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Spot su risarcimenti per malasanità. Scotti (Omceo Napoli): “La politica intervenga in maniera celere”

A Napoli tornano i manifesti che invitano i pazienti a fare causa ai medici. “Un business che alle spalle ha grandi gruppi finanziari e che alla fine impoverisce il sistema sanitario pubblico”, afferma il presidente dell'Ordine dei medici partonopei. Secondo il quale, se la politica non interviene contro questo fenomeno, anche altre misure “come quelle sulle liste d’attesa, finiscono col divenire solo azioni spot. Mirate ad acquisire consenso politico”.

12 MAR - “Ancora una volta i medici dei maggiori ospedali cittadini devono assistere alla mercificazione della salute, o meglio allo sfruttamento economico del dolore altrui. La cosa che ci lascia perplessi e ci allarma è che dietro queste operazioni di business non ci sono grandi studi legali, bensì gruppi finanziari che sanno di potersi infilare nelle maglie larghe di un sistema che oggi mostra tutte le sue vulnerabilità”. Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, commenta così l’apparizione in città di enormi manifesti che campeggiano all’esterno degli ospedali e invitano i pazienti a fare causa ai medici.

“Pubblicità che rispettano formalmente quanto previsto dalla legge ma che sono un rischio per la tenuta del sistema sanitario pubblico”, precisa Scotti evidenziando come tale sistema si sia evoluto negli anni fino a diventare “un vero e proprio business”, che si alimenta alzando il livello dello scontro tra medici, pazienti e persino avvocati.  “Dietro questa pubblicità – spiega il leader partenopeo dei camici bianchi - ci sono società finanziarie che fungono da procacciatori di clienti, non ci sono avvocati. A livello nazionale la Fnomceo sta anche realizzando un protocollo con il consiglio nazionale degli Ordini degli Avvocati, ma il punto centrale della questione è la legge”.


Per Scotti “il ministro della Salute Giulia Grillo e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dovrebbero prendere in dovuta considerazione il problema, e ragionare su una correzione di rotta molto celere. Se non si interviene in maniera decisa e mirata altre iniziative, come quelle sulle liste d’attesa, finiscono col divenire solo azioni spot. Mirate ad acquisire consenso politico”.

Per il presidente dell’Omceo Napoli va infatti considerato che all’aumento spropositato del contenzioso medico legale non è corrisposto negli anni anche un aumento delle condanne dei medici, che anzi in più del 90% dei casi riescono a dimostrare la perizia con la quale hanno operato. Scotti spiega però che il sistema del contenzioso non tiene in conto delle vittorie o delle sconfitte perché “giocando sui grandi numeri alla fine il banco vince sempre”. E poi aggiunge che a perdere sono i pazienti, perché “la mole delle cause che ogni anno vengono generate, nella maggior parte dei casi in maniera temeraria, finiscono per sottrarre risorse al sistema sanitario pubblico”. 

12 marzo 2019
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