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Contratto. Infermieri Nursind in stato di agitazione e pronti allo sciopero nazionale


Tra le motivazioni il mancato rinnovo e le insufficienti risorse economiche. Ma c’è anche la questione del demansionamento e la mancata assunzione degli infermieri promesse dalla stabilità dello scorso ano per far fronte all’orario di lavoro europeo.

24 SET - Anche il Nursind scende in stato di agitazione e si dice pronto allo sciopero della categoria infermieristica della dirigenza e del comparto.
 
Alla base della decisione del sindacato tre aspetti principali che saranno sul tavolo del ministero del Lavoro lunedì prossimo per il previsto tentativo di conciliazione prima dell’avvio delle agitazioni sindacali:
1. mancato rispetto della sentenza della corte costituzionale e della contrattazione del triennio 2013-2015; tale situazione non ha nemmeno dato la possibilità alla rappresentanza infermieristica di essere presente ai tavoli della contrattazione decentrata;
2. insufficienti risorse economiche per il rinnovo del triennio 2015-2017 (300 milioni di euro per il 2016 e pochi altri forse dal 2017) e per l’ipotesi di ridurre l’adeguamento del FSN secondo quanto stabilito dal Patto per la Salute sottoscritto tra Stato e regioni;
3. carenze organizzative e di personale legate al demansionamento e alla mancata attuazione della legge di stabilità 2016 circa le assunzioni di personale per adeguare gli organici e rispettare i limiti sull’orario di lavoro previsti dal dlgs 66/2003; il permanere del precariato oltre i limiti di legge.

 
Secondo il segretario nazionale Nursind Andrea Bottega, “le soluzioni ipotizzate in questi giorni (“contratto ponte” solo economico, aumento solo per chi ha un reddito lordo inferiore ai 26.000 euro, aumento dell’orario di lavoro in cambio di qualche euro in più, ecc.) per arrivare alla chiusura in tempi brevi del rinnovo del contratto nazionale di lavoro, non rispettano la dignità dei professionisti che rappresentiamo. Abbiamo ben accolto la volontà del comitato di settore e del Ministero della Salute di emanare per primi l’atto di indirizzo, ma a fianco di questa accelerazione non possiamo non rilevare che ad oggi si vuole far partire la contrattazione con risorse economiche insufficienti e con un quadro normativo incerto”.
 
“Accanto a queste difficoltà oggettive si profila un continuo definanziamento della sanità che pone a serio rischio l’attuazione dei LEA e la garanzia dei diritti costituzionali dei cittadini. Noi, professionisti della salute del comparto e della dirigenza sanitaria, - continua Bottega – non volgiamo essere complici delle deficienze organizzative causate dai continui tagli di risorse economiche e umane. Siamo ancora in attesa dell’incremento delle dotazioni di personale previste dai commi 541 e 543 dalla legge di stabilità del 2016, quando un anno fa si parlava di 6.000 nuove assunzioni tra medici e infermieri.”
 
“Da tempo – aggiunge Bottega - ormai assistiamo una svalutazione del mandato costituzionale da parte delle istituzioni: non più il lavoro come fondamento della crescita comune bensì la centralità di una politica e un’economia della promessa. Meno lavoro per chi è disponibile, sempre più concentrato in poche persone e sempre più svolto in età avanzata tanto da diventare oppressivo. Per tutti, infermieri disoccupati e infermieri oberati, la promessa di assunzioni e di salari dignitosi.
 
“Siamo stanchi – conclude il segretario Nursind – di vedere calpestata la dignità dei lavoratori che rappresentiamo. O ci sono i presupposti per una svolta vera oppure non ci accontenteremo di pochi spiccioli”.

24 settembre 2016
© Riproduzione riservata


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