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Neospecialisti per abbattere le liste d’attesa. Dall’Anaao Giovani molte perplessità sul progetto del Piemonte: “Non siamo tappabuchi”

Respinta ogni ipotesi che possa alimentare “la schiera di neo-specialisti utilizzati come ‘tappabuchi’”. Dubbi sul ruolo dell’Università, visto che “la sua funzione nella formazione del giovane medico cessa al momento della specializzazione del professionista”. No a “contratti di lavoro indecorosi” o “simil-voucher” che “ledono la dignità professionale”. Per l'Anaao Giovani, comunque, “l'episodio Piemonte è un problema nazionale”.

04 GEN - Anaao Giovani osserva “con attenzione” il progetto della Regione Piemonte, che prevederebbe l’utilizzo di giovani medici neospecialisti negli “ambulatori territoriali” del SSN, per lo smaltimento progressivo delle liste di attesa. “Emergono tuttavia alcune perplessità inerenti il ruolo che i suddetti medici dovrebbero rivestire, il loro inquadramento professionale, la conseguenza che tale inserimento avrebbe sulle dotazioni organiche ospedaliere e l’assenza contestuale di un piano di assunzioni”.

Per l’Anaao Giovani, “se questo fosse confermato, si verrebbe a creare un pericoloso vulnus che alimenterebbe di fatto la schiera di neo-specialisti utilizzati come ‘tappabuchi’”.

“Non risulta chiaro inoltre - evidenzia inoltre l'Anaao Giovane nella sua nota di osservazioni - il ruolo che in tale iniziativa rivestirebbe l’Università e non ne comprendiamo l’interesse, in quanto la sua funzione nella formazione del giovane medico cessa al momento della specializzazione del professionista. Che ci siano dei secondi fini dei quali non siamo a conoscenza? Forse a Saitta interessano solo i bilanci aziendali e il contenimento della spesa per il personale?”.


L’Anaao Giovani ribadisce di essere “invece fermamente convinti dell’utilità di implementare protocolli università-SSR durante gli anni della scuola di specializzazione, al fine di migliorare le competenze pratiche degli aspiranti specialisti, considerando tale opportunità come “start-up” preliminare all’ingresso nel mondo del lavoro”.

No dell’Anaao Giovani anche a “ogni azione che leda la dignità professionale dei giovani medici con contratti di lavoro indecorosi o, peggio, con ‘simil-voucher’ che renderebbero i neospecialisti al pari di meri mercenari della sanità, al fine di risolvere contingenze piuttosto che programmare un loro proficuo inserimento nel mondo del lavoro”.

L’Anaao Giovani nello stigmatizzare “l'episodio Piemonte come un problema nazionale” annuncia che “continuerà a vigilare su iniziative inerenti l’inserimento nel mondo del lavoro dei colleghi neospecialisti di oggi e di domani ed è pronta a confrontarsi, presentando progetti e idee già ampiamente illustrati sulla stampa di settore”.

04 gennaio 2017
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