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Un infermiere ministro della Salute?

Tra i cinque obiettivi della campagna internazionale Nursing Now balzano agli occhi soprattutto due target: più infermieri in posizioni di comando e più influenza degli infermieri sulla politica sanitaria. Due traguardi ambiziosi per i quali serviranno uomini e donne infermiere all’altezza. Perché nessuno è pronto a stendergli un tappeto rosso

05 MAG - Ci sarà prima o poi un ministro della Salute italiano infermiere? La domanda aleggiava venerdì scorso nella Sala Capitolare del Convento di Santa Maria sopra Minerva a Roma, una delle più belle sale di proprietà del Senato dove si è svolta la manifestazione romana, (lunedì ci sarà quella milanese) per la presentazione italiana della campagna internazionale Nursing Now.
 

 
Questi gli obiettivi della Campagna Globale Nursing Now da raggiungere entro la fine del 2020:

1. Maggiori investimenti per migliorare l'istruzione, lo sviluppo professionale, gli standard, la regolamentazione e le condizioni di lavoro degli infermieri
• Predisporre piani per lo sviluppo delle scienze infermieristiche e ostetriche e delle professioni di infermiere e ostetrica.
• Aumentare gli investimenti in tutti gli ambiti dell'assistenza infermieristica e ostetrica.
• Incrementare il numero degli infermieri impegnati nella formazione e degli infermieri occupati, con evidenti progressi nell'eliminazione della carenza globale dei 9 milioni di infermieri e ostetriche prevista entro il 2030.
 
2. Maggiore e migliore diffusione di pratiche efficaci e innovative nell'infermieristica
Che le organizzazioni nazionali e internazionali infermieristiche, collettivamente e in modo coordinato, operino per avere un portale di pratiche efficaci e di innovazioni utilizzate dagli infermieri e dai responsabili della regolamentazione e delle politiche professionali e sanitarie (policy) di tutto il mondo.
 
3. Maggiore influenza per infermieri e ostetriche nella definizione delle policy sanitarie globali e nazionali, come parte di un più ampio sforzo per garantire che il personale sanitario sia maggiormente coinvolto nei processi decisionali 
• Che tutte le politiche globali e nazionali in materia di salute e sanità agiscano per il riconoscimento del ruolo della professione infermieristica nel raggiungimento dei propri obiettivi e piani per lo sviluppo dell'assistenza infermieristica.
• Che tutti i piani nazionali per la realizzazione della Universal Health Coverage (copertura sanitaria universale) formulino proposte specifiche per migliorare e sviluppare il ruolo degli infermieri come professionisti della salute più vicini alla comunità.
 
4. Più infermieri in posizioni di leadership e maggiori opportunità di sviluppo a tutti i livelli
• Presenza in almeno il 75% delle Nazioni di un infermiere con responsabilità di governo come parte della squadra di alta direzione e gestione in materia di salute (livello ministeriale).
• Più programmi di senior leadership per infermieri.
• Creazione di una rete globale di leadership infermieristica.
 
5. Fornire ai responsabili politici e decisionali riferimenti per comprendere dove la professione e l’assistenza infermieristica possono avere il maggiore impatto, cosa impedisce agli infermieri di raggiungere il loro pieno potenziale e come affrontare questi ostacoli 
• Attuare uno studio importante sull'impatto economico dell'assistenza infermieristica.
• Pubblicare articoli sull'influenza dell'assistenza infermieristica su riviste peer-review.
• Attivare una rete globale coordinata per la ricerca sull'assistenza infermieristica.
 
In sintesi: 
 

 
Tra questi cinque obiettivi figura un target (il n.4) che non lascia dubbi sulla volontà degli infermieri di contare di più:
“Vogliamo più infermieri in posizioni di comando” con l'indicazione esplicita di puntare ad avere un infermiere con responsabilità di governo.
 
Che, letto insieme ad un altro obiettivo (il n.3), “Più influenza degli infermieri sulla politica sanitaria”, fa capire, senza spazio a dubbie interpretazioni, che gli infermieri, compresi quelli italiani che hanno sposato in pieno la campagna, sono stufi di dipendere dalla buona volontà altrui per affermare il loro ruolo di professionisti autonomi e dirigenti dell’assistenza sanitaria a tutti i livelli.
 
E contare di più vuol dire anche guadagnare di più e questa è un’istanza globale, sposata appieno anche dalla Federazione degli Ordini conscia che laurea, master e prospettiva di un ruolo di dirigente a poco valgono se poi la differenza tra un infermiere e un Oss (senza nulla togliere a quest’ultimo) sono poche decine di euro al mese.
 
Gli altri tre obiettivi di Nursing Now sono altrettanto forti ma senz’altro più “scontati” (più formazione, diffusione buone pratiche infermieristiche, sviluppo della ricerca infermieristica).
 
Sono l’ambizione a ruoli di comando e quella di contare di più in generale nelle stanze dei bottoni, i due target sui quali gli infermieri sembrerebbero puntare per raggiugere uno stipendio e una prospettiva di carriera all’altezza del nuovo status professionale.
 
I numeri e la grinta per farlo ci sono (con 440 mila iscritti alla Federazione degli Ordini sono la più numerosa professione riconosciuta esistente in Italia), ora si tratta di trovare uomini e donne infermiere che abbiano anche la voglia e le capacità politiche per affermarsi con le unghie e con i denti.
 
Perché una cosa è certa, nessuno è pronto a farsi da parte e a stendere tappeti rossi per loro.
 
Cesare Fassari

05 maggio 2019
© Riproduzione riservata


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