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Farmacie. Unione anticrisi farmacisti titolari di parafarmacia: “Il nostro obiettivo è il riassorbimento nel Ssn”

"Non capire che l’esperienza Parafarmacie va superata è da irresponsabili ed insistere su questo aspetto significa mortificare i colleghi che quotidianamente basano la propria attività lavorativa sulla professionalità e non sulle disponibilità di risorse economiche che consentono investimenti a lungo termine senza dover soffrire ogni mese per portare avanti la propria famiglia". Così l'Unaftisp fa il punto rispondendo a distanza a Mnlf e Fnpi.

02 NOV - “Non è nel nostro stile rispondere alle polemiche, né giustificare iniziative politiche, tuttavia è opportuno fare chiarezza senza sè e senza ma”. Esordisce in questo modo Daniele Viti, coordinatore nazionale dell’Unione Nazionale Anticrisi Farmacisti Titolari di Sola Parafarmacia (UNAFTiSP), ponendo le basi per evidenziare alcuni aspetti che troppo spesso vengono strumentalizzati. 
 
“Innanzitutto ormai è chiaro che al nostro gruppo abbiano aderito formalmente quasi 700 colleghi (farmacisti titolari di sola parafarmacia) in soli due mesi e mezzo (l’80% circa della categoria), attraverso modulo, firma autografa e documento. Quindi sulla rappresentatività ritengo che tutte le sigle ne debbano prendere atto prima di esprimersi e ci dicano quali sono i loro numeri. Certamente è stato significativo che una di queste sigle nella loro assemblea nazionale nel rinnovo delle cariche (di cui 4 su 6 sono incompatibili rispetto alla linea che noi portiamo avanti), abbiano contato solo 16 votanti aventi diritto e non sono bastate tre deleghe (concesse per e-mail) per arrivare oltre i 50 votanti. Al contrario della nostra che contava 250 colleghi venuti da tutte le parti di Italia. Se questi sono i numeri che esprimono le altre due sigle, Mnlf e Fnpi, significa che esse non sono rappresentative e portatrici degli interessi lavorativi dei farmacisti titolari di sola parafarmacia, che si sono riconosciuti in questa Unione Nazionale Anticrisi, Unione nata per l’emergenza sindacale creatasi e che rivendica quella dignità professionale che appartiene a tutta una categoria intera di farmacisti titolari di sola parafarmacia", aggiunge.

 
"E' ovvio quindi, che noi ci fregiamo di rappresentare solo ed esclusivamente i farmacisti titolari di sola parafarmacia (e non le parafarmacie) ed è a questa categoria che daremo conto, mortificata professionalmente attraverso quell'anomalia che oggi è questo esercizio di vicinato dove si può dispensare il farmaco anche attraverso tabaccherie e frutterie, come accade al Sud Italia. Non ci interessano le GDO, che alzano l’asticella sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, solo come merce di scambio per raggiungere altri obiettivi, che nulla hanno a che fare con la liberalizzazione di tali farmaci. Non ci interessano i privati che hanno speculato o i farmacisti titolari di farmacia che hanno aperto parafarmacie. Tutti costoro hanno altri interessi che confliggono con i nostri e non solo, li riteniamo insieme alle altre sigle (che rappresentano le parafarmacie e non i farmacisti), responsabili della grave emergenza sindacale in cui ci troviamo; poiché tutelano altre realtà, non possono esprimersi liberamente nell’affrontare la crisi dei colleghi titolari di sola parafarmacia", prosegue Viti.
 
"Costoro rilanciando sulla fascia C a tutti (bocciata dalla Corte Costituzionale e da quella Europea), FNC (che rappresenterebbe un terzo canale di distribuzione del farmaco) e bocciando il riassorbimento, de facto, hanno il solo obiettivo di far saltare un tavolo che è finalizzato a risolvere definitivamente la nostra grave crisi sindacale che rappresenta una vera e propria emergenza. Le due sigle dimenticano, o fanno finta, che molti colleghi hanno chiuso ed altri stanno chiudendo e con l’entrata del capitale non ci sarà più spazio per nessuno. Non capire che l’esperienza Parafarmacie va superata - continua Viti - è da irresponsabili ed insistere su questo aspetto significa mortificare i colleghi che quotidianamente basano la propria attività lavorativa sulla professionalità e non sulle disponibilità di risorse economiche che consentono investimenti a lungo termine senza dover soffrire ogni mese per portare avanti la propria famiglia".
 
"L’obiettivo principe per cui nasciamo resta un riassorbimento nel Ssn di tutti i farmacisti titolari di sola parafarmacia e con ciò smentisco assolutamente chi pensa che accetteremo (se e quando eventualmente verranno sottoposte alla nostra attenzione) le sedi inaccettabili, o aprioristicamente la chiusura dei codici univoci o l’abolizione del farmacista dalle parafarmacie. A tal proposito, registriamo con un plauso l’ordine del giorno approvato dal Governo a firma dell’On. Fregolent-Palese. Ringraziamo la vice-capogruppo del PD che continua a battersi ormai da quasi due anni (alla faccia degli spot elettorali, data l’appetibilità che potremmo avere, cioè pari a zero) e che comprese la grave crisi sociale che ci colpiva durante l’iter del Ddl Concorrenza di cui è stata relatrice e da qui la sua proposta di riassorbimento oggi condivisa anche dall'Associazione dei Titolari di Farmacia come soluzione della nostra piaga", prosegue la nota.
 
"Ricorderei anche l’On. Ricciati promotrice di un odg accolto durante l’approvazione del Ddl concorrenza (che chiedeva di salvare noi farmacisti) nonché la Sen. Valdinosi che ci ha seguito da tempi non sospetti. Anche l'On. Marazziti, relatore del Ddl sulle Professioni Sanitarie (Ddl Lorenzin), ha preso molto a cuore la nostra emergenza sindacale, impegnandosi per la soluzione del problema. Non per ultimo l’intervento alla Camera dell’On. Lenzi e l’impegno dell’On. Piazzoni. A riprova che l’iniziativa della Fregolent ha trovato una condivisione trasversale sul nostro problema portandolo in superficie. La cecità di queste sigle non gli fa vedere che per 1000 colleghi riassorbiti si creano 2000 nuovi posti di lavoro. Il resto, conclude Viti, sono chiacchiere da bar poste in essere da pensionati o titolari di farmacia che, non avendo più seguito tra i colleghi, pensano alla propria autoreferenzialità ed hanno bisogno di riprendere gli obsoleti cavalli di battaglia della libertà professionale che non hanno prodotto nulla negli ultimi 11 anni se non il concorso Monti che è stato il più grande pasticcio che si è visto nel nostro settore”, conclude il coordinatore nazionale dell'Unione Nazionale Anticrisi Farmacisti Titolari di Sola Parafarmacia.

02 novembre 2017
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