Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Venerdì 20 SETTEMBRE 2019
Lavoro e Professioni
segui quotidianosanita.it

Carenza medici. Magi (Sumai): “E se aumentassimo le ore settimanali degli specialisti?”

“Portare gli specialisti ambulatoriali da 20 ore settimanali di media a 38 ore”. Questa l'interessante soluzione che il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha avanzato nel corso trasmissione di Rai 3, Geo, per risolvere il problema della carenza dei medici specialisti.

15 FEB - Le soluzione proposta dal Prof. Cicchetti, considerata anche la sua autorevolezza, rafforza dunque la posizione indicata da tempo dal SUMAI Assoprof, sempre più convinto che il Servizio sanitario nazionale abbia già al suo interno le risorse e le risposte per affrontare la carenza dei medici specialisti.
Il governo e le regioni devono però avere il coraggio, la volontà e la capacità di mettere in atto soluzioni che possono essere semplici e immediate senza abbassare la qualità formativa e quindi anche professionale come rinunciare agli specialisti. Cercare di modificare i criteri di accesso alle Università, come da più parti si sente dire, potrebbe essere la soluzione, ma come ribadisce lo stesso Cicchetti nel corso della trasmissione “non è la soluzione immediata” perché comunque “i risultati li vedremmo tra dieci anni” e sarebbe troppo tardi. 

Portare gli specialisti ambulatoriali convenzionati interni, che lo desiderano, da 20 a 38 ore settimanali può essere inoltre un modo per governare, già da subito, le liste d’attesa. Se infatti, si aumentassero le ore dei medici sul territorio si potrebbero ridurre considerevolmente anche i tempi di attesa per i cittadini. 


È evidente che lo sblocco del turn over è sempre più urgente però nell’immediato ci sono i 18 mila medici specialisti convenzionati, in tutto il territorio nazionale, che lavorano a 20 ore settimanali di media, quando l’ACN prevede che possano arrivare a 38 ore.

La proposta del SUMAI è la seguente: coprire le conclamate carenze di medici specialisti sul territorio italiano, segnalate dal ministero della Salute e dalla Conferenza Stato-Regioni, da subito con gli specialisti ambulatoriali interni veterinari ed altre professionalità sanitarie (Biologi, chimici, psicologi) di cui all’ACN ai sensi dell’Art 8 del D.Lgs n.502 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni, passando a domanda, al massimale orario a 38 ore settimanali e sbloccare il turn-over.

Diciamo a Governo e alle Regioni, che preferiscono parlare di pericolose autonomie invece di cercare insieme agli operatori risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini, che la carenza dei medici specialisti e le liste d’attesa sono due problemi che possono essere governati prima che esplodano definitivamente in tutta la loro gravità trascinando il Servizio sanitario nazionale in una crisi che potrebbe sancirne la fine. Le proposte del SUMAI Assoprof, come abbiamo visto, vengono riprese e rilanciate anche dagli esperti di politica ed economia sanitaria. Interveniamo subito prima che sia troppo tardi.
 
Antonio Magi
Segretario generale del SUMAI Assoprof 

15 febbraio 2019
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Lavoro e Professioni

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy