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Stretta Governo su aperture e orari esercizi commerciali. Federfarma: “Corsi e ricorsi storici portano a ipotesi di buon senso”

Per il presidente Marco Cossolo “è giunto forse il momento di ripensare le liberalizzazioni selvagge che, oltre a calpestare l’istituto della farmacia, quale struttura indispensabile per l’assistenza farmaceutica al cittadino, hanno reso più difficile l’accesso al farmaco negli orari meno interessanti economicamente”. Chiesta anche una riflessione sul futuro sulla legge sulla concorrenza che ha previsto la possibilità della titolarità in capo al capitale.

13 SET - Il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, su Filodiretto entra a gran voce nel dibattito intorno alla stretta annunciata dal governo sulla liberalizzazione di orari e turni degli esercizi commerciali, che potrebbe toccare anche le farmacie. “L’ipotesi ventilata in questi giorni, di rivedere le regole degli orari di apertura delle farmacie - precisa Cossolo - fa pensare che era scritto nel libro del buon senso che su questo punto ci si dovesse prima o poi ritornare. Nessuno, infatti, è mai riuscito a spiegare veramente come possano convivere l’obbligo di servizio notturno e festivo, con la facoltà di aprire a piacimento”.
 
Per Cossolo, la diminuzione conclamata del livello di servizio, come avvenuto a Roma, “ci deve portare indubbiamente a riflettere sul danno consistente provocato, in termini di disorganizzazione del servizio e confusione nel cittadino, tanto da appalesare il rischio che il servizio notturno possa anche venire meno. La storia esiste come insegnamento, ma i cicli e ricicli ci ricordano che l’uomo sbaglia ugualmente e, per fortuna, a volte si ravvede”. A questo punto, come precisa il presidente di Federfarma, “è giunto forse il momento di ripensare le liberalizzazioni selvagge che, oltre a calpestare l’istituto della farmacia, quale struttura indispensabile per l’assistenza farmaceutica al cittadino, hanno reso più difficile l’accesso al farmaco negli orari meno interessanti economicamente”. 

 
Secondo Cossolo, poi, molto probabilmente occorrerà anche riflettere in futuro sulla legge 124/2017 che ha previsto la possibilità della titolarità in capo al capitale “con insufficienti elementi di mediazione tra proprietà economicamente molto forti e responsabilità professionali dei farmacisti, unici garanti della sicurezza nella dispensazione del farmaco. Federfarma non mancherà di continuare ad affermare i principi sopra espressi che sono ormai evidenti ai più, cercando di cogliere le opzioni legislative di un condivisibile ripensamento sulle liberalizzazioni”.
 
“Naturalmente – avverte Cossolo - tutto questo sarà fatto senza fughe in avanti ispirate a esigenze locali, ma cercando di salvaguardare il valore dell’insieme del Servizio Farmaceutico. E’ aperto un dialogo costruttivo con la Fofi, per cercare di salvaguardare le esigenze imprenditoriali dei titolari di farmacia, tenendo nella dovuta considerazione il ruolo professionale dei farmacisti”, conclude il presidente di Federfarma. 

13 settembre 2018
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