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Manovra. Anaao: “Sanità risparmiata solo in apparenza”. Livelli di assistenza a rischio

Per il sindacato dei medici dirigenti del Ssn “bisogna tener conto dei ripetuti tagli lineari dei tre anni precedenti che, con i 5,5 mld di tagli già fissati per il 2014, porteranno complessivamente 25 mld di risorse in meno per il Ssn. Molte Regioni rischiano di perdere a breve funzioni e servizi”.

07 DIC - “I 5,5 miliardi di tagli già fissati per il 2014 porteranno complessivamente 25 miliardi di risorse in meno per il Ssn”. C’è poco da stare tranquilli, dunque, secondo l'Anaao Assomed, che stigmatizza il “sollievo” manifestato dai politici e parte dell'opinione pubblica per il fatto che la sanità non è stata toccata dalla manovra economica del Governo Monti. “La sanità – afferma infatti il sindacato dei medici dirigenti del Ssn - è stata risparmiata solo in apparenza. Bisogna infatti tener conto dei ripetuti tagli lineari dei tre anni precedenti”. Che, secondo l’Anaao, “rispetto ad un fabbisogno destinato a rinnovarsi e a crescere per motivi epidemiologici e demografici”, porteranno “presto tutte le Regioni ad avere i conti in deficit e ad essere impossibilitate a garantire i Lea”.

“Inoltre – aggiunge l’Anaao - le manovre economiche e gli ultimi provvedimenti legislativi che hanno colpito il pubblico impiego, ignorando la specificità della sanità e che curare un malato è diverso da assolvere una pratica amministrativa, hanno colpito anche i medici e i dirigenti sanitari del Ssn determinando progressivi vuoti delle dotazioni organiche. Le condizioni di lavoro in molte Regioni sono diventate insostenibili. Si contano milioni di ore di lavoro aggiuntivo non retribuito a fronte di retribuzioni bloccate e impoverite, contratti di lavoro rinnegati e stravolti, precarizzazione e demansionamento degli incarichi dirigenziali, autonomia professionale sub iudice dei direttori generali delle aziende sanitarie. E ora l'ennesimo colpo alla categoria con l'abolizione delle pensioni di anzianità che costringerà migliaia di medici sempre più anziani ad affrontare turni di lavoro nei reparti di degenza, nei pronto soccorso, nelle sale operatorie e nelle terapie intensive, con buona pace dei 10 mila medici che attendono ancora di uscire dal tunnel del lavoro precario”.


Per questo l'Anaao Assomed chiede al nuovo Governo di “prestare maggiore attenzione ai problemi della sanità pubblica e di tutelare un Ssn che fino ad oggi ha garantito tra le più alte aspettative di vita del mondo occidentale ai costi più contenuti”.



 

07 dicembre 2011
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