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Scotti (Fimmg) boccia le Case della Salute: “Antieconomiche e non risolvono il caos del Pronto soccorso”. E su convenzione: “A Regioni chiediamo chiarezza su ruolo ma ribadiamo il no al medico di famiglia ‘sotto’ dipendente”

di Luciano Fassari

Intervista al segretario del sindacato dei medici di famiglia: “Il modello Case della Salute così com’è non sarà mai in grado di competere sull’emergenza con un Pronto soccorso di ospedale, così come il lavoro del medico di famiglia non può essere legato a dei codici colorati”. E sulla convenzione: “La concertazione ha mostrato dei limiti evidenti da superare. Alle Regioni stiamo cercando di far capire i problemi della categoria, a partire dall’urgente ricambio generazionale fino alla necessità di rivederne il ruolo. Ma non come ‘sotto’ dipendenti delle Asl ma come parte attiva del Ssn”

20 GEN - “I medici di famiglia non sono un semplice filtro del pronto soccorso” e “le Case della Salute, così come sono, non funzionano per risolvere la questione del sovraffollamento del Pronto soccorso e invece si vuole scaricare il problema sul fatto che sono poche e che i medici di famiglia non fanno i codici bianchi o verdi”. A parlare è il segretario della Fimmg Silvestro Scotti che in quest’intervista torna a parlare del ruolo della medicina territoriale e le crisi dei pronto soccorso
 
Ma il segretario Fimmg rilancia anche sulla convenzione dove “è in atto una discussione con gli assessori alla Salute” dopo l’ultima bozza Sisac che ha lasciato il sindacato con l’amaro in bocca.
 
Segretario, nelle ultime settimane in varie Regioni sono nate molte polemiche sul ruolo del medico di famiglia e le Case della Salute. C’è chi vi accusa di boicottarle (in Emilia) mentre in altri casi siete voi a lamentare l’esclusione dai progetti (Piemonte). Dove sta il problema?
In un modo o nell’altro mi sono sembrate polemiche strumentali che sfruttano l’ondata dei casi eclatanti di emergenza verificatisi nelle ultime settimane e scaricano le colpe sui medici di famiglia.
 
In che senso?
Il problema è che le Case della Salute, così come sono, non funzionano per risolvere la questione del sovraffollamento del Pronto soccorso e invece si vuole scaricare il problema sul fatto che sono poche e che i medici di famiglia non fanno i codici bianchi o verdi. Insomma mi sembra che si stia strumentalizzando una situazione emergenziale come quella vissuta nelle ultime settimane tra picchi influenzali e condizioni di meteo avverse (tra freddo neve e maltempo che hanno reso anche difficile l’accesso a molte strutture) e psicosi meningite. Per questo le dico che abbiamo scritto al Ministro della Salute chiedendo di convocare un tavolo (con medici di medicina generale infermieri ai responsabili dei pronto soccorso, società scientifiche dell’emergenza-urgenza) per affrontare in modo organico il problema ed evitare di trovarci l’anno prossimo nella stessa situazione. Noi dobbiamo costruire delle linee guida con le contromisure per evitare il sovraffollamento nei Ps da adottare in caso di situazioni emergenziali come quelle dell’ultimo periodo. È ora di fare chiarezza. E per questo diciamo basta allo scaricabarile.
 
Se ho capito bene le mi sta dicendo che le Case della Salute, che a macchia di leopardo stanno nascendo in tutta Italia non servono. Una bella bocciatura.
Possono essere utili in alcuni casi per curare le cronicità anche se studi o evidenze scientifiche sulla loro efficacia sono pochi. Ma è evidente che il modello Case della Salute così com’è non sarà mai in grado di competere sull’emergenza con i servizi diagnostici che offre un Pronto soccorso di ospedale, così come il lavoro del medico di famiglia non può essere legato a dei codici colorati. L’emergenza pronto soccorso è un problema reale che necessita di una soluzione attraverso una collaborativa riorganizzazione del territorio. Il nostro lavoro è curare la gente, non siamo un semplice filtro del pronto soccorso e i numeri ci danno ragione: sono circa 6 milioni i cittadini italiani che in questi giorni, ogni giorno ricevono una risposta dal proprio medico di famiglia. Le visite quotidiane si sono in media quasi raddoppiate (da 50 a 80 per ogni professionista) a cui si aggiungono decine di telefonate.
 
Mi scusi ma non dovevano proprio essere le Case della Salute quei luoghi dove oltre al medico di famiglia si potevano trovare degli altri servizi sanitari?
Ha mai visto una Tac in una Casa della Salute? Se mi arriva un paziente in codice verde e non ho la Tac che faccio secondo lei? Lo mando al Pronto soccorso. Ma è lo stesso paziente che sa che in un Pronto soccorso di ospedale trova più servizi diagnostici. Ma guardiamo anche all’ultima influenza che ha avuto un altissimo tasso di complicanze per cui era inevitabile il ricovero ospedaliero. Le ripeto, si cerca di scaricare il problema dei disservizi altrui sui medici di famiglia e per di più si prospetta un modello, quello delle Case della Salute, che sta mostrando tutte le sue crepe e la sue anti-economie.
 
Su tutto ciò non crede che pesi anche il fatto che da molti anni non si rinnova la convenzione. Sembra diventata una ‘mission impossible’. Anche l’ultima proposta Sisac è stata bocciata. Che aspettarci per il 2017?
Guardi qui non è un problema di tecnicismi di bozza e non siamo noi che non vogliamo sottoscrivere la convenzione è che desideriamo chiarezza. Abbiamo iniziato un giro di consultazioni con gli assessori alla Salute regionali perché a nostro avviso occorre mettersi d’accordo su cosa realmente si ha in testa per il futuro della medicina generale. E poi mi faccia dire che il metodo di concertazione nella stesura della bozza ha mostrato dei limiti evidenti che si devono superare se si vuole costruire una convenzione condivisa. Alle Regioni stiamo cercando di far capire i problemi della categoria, a partire dall’urgente ricambio generazionale fino alla necessità di rivederne il ruolo. Ma non come ‘sotto’ dipendenti delle Asl ma come parte attiva del Ssn che lavora su obiettivi di salute.
 
E sulle risorse?
Siamo in attesa del Dpcm del Governo su cui auspichiamo e sollecitiamo tempi rapidi.
 
Luciano Fassari

20 gennaio 2017
© Riproduzione riservata

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