di ottica e poter ottenere il diploma di ottico e lavorare in un negozio di ottica: una proposta pseudo-formativa assolutamente kafkiana! L’illegittima gestione di qualsiasi problematica in campo oftalmologico, anche la più semplice, da parte dei ‘sedicenti optometristi’ potrebbe creare delle serie problematiche per la salvaguardia della funzione visiva”.

“Né l’ottico, né tanto meno i ‘sedicenti optometristi’ possono affiancarsi, e ancor meno sostituirsi, al Medico Chirurgo Oculista, in quanto privi dei requisiti formativi e della conseguente capacità. L’unico profilo professionale abilitato a collaborare con il Medico Chirurgo Oculista è il Dottore in Ortottica e Assistenza Oftalmologica – afferma Piovella – che opera in perfetta armonia e stretta collaborazione con il medico.

“Al di la della obbligatorietà del rispetto delle leggi e dell’utilizzo del comune buon senso, con scelte di politica sanitaria cosi sconsiderate chi ci rimette – ribadisce Piovella – sono, come sempre, i pazienti. E non solo: con errori come questo si mina la fiducia dei cittadini nei confronti di un Sistema Sanitario Nazionale sempre più in difficoltà nonostante la professionalità e la dedizione posta da tutti i professionisti sanitari in generale”.

Per il presidente della Soi “questa decisione è la conferma che quando si affidano le scelte di gestione sanitaria a politici impreparati ed inesperti non si possono produrre risultati utili per la mancanza di un serio e costruttivo confronto con chi tali competenze ha dimostrato di averle sempre saputo utilizzarle al meglio. Noi siamo obbligati ad agire a tutela di tutti i malati. Per questo abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di agire immediatamente e nel modo più diretto ed efficace”, conclude Piovella, secondo il quale “per offrire cure adeguate bisogna agire rapidamente migliorando l’organizzazione, adottando le tecnologie innovative e valorizzando i ruoli del medico oculista e dell’ortottista assistente di oftalmologia”.

09 settembre 2016
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