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Anziani maltrattati. Migep e Shc Oss scrivono al Governo e al Parlamento:

Per le due associazioni “sarebbe necessario che la magistratura, il Ministro della Salute, il Governo agissero “non solamente nei confronti di coloro che maltrattano i ricoverati, ma anche nei riguardi degli amministratori e dei funzionari delle Asl, che in base alle leggi vigenti devono assicurare le cure sanitarie e socio-sanitarie, nonché le relative attività di controllo”. LA LETTERA

12 DIC - Dopo l’ennesimo caso di cronaca di anziani maltrattati, Migep e Shc Oss scrivono una lettera aperta al ministro della Salute Giulia Grillo, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai componenti del Governo e alle maggiori cariche del Parlamento per denunciare la situazione delle case di riposo in Italia, “una giungla” fatta di “tante irregolarità”, in cui “si aggirano le autorizzazioni”, si offre “assistenza inadeguata, tariffe fuori controllo”, in condizioni di “carenze igienico-sanitarie” ma anche contrattuali.

Per le due associazioni “occorre cambiare regole di lavoro, bisogna cambiare le leggi sulle case di riposo, no ai minutaggi che trattano il personale come schiavi colpendo di riflesso gli ospiti”.

Ma non solo. “Per garantire idonee condizioni di vita delle persone non autosufficienti impossibilitate ad autodifendersi sarebbe necessario che la magistratura, il Ministro della Salute, il Governo agisse non solamente nei confronti di coloro che maltrattano i ricoverati, ma anche nei riguardi degli amministratori e dei funzionari delle Asl, che in base alle leggi vigenti devono assicurare le cure sanitarie e socio-sanitarie, nonché le relative attività di controllo. C’è la necessità che tutti gli operatori prima di essere assunti per lo svolgimento di attività siano sottoposti con tutte le garanzie di riservatezza del caso, a un esame approfondito della loro personalità”.


Ecco, in particolare, le proposte di Migep e Shc Oss:

•    “Evitare forse, non si potrà mai, ma si può tutelare la categoria da certi deviati individui, difendendo i più deboli, gli assistiti e la categoria stessa allontanandone dal suo interno questi individui e non premiandoli in altre attività”.

•    “Ci deve essere una prevenzione sull’abuso agli anziani, supporto alle vittime e un’azione importante verso gli abusanti oltre la formazione degli operatori del settore”.

•    “Bisogna istituire aggiornamenti mensili, corsi annuali sull’abuso e sul maltrattamento verso gli ospiti-pazienti e verso gli operatori. Tali corsi non si osservano in Italia, ne tanto meno vengono richiamati dai Contratti Nazionali per questi operatori”.

•    “Occorrerebbe revisionare l’accreditamento e le autorizzazioni poiché alcune strutture private ricevono finanziamenti in base a convenzioni ma non hanno i requisiti e non ricevono seri controlli”.

•    “Costituire un Commissario straordinario con ampie competenze e poteri ispettivi in tutte le residenze per anziani”.ù

•    “C'è bisogno di un cambiamento della professione che deve a conti fatti, passare attraverso la FORMAZIONE professionale, più completa ed in linea con la media europea, 1500/1900 ore di formazione, in enti statali e istituti sanitari professionali”.

•    “Numero chiuso, esami propedeutici, diploma Professionale e non da ultimo il riconoscimento professionale, perche una categoria di professionisti come gli Oss che operano a stretto e diretto contatto con l'utente non possono essere considerati (come oggi avviene) semplici operatori tecnici.”

•    “Numero di operatori adeguato alla complessità assistenziale e non solamente scritto sulla carta, rivedere i minutaggi”.

Interventi da mettere in campo subito, in considerazione della crescente quota di anziani in Italia e tenuto conto che “le Case di Riposo rappresentano per molte famiglie l'unica soluzione praticabile per  i propri familiari soli non più autosufficienti in quanto gli enti locali e le Asl non riescono a fornire a domicilio un'adeguata assistenza in termini di orari e di prestazioni”.

12 dicembre 2018
© Riproduzione riservata


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