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Specializzazioni. Omceo Milano scrive a Lorenzin e Fedeli: “Numero di borse sia pari a quello dei laureati”

A questa prima richiesta si accompagnano altre istanze emerse in una incontro promosso dalla Omceo con i medici neoabilitati. Tra le altre, l’adeguamento delle retribuzioni tra specializzazione e formazione in Medicina generale, regole chiare e comuni su tutto il territorio nazionale per i medici che svolgono attività di Continuità assistenziale e realizzazione di macrosedi dove svolgere i concorsi per garantire condizioni omogenee su tutto il territorio nazionale”. LA LETTERA

23 OTT - Il Presidente dell’Omceo di Milano, Roberto Carlo Rossi, scrive alle ministre della Salute e del Miur, Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli, per manifestare le istanze dei medici neoabilitati emese nel corso di un incontro promosso dall’Ordine.

Nella lettera, indirizzata anche al Presidente della conferenza dei Rettori Italiani, al Presidente della Conferenza dei presidenti dei corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, alla Fnomceo e a tutti gli Omceo provinciali, viene in primo luogo sottolineata la disparità tra il criterio di l’abilitazione all’esercizio della professione medica, conseguente al numero chiuso programmato, e l’inadeguatezza del numero di borse di studio messe a disposizione della platea che ha titolo per conseguire una specializzazione.

Per questa tornata, si spiega nella lettera, le borse di studio previste sono 6.667 a fronte di circa 18-20.000 aventi titolo per richiederle, accumulatosi nel tempo, e al fatto che sono circa 10.000 i neoabilitati. E’ evidente, si sostiene nella lettera, che il numero complessivo di borse di studio nelle Specialità e nel triennio in Medicina generale “deve necessariamente essere pari al numero di laureati”.

 
A questo si accompagnano le richieste riguardanti sia problemi organizzativi che remunerativi. In particolare l’adeguamento delle retribuzioni previste per il triennio di formazione in Medicina generale, i vincoli imposti per accedere alle borse bandite da alcune regioni, la mancanza di regole chiare e comuni su tutto il territorio nazionale per i medici che svolgono attività di Guardia medica e di Continuità assistenziale e, infine, la mancata realizzazione di alcune macrosedi dove svolgere i concorsi per accedere ai bandi, al fine di garantire condizioni omogenee di svolgimento e di valutazione su tutto il territorio nazionale.

23 ottobre 2017
© Riproduzione riservata


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