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Medici in formazione e accesso al Ssn. Sigm: “Governo faccia chiarezza su graduatorie”

I Giovani Medici: “Il commento del Segretario CosMed sul “balletto normativo” sulle graduatorie apre scenari strani. Ci arrivano segnalazioni da colleghi preoccupati dal proprio futuro. Chiediamo al Governo e alle forze parlamentari chiarezza, anche sull’evoluzione del contratto del medico in formazione specialistica”.

11 APR - “Alcuni colleghi che stanno terminando la propria formazione specialistica  – dichiarano i Giovani Medici (SIGM) – hanno espresso preoccupazione su quanto si è succeduto negli ultimi mesi in tema di concorsi per l’accesso al SSN. Se da un lato abbiamo apprezzato e sostenuto la possibilità di accesso ai concorsi pubblici data agli specializzandi dell’ultimo anno, ci rende perplessi la norma per cui, di fatto, le graduatorie degli idonei non potranno più essere utilizzate. Tale provvedimento esclude di fatto la “graduatoria speciale” in cui verrebbero inseriti i medici in formazione specialistica, almeno per i concorsi banditi dal 1 Gennaio 2020 (giorno di inizio dell’applicazione della norma stessa). Le graduatorie, secondo questi ultimi dispositivi legislativi, manterrebbero durata triennale ma sarebbero utilizzabili solo per i posti messi a concorso o nel caso in cui non si costituisca o si estingua il rapporto di lavoro con i vincitori. Riteniamo che sia solamente un modo per rallentare ulteriormente l’accesso al mondo del lavoro dei giovani neo-specialisti che, nelle more di procedure concorsuali che a questo punto dovranno essere ripetute a ciclo continuo, potranno contare solamente sull’assunzione come precari”.

 
Tale provvedimento si inserisce, tuttavia, in una serie di norme, tra cui il contratto formazione-lavoro, che insistono sulla fine del percorso formativo di ciascun medico e che sono allo studio del Ministero della Salute: “Non vorremmo che sia un disegno che porti verso la precarizzazione ulteriore della figura del Giovane Medico – continuano i Giovani Medici – Lo stesso “contratto di formazione-lavoro” non deve rappresentare la stura per rendere i medici in formazione specialistica dei lavoratori dipendenti o subordinati. Chi accede alla formazione deve mantenere il proprio status di “medico in formazione”: l’evoluzione contrattuale è necessaria in termini di tutele economiche (il trattamento economico è fermo al 2007, e non ha tenuto conto dell’aumento del costo della vita), previdenziali (i medici in formazione specialistica oltre a corrispondere quote ad INPS ed ENPAM pagano anche le tasse universitarie, senza contare l’iscrizione agli OMCeO), di responsabilità professionale (altro buco nero normativo mai definitivamente chiarito), ma non deve essere la scusa per riproporre il vecchio progetto di sfruttare i giovani neolaureati con mansioni dequalificanti per coprire le falle decennali di un sistema vittima di scarsa programmazione.”
 
“Il medico in formazione specialistica – rileva il Sigm - non dovrà mai diventare un lavoratore subordinato inserito “a tempo” in una struttura ospedaliera ed invischiato in mere occupazioni burocratiche. Ci preoccupa il fatto che non solo si possa dequalificare la formazione, ma che questo diventi solo un altro meccanismo escogitato per poter riempire gli ospedali periferici di manodopera a basso costo, mortificando i diritti dei giovani medici. Ma non solo: le strutture riempite di specializzandi che necessità avranno di assumere neospecialisti? Vogliamo garanzie che l’imbuto formativo non diventi semplicemente imbuto professionale, con una precarizzazione spostata solamente quattro anni in avanti”.
 
“Contratto unico di formazione specialistica – concludo i Giovani medici -  a responsabilità e tutele crescenti, inserito in un percorso universitario-ospedaliero, ripensato in termini economici, previdenziali e professionali, monitorato dall’attività degli Osservatorio ed in cui Stato e Regioni investano realmente per la formazione dei giovani medici, per il riassorbimento dell’imbuto formativo e per favorire l’accesso stabile al mondo del lavoro è l’unica ricetta in cui crediamo per il futuro del nostro Sistema Sanitario Nazionale.”

11 aprile 2019
© Riproduzione riservata


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