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Fials scrive a Grillo e Saitta per sollecitare la piena attuazione dell’area delle professioni e del personale sociosantario


Per farlo, secondo il segretario del sindacato Giuseppe Carbone, occorre mettere in campo una serie di adempimenti previsti dalla legge 3/2018 che ha previsto la nuova area professionale. LA LETTERA.

20 GIU - “La piena attivazione dell’area delle professioni e del personale sociosanitario in sanità,necessita di conseguenti atti normativi per dar corso all’innovazione prevista nell’art.5 della legge 3/18, con adempimenti che iniziano il suo iter proprio dal Ministero della Salute”.
 
Così il Segretario Generale della FIALS, Giuseppe Carbone, in una lettera al Ministro della Salute, On. Giulia Grillo e al Coordinatore degli Assessori Regionali alla Sanità, Dr. Antonio Saitta, con la quale richiede un confronto sulla materia.
 
“Come Le è noto, riporta Carbone nella propria lettera, dopo anni di disattenzione  da parte dei Ministeri competenti della delega loro attribuita dall’articolo 3 octies del dlgs 502/92 e smi,, con l’articolo 5 della legge 3/18 si è  contestualizzato e rilanciato l’istituzione dell’area delle professioni socio-sanitarie, indicando già i primi quattro profili che la compongono; questo risultato veramente innovativo presuppone successivi adempimenti da compiere per dare concretezza, quanto mai necessari ed attuali anche in questa fase contrattuale nel pubblico impiego e nei settori sanitari e sociosanitari privati e/o accreditati”.
 
“L’alta motivazione dell’area delle professioni sociosanitarie, scrive ancora Carbone, è nella constatazione che la finalità del SSN, come definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè la tutela della salute come"stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia" fa sì che debba essere attuata non solo in un sistema sanitario in senso stretto, bensì dando corso ad un’articolata e complessa attività con più professionisti ed operatori per individuare e conseguentemente modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute individuale e collettiva promuovendo al contempo quelli favorevoli”.
 
“Per dar corso a questa strategia di promozione della salute anche e soprattutto attraverso l’integrazione socio-sanitaria, sottolinea il segretario Fials, è quanto mai necessario attuare concretamente quanto il legislatore ha previsto per specifica area delle professioni socio-sanitarie, in quanto si tratta di giusta scelta del legislatore in un settore, quale quello socio-sanitario, ad elevata espansione per l’attuale quadro demografico edepidemiologico”.
 
“La realizzazione di questa specifica area delle professioni socio-sanitarie comporterebbe la riscrittura della desueta articolazione del personale del SSN nei quattro ruoli (sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo) prevista dall’art.1 del DPR n.761 del 1979 non più aderente all’evoluzione scientifica, tecnologica, normativa e formativa intervenuta nel trentennio successivo e che ha prodotto l’attuale sistema nel quale prevale la mission di salute più che di sanità in senso stretto”, aggiunge Carbone.
 
“Questa area delle professioni e degli operatori sociosanitari, ricorda ancora Carbone, è una nuova configurazione professionale nell’ambito della quale occorre ricollocare i profili esistenti a rilevanza socio- sanitaria, già menzionati dall’art. 5 della legge 3/18, mentre la sua implementazione  potrebbe dar corso a nuove legittimità ed operatività professionali in un ambito di intervento nel quale iscrivere alcune criticità attuali, relative a particolari profili che, nella suddivisione rigida in ruoli, non sono riusciti a trovare una adeguata collocazione e ai quali, invece, appare necessario rispondere positivamente cogliendo l’esigenza di dare ad operatori e professionisti il riconoscimento formale anche nella contrattazione nazionale”.
 
“La piena attivazione dell’area delle professioni e del personale sociosanitari in sanità, con la relativa direttiva del Comitato di Settore Regioni Sanità che indica il superamento della desueta articolazione del personale del SSN nei quattro ruoli del DPR 761/79 (sanitario, tecnico, professionale ed amministrativo) non più rispondenti all’evoluzione ordinamentale e formativa nelle più consone aree funzionali: sanitaria, sociosanitaria, amministrazione dei fattori produttivi, ambientale e ricerca, dalla FIALSpienamente condiviso, rende necessaria una norma, che può essere veicolata nel primo provvedimento legislativo utile, che legiferi l’abolizione dei suddetti quattro ruoli sostituendoli con le sopradescritte nuove aree funzionali”.
 
E per la Fials è comunque “opportuno un immediato confronto sulle problematiche aperte sui quattro profili sociosanitari già normati dalla legge 3/18 articolo 5” e in particolare: la professione di educatore, la professione di assistente sociale, il sociologo e l’operatore sociosanitario.
 
“La questione è complessa ma non complicata – conclude Carbone - quanto mai attuale anche se soffre di troppi anni di assenza di risposte positive che, invece, ora possono essere fornite e pertanto Le rinnoviamo una richiesta di confronto sulla materia, da estendere successivamente o da subito, come Lei riterrà opportuno, con la rappresentanza delle Regioni”.
 
Leggi la lettera integrale al ministro Grillo e all’assessore Saitta
 
 

20 giugno 2018
© Riproduzione riservata

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