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Piano vaccinale. Gli igienisti lo bocciano e preparano una controproposta

Marcia indietro sull'inserimento della varicella, eliminazione del concetto di vaccinazioni nell'adulto per tornare alle sole vaccinazioni dei gruppi a rischio, “l’incomprensibile esclusiva” del Cnesps-Iss quale unico giudice della sussistenza dei criteri per l'introduzione di nuovi vaccini. Queste alcune delle critiche alla bozza del nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale da parte della SitI, secondo la quale si sta inoltre "palesando un livello decisionale centrale con connotati ideologici".

16 SET - La comunità degli igienisti boccia senza mezzi termini la bozza del nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. Le ragioni sono molteplici. Anzitutto, spiega Paolo Bonanni, del Consiglio direttivo della Siti (Società italiana di Igiene), “la marcia indietro sull'inserimento della varicella, atto che porterebbe al tanto temuto spostamento della malattia verso l'età adulta”. Inoltre, continua Bonanni, “si elimina il concetto di calendario delle vaccinazioni nell'adulto, che è ormai strumento consolidato nei Paesi più avanzati, per tornare alle sole vaccinazioni dei gruppi a rischio. Si introduce una incomprensibile esclusiva del Cnesps - Iss quale unico giudice della sussistenza dei criteri per l'introduzione di nuovi vaccini, con buona pace dei gruppi di ricerca (anche dei nostri Istituti) che da decenni si sono occupati di analisi farmaco-economiche prima e di HTA più recentemente, e in sfregio all'elementare criterio che ci vogliano almeno due valutazioni indipendenti e concordanti su un tema così delicato per confermare o escludere un nuovo programma vaccinale”.
Ancora, "nessuna attenzione alle società scientifiche e al Dipartimento di prevenzione come strumento fondamentale e strategico per garantire il diritto alla tutela della salute e alla sua promozione su tutto il territorio nazionale" commenta Vittorio Carreri, altro membro del direttivo.


Secondo la SitI, inoltre, "si sta facendo un passo indietro palesando un livello decisionale centrale con connotati ideologici", "escludendo alcune Regioni dalle decisioni". A questo punto, per Carlo Signorelli (sempre del Consiglio direttivo), “bisogna valutare se, su queste basi e con queste tempistiche scandalose, abbia ancora senso d'esistere un calendario nazionale visto che le Regioni più attive si sono organizzate per conto loro (tra cui la Sicilia) prendendo spunto dal calendario elaborato dalle società scientifiche (inclusa la SItI) per approvare i propri nuovi Piani regionali."
Di fronte a tutto questo la SItI annuncia di essere al lavoro per elaborare un “documento organico di critica e commento alla bozza diffusa che verrà inviato agli Organi competenti”.

16 settembre 2011
© Riproduzione riservata


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