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Carenza medici. Sigm accusa: “Un caso mediatico per aprire a soluzioni low cost che fanno solo interessi di Regioni e Sindacati”

I Giovani medici evidenziano come “la carenza di medici specialisti è, in molti casi, una sovraesposizione mediatica. Lo testimoniano i numerosi concorsi con un rapporto tra concorrenti e posti anche di 20 a 1”.

13 MAG - L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) interviene ancora una volta “sulla (presunta) carenza di medici. La comunicazione in merito agli specialisti (e addirittura ai non specialisti) mancanti assume dei caratteri grotteschi quando generalizzata e decontestualizzata”.
 
“E’ utile – scrive il Sigm in una nota - creare un caso mediatico per permettere alle Regioni di studiare delle soluzioni “alternative” all’assunzione stabilizzata di neo specialisti precari. Da un lato infatti si posticipa il rinnovo delle condizioni lavorative nel pubblico permettendo la ricerca di soluzioni creative alla carenza di medici, come l’assunzione dei pensionati, dei medici dall’estero o di medici non specialisti da demansionare; dall’altro c’è la corsa all’utilizzo dei medici in formazione specialistica all’interno di strutture che potrebbero non soddisfare i criteri di qualità formativa necessari alla creazione di una generazione di specialisti che sappiano fare il proprio lavoro con competenza e professionalità”.
 
“E’ vero – rileva la nota - che nei policlinici Universitari spesso le attività assistenziali si reggono sugli specializzandi, ed è il motivo per cui abbiamo difeso e stimolato da sempre l’attività dell’Osservatorio Nazionale, fin da quando l’ingerenza politica voleva rallentarne l’uscita dei decreti attuativi nel 2017. Ogni anno con il mancato rinnovo dell’accreditamento a Scuole che non rispettano i requisiti si mette l’accento sul diritto alla formazione degli specializzandi e si fornisce lo sprone per un meccanismo di continuo miglioramento, e di cui aspettiamo la conclusione definitiva dei lavori anche per quest’anno. Ma è pur vero che dietro numerosi proclami sull’inserimento degli specializzandi negli Ospedali c’è solamente l’interesse a reggere anche queste strutture sull’attività di medici in formazione specialistica, il cui contratto è già finanziato a livello centrale, con l’unica logica di risparmiare sulla Sanità regionale”.

 
“Se appare vero – prosegue il Sigm - che in pochissime branche ci sono necessità di personale non soddisfatte (vedi emergenza urgenza), la realtà vera con cui i giovani medici si imbattono ogni giorno è fatta di lavori sottopagati per non specialisti (quando ci sono) e concorsi banditi raramente ed intasati di partecipanti per gli specialisti. La retorica e il clamore mediatico creato in questi anni fa talvolta amaramente sospettare che chi si inventa incarichi ai pensionati, medici dall'estero o crea canali alternativi lo faccia per proseguire nella deriva aziendalistica della salute che vede le risorse umane come un costo da eliminare”.
 
“Ci chiediamo – precisa - infatti come mai sui giornali compaiano le graduatorie andate deserte e non quelle in cui, ad esempio troviamo un concorso con 84 domande per 4 posti, in località Mantova (non certo New York), che testimonia come siano ben più urgenti politiche per il lavoro, per riaprire le piante organiche bloccate e in contrazione, per creare occupazione anziché gestione finanziario-speculativa degli enti “pubblici””.
 
“Ci aspettiamo  - conclude il Sigm - che in un momento così delicato e di riforma di tutto il percorso pre e post laurea della professione medica venga posta maggiore attenzione sulla fase di accesso al mondo del lavoro, misurando realmente le necessità future del nostro SSN e investendo sui giovani neospecialisti e sul loro accesso al pubblico”.

13 maggio 2019
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