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Previdenza dei farmacisti/1. Mnlf, Conasfa e Culpi frenano: “No a personalismi. Il tavolo Enpaf è l’unico crocevia”. La Fnpi cerca la mediazione: “Evitare lo scontro” e le Libere parafarmacie criticano assenza Federfarma dal tavolo


Le sigle bocciano la presa di posizione che Fofi, Federfarma e Fenagifar hanno assunto sulla questione previdenziale. Conasfa: Istituire un tavolo 'ufficioso' e non rappresentativo della categoria, al di fuori della sede naturale ed istituzionale dell'Enpaf delegittima il ruolo di super partes della Fofi e crea divisioni". Mnlf e Culpi bollano come "arrogante, indelicata e senza stile la posizione assunta "dai proprietari di farmacia e dai loro figli". Intanto la Federazione dei parafarmacisti cerca la mediazione: "A disposizione per fare da ponte tra le diverse istanze, per non perdere questa occasione". Polemico anche Ruggiero (Libere parafarmacie).

04 MAG - Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, la Confederazione Unitaria delle libere parafarmacie italiane e la Federazione Nazionale delle Associazioni dei Farmacisti Non Titolari bocciano su tutta la linea la posizione che Fofi, Federfarma e Fenagifar hanno assunto sulla questione previdenziale.
 
Conasfa, in particolare, punta il dito contro la Fofi: "Istituire un tavolo 'ufficioso' e non rappresentativo della categoria, al di fuori della sede naturale ed istituzionale dell'Enpaf delegittima il ruolo di super partes della Federazione degli Ordini, crea tensioni e divisioni all'interno della categoria e avalla i dubbi di quella parte dei colleghi che non si sono mai sentiti rappresentati dalla Fofi considerandola solo un'espressione dei titolari. La presenza della Fofi a questo 'mini tavolo' è stata nella circostanza incomprensibile e marcatamente discriminatoria essendosi confrontata solo con la rappresentanza dei titolari, ed in particolare con Fenagifar la sola tra tutte le componenti della categoria a non essersi mai presentata nemmeno alle singole audizioni dell'Enpaf sottraendosi all'incontro e al confronto con l'Ente che dice di voler riformare".
 
"È la posizione dei proprietari di farmacia e dei loro figli, non della categoria, una posizione che vuole dettare legge su tutti i farmacisti italiani - tuonano Mnlf e Culpi in un comunicato unitario -. Hanno dapprima snobbato la riunione organizzata dall'Enpaf con tutte le 'anime' della categoria ed ora vogliono imporre il proprio punto di vista senza confrontarsi con chi la pensa diversamente. Ulteriore conferma di una spaccatura profonda della categoria che la Fofi contribuisce da tempo ad aumentare".
 
Anche il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Confederazione Unitaria delle libere parafarmacie italiane attaccano Fofi sul punto: "Proprio l'iniziativa della Fofi sorprende, perché su un tema così delicato invece di unire su una posizione comune a tutti i farmacisti italiani si fa latore di un disegno di parte incomprensibile e non organico agli interessi comuni. Fofi che brilla per protagonismo in queste occasioni, ma si guarda bene da intervenire in maniera decisa e forte su altri argomenti ben pi urgenti ed importanti, primi fra tutti il rinnovo del contratto, l'abusivismo professionale, nuovi sbocchi occupazionali ecc. ecc.".
 
"Ci sembra inutile sottolineare che le proposte scaturite da questo incontro, riportate sull'organo di informazione della Fofi non rispecchiano le richieste dei farmacisti non titolari i quali si riservano di discuterle solo ed esclusivamente ad un tavolo organizzato nell'unica sede istituzionale competente che è quella dell'Enpaf - sottolinea Conasfa -. Ci meraviglia inoltre lo zelo con cui nei vari articoli vengono citati i farmacisti collaboratori e la preoccupazione espresse per il loro futuro occupazionale e previdenziale, ebbene, se realmente Fofi, Federfarma e Fenagifar hanno a cuore questi problemi, possono operare visto che ne hanno autorevolezza, affinchè si firmi a breve un buon rinnovo del contratto con un equo e giusto aumento di stipendio e l'innalzamento al 2% della quota dovuta al titolare per la previdenza integrativa, che si chieda con fermezza ai titolari di non assumere stagisti in quelle regioni dove è ancora consentito e che si operi affinchè sia vietato per sempre, e sopratutto che si facciano controlli per eliminare la piaga del lavoro nero e dell'abusivismo professionale che sono non solo causa di disoccupazione ma anche di problemi previdenziali".
 
"Nel merito appare chiaro sin dall'inizio come gli interessi cavalcati dalle tre organizzazioni siano particolari e non comuni a tutta la categoria, ponendo come primo punto la riduzione della contribuzione ai pensionati che ancora lavorano in farmacia. Proprio coloro che in passato hanno goduto di condizioni particolarmente favorevoli nell'andare in pensione. Nel mondo un pensionato è colui che lascia la propria attività per godersi il meritato riposo, si lasci dunque la titolarità della farmacia e poi si cominci a discutere", spiegano Mnlf e Culpi.
 
"Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e l Confederazione Unitaria Libere parafarmacie italiane rilanciano la propria proposta nata durante il confronto con l'Enpaf, di stimolare su base volontaria e limitata nel tempo proprio i pensionati affinché rinuncino a una piccola parte della propria pensione per la creazione di un fondo di solidarietà da riservare ai farmacisti disoccupati. La riforma del sistema contributivo pensionistico è possibile, ma con questi presupposti la strada diventa veramente impervia", concludono.
 
Al centro di quello che rischia di diventare uno "scontro" tra due fazioni si pone invece la Federazione nazionale delle parafarmacie italiane. "Si rischia di perdere un'altra occasione: la discussione sulla riforma Enpaf rischia di diventare terreno di scontro di antiche istanze, e sta facendo emergere dissapori istituzionali dissonanti rispetto all'obiettivo finale, una previdenza più equa, ragionevole, inclusiva, solidale, moderna", spiega il presidente Matteo Branca.

"Si narra che, durante i lavori di Michelangelo sul suo Mosè il gonfaloniere i Firenze Pier Soderini criticò le proporzioni del naso; Michelangelo fece allora solo finta di aggiustarlo e ottenne la soddisfazione del politico, che affermò 'Ora va benissimo!'. Con tutto il rispetto che dobbiamo agli Enti che hanno avanzato proposte forse incomprese nel loro minimalismo, non vorremmo credere che vogliano emulare Michelangelo e ritenere già perfetta una cosa che perfetta non è, come invece fece a buon diritto il grande scultore. La Fnpi sarebbe lieta di ricambiare la disponibilità ricevuta in altre occasioni dalle diverse anime istituzionali implicate in questa discussione e mettersi a disposizione per fare da ponte tra le diverse istanze, per non perdere questa occasione", conclude.
 
Per Ivan Ruggiero, presidente delle Libere parafarmacie italiane, l’assenza di Federfarma ai tavoli di riforma Enpaf "è inaccettabile". Il presidente di Lpi stigmatizza la scelta di Federfarma di fare Tavoli in separata sede Istituzionale, e cioè lontano dall’Enpaf, "con sigle che senza mancare rispetto a nessuno, non rappresentano la maggioranza della categoria. Quest’atteggiamento divide ulteriormente i colleghi e crea delle spaccature pericolose. Un atteggiamento irrispettoso nei confronti, in primis dell’Enpaf, di tutto il Cda e nei confronti delle sigle presenti al tavolo plenario del 23 Aprile".
 
"Invito Cossolo a confrontarsi attraverso le strade istituzionali. È stata indetta una nuova riunione plenaria il 23 Maggio presso l’Enpaf, la previdenza è un bene di tutta la professione, presentarsi è un senso di responsabilità", conclude Ruggiero.

04 maggio 2018
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