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Farmacie. Mnlf: “Federfarma tenta ancora una volta d'introdurre i drugstore in Italia”


Così il Movimento nazionale liberi farmacisti commenta l'ipotesi allo studio da parte dei vertici di Federfarma sulla possibilità di parafarmacie senza l'obbligatoria presenza di un farmacista al loro interno. "Federfarma si occupi di altro, le partite perse non si possono riaprire con trucchi o escamotage".

02 FEB - "Ci avevano provato con il disegno di legge Gasparri-Tomassini e con numerosi emendamenti nei più svariati disegni di legge, ci provano ancora una volta sperando nell'accondiscendenza di alcuni parlamentari Pd. La Federfarma prova a togliere l'obbligo della presenza del farmacista nelle parafarmacie. Il progetto 'allo studio' dei notabili del sindacato è sempre lo stesso: concedere la vendita in tutti gli esercizi commerciali di pochi farmaci senza il farmacista in cambio della chiusura delle parafarmacie". Così il Movimento nazionale liberi farmacisti commenta le parole della presidente nazionale di Federfarma, Annarosa Racca, sulla possibilità futura di parafarmacie senza l'obbligatoria presenza di farmacisti al loro interno.

"Mentre il grande capitale si appresta a sbarcare nel pianeta farmacie italiano, i rappresentanti dei titolari di farmacia non hanno niente di meglio da fare che occuparsi della vera 'spina' nel fianco: le parafarmacie. Come non dare loro torto: i farmacisti che operano in questi esercizi hanno tutti i requisiti per dispensare tutti i farmaci, quindi ragioni per rivendicare di esercitare appieno il proprio ruolo. Far ritornare indietro l'orologio legislativo significa per Federfarma azzerare un pericolo che sarà sempre dietro l'angolo. Quello che sorprende è come certi parlamentari si prestino, mentre la disoccupazione giovanile sale al 40% a queste operazioni corporative", spiega il Mnlf.


"Il Paese non ha più l'ascensore sociale bloccato, da tempo ha cominciato a scendere. Una legislatura, l'ultima che sarà ricordata per il vuoto assoluto di politiche di crescita economica, con un disegno di legge, quello della concorrenza, sacrificato sull'altare dell'interesse politico-corporativo. Mentre il Paese rimane sostanzialmente bloccato con larghe fette della società che non riescono a vedere alcun orizzonte, si continuano a proteggere caste ed corporazioni nel vano tentativo di acquisire consenso, consenso reale solo sulla carta come l'ultimo referendum ha dimostrato. Il tutto naturalmente ignorando la tutela della salute dei cittadini e permettendo per mero interesse, il fai da te nell'uso dei farmaci. A Federfarma un suggerimento: si occupi di altro, le partite perse non si possono riaprire con trucchi o escamotage. Le partite perse servono per imparare", conclude il Movimento liberi farmacisti. 

02 febbraio 2017
© Riproduzione riservata


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