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23 APRILE 2017
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Un “Manuale” per la definizione del fabbisogno di dirigenti per i Servizi Farmaceutici del Ssn

Elaborato da Sinafo in collaborazione con SIFO e SIFaCT, vuole essere uno strumento di verifica e confronto sulle reali necessità di dotazione organica (relativamente alla sola figura dei farmacisti dirigenti) necessaria per garantire un servizio ospedaliero e territoriale di qualità che possa far fronte a tutte le esigenze quotidiane di attività che si rendono necessarie e indispensabili per sostenere tutta l’attività clinica di prevenzione, diagnosi e cura all’interno del SSN

18 APR - Quando il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nell’incontro del 31 gennaio scorso ci ha chiesto di fornire il nostro contributo per la definizione degli standard di fabbisogno del personale dirigente SSN, ci è subito sembrata una grande sfida ma al tempo stesso una opportunità irrinunciabile. Pochi anni fa pubblicammo un articolo che, per l’ennesima volta, affrontava e approfondiva il tema della “Spending ragionata in sanità” sottolineando che “I dirigenti farmacisti ospedalieri e territoriali attualmente in servizio nel SSN sono poco meno di 2500. Questa sparuta schiera di professionisti, cui vengono affidate funzioni di natura sia gestionale sia professionale di alto profilo, troppo spesso non viene messa nemmeno nelle condizioni appena sufficienti per assicurare al meglio l’assistenza farmaceutica”.
 
Partiamo da questo, per fare una breve cronistoria di quanto è accaduto in tema di adeguamento dei nostri organici all’interno di un sistema che prevede e pretende, per i farmacisti dirigenti, l’assunzione di gravose responsabilità che, sia (come detto) per i risvolti gestionali sia per quelli professionali, non sono paragonabili a quelli che vengono affidati ad altri profili professionali. Cronistoria che, speriamo, possa rendere visibile e chiara la nostra volontà del percorso da noi intrapreso per dare concretezza a quegli atti che dovranno sradicare quell’atteggiamento di indifferenza che le istituzioni hanno sempre, incomprensibilmente, dimostrato nei confronti di una categoria che si è spesa e si spende per fornire le risposte assistenziali giuste nel quadro di un sistema economico sempre più problematico.


All’atto del conferimento del mandato quadriennale, rispettivamente, di Segretario Generale e Presidente del Si.Na.F.O. (nel corso del IX Congresso Nazionale), eravamo agli esordi di uno dei periodi più complessi della nostra storia contrattuale e professionale. Il contratto fermo dal 2009, le criticità che riguardavano, in particolare, la scarsa comunicazione con le istituzioni, divergenze ideologiche e di strategia con le altre OO.SS. sanitarie (fortemente medico-centriche), presenza di contenziosi legali con molte regioni, ecc.

Il paradosso consisteva nel rappresentare una categoria che, pur un essendo un valore fondamentale per il sistema sanitario, risultava (e ancora risulta) soggetta a insostenibili ridimensionamenti stranamente correlati, anche, a immotivate quanto improponibili, innovazioni gestionali che alcune regioni stanno portando avanti.

Oggi la realtà ci racconta di dotazioni organiche ridotte ai limiti della sopravvivenza, attacchi frequenti alle nostre articolazioni organizzative in favore di altre specialità di dubbia utilità, minacce di esternalizzazione. Le cause evidenti, ma anche quelle più o meno occulte, sono da ricercarsi in una legislazione carente che certifichi le nostre effettive linee di attività, la loro quantificazione e la presa di coscienza da parte dei nostri datori di lavoro (Regioni, Aziende Sanitarie). Senza sottacere delle nostre potenzialità professionali che, se effettivamente implementate e supportate, determinerebbero una incidenza positiva, sia per gli aspetti assistenziali sia per quelli della qualificazione della spesa.
 
Ed è per questo motivo che tra gli obiettivi primari del nostro mandato abbiamo prioritariamente scelto di costruire un “Modello-Tipo” di Servizio Ospedaliero e Territoriale comprensivo di standard di minima degli organici, necessari per garantire le linee di attività essenziali e prioritarie e quelle aggiuntive che possono fare la differenza in un sistema di eccellenza.
 
Oggi, alle soglie della pubblicazione del Manuale per la definizione del fabbisogno di dirigenti per i Servizi Farmaceutici SSN, siamo estremamente soddisfatti dell’opera realizzata. Questo lavoro, frutto della collaborazione con SIFO e SIFaCT, vuole essere uno strumento di verifica e confronto sulle reali necessità di dotazione organica (relativamente alla sola figura dei farmacisti dirigenti) necessaria per garantire un servizio ospedaliero e territoriale di qualità che possa far fronte a tutte le esigenze quotidiane di attività che si rendono necessarie e indispensabili per sostenere tutta l’attività clinica di prevenzione, diagnosi e cura all’interno del SSN.

Lo abbiamo costruito in forma di manuale, organizzato per ambito di riferimento (ospedale/territorio) e per complessità strutturale (di base, media o alta), nonché per singole linee di attività. Tutto ciò, per offrire il necessario supporto ai colleghi della rappresentazione ai vertici aziendali delle reali esigenze di organico definite secondo un metodo trasversale e condiviso che consenta di definire facilmente ed omogeneamente sull’intero territorio nazionale la forza lavoro minima da garantire nei servizi farmaceutici senza rischi di sottostima o sovrastima di organico.

Il manuale, che speriamo possa essere apprezzato nella sua semplicità schematica e nella sua versatilità applicativa, sarà presentato ai diversi interlocutori presenti nelle sedi istituzionali deputate alla verifica e al monitoraggio delle attività che vengono svolte all’interno dei servizi sanitari nazionali.
Siamo convinti che questa socializzazione servirà a rendere plasticamente evidenti tutte le linee di intervento svolte quotidianamente all’interno dei nostri servizi ospedalieri e territoriali e non solo. Questa conoscenza consentirà ai livelli istituzionali nazionali e regionali di qualificare e quantificare meglio il lavoro svolto dai dirigenti farmacisti evidenziando, ove ce ne fosse ancora bisogno, il loro inspiegabile sottodimensionamento numerico.
 
Roberta di Turi
Segretario Generale Fassid Area Si.Na.F.O.
 
Giangiuseppe Console
Presidente Fassid Area Si.Na.F.O.

18 aprile 2017
© Riproduzione riservata


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