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Decreto Calabria. Sigm: “Prima di assumere i pensionati risolvere imbuto formativo”

Per i Giovani medici “gli emendamenti al Decreto Calabria non offrono soluzioni programmatiche. Non è tollerabile che la formazione specialistica possa essere espediente per sopperire a carenze strutturali di organico con professionisti a basso costo, in assenza di proposte programmatiche e risolutive”.

30 MAG - “Utilizzare strumenti di misura precisa di carenza o pletora di medici; prima di richiamare i pensionati, risolvere l’imbuto formativo aumentando le risorse per la formazione post-lauream; valorizzare a lungo termine la figura dello specializzando prevedendo misure di assunzione a tempo indeterminato”. Sono queste le proposte dei Giovani Medici Sigm al Dl Calabria.
 
“Non è tollerabile – dichiarano i Giovani Medici (SIGM) – che la formazione specialistica possa essere espediente per sopperire a carenze strutturali di organico con professionisti a basso costo, in assenza di proposte programmatiche e risolutive. La preoccupazione non è basata solo su una lotta di categoria e di generazione, ma sulla prospettiva del Sistema Sanitario Nazionale universalistico che noi tutti conosciamo. Quale servizio si offre ad un cittadino che vedrà le sue cure affidate a figure temporanee, discontinue nel tempo e ancora in formazione? Quale la prospettiva per il giovane medico in formazione che, da non specialista, sarebbe demansionato e dequalificato a ruolo di “tappabuchi”? Inoltre, in assenza di una norma che stabilizzi le assunzioni di specializzandi in formazione-lavoro assunti solo tempo determinato, le strutture del SSN sarebbero paradossalmente sempre più carenti di specialisti e inutili sarebbero le graduatorie “speciali” dedicate agli specializzandi dell’ultimo anno. Continuiamo a sostenere, tra l’altro, che la annunciata carenza di specialisti è vera solamente in alcune zone geografiche e in alcune specialità: da nord (https://bit.ly/2WCsCoB) a sud (https://bit.ly/2VWjFlh) continuano i concorsi con oltre 50 candidati e non più di tre o quattro posti disponibili. Le istituzioni sono consapevoli di quanti e quali specialisti mancano?”.

 
“Destinare i medici in formazione specialistica alle corsie ospedaliere con contratti subordinati a tempo determinato - continuano i Giovani Medici - altro non sarebbe che estendere al Sistema Ospedaliero ciò che invece da anni combattiamo nel mondo universitario. La “Specializzandizzazione” del SSN senza tutele per cittadini e medici stessi. Tanti medici poco formati ma con molto entusiasmo a sopperire annose carenze strutturali, con molte responsabilità e scarse tutele legali, economiche e previdenziali..  E’ il sistema che combattiamo da anni già all’interno delle Università e che stiamo faticosamente invertendo, in una prospettiva di lungo termine: non potremmo mai accettare che venga applicato anche nel mondo Ospedaliero”.
 
Tale provvedimento inserisce, inoltre, la possibilità di richiamare specialisti in pensione per sopperire alle presunte carenze in organico:
 
“Risulta paradossale inoltre – continuano i Giovani Medici – che, a fronte di migliaia di giovani colleghi che restano fuori dai percorsi di formazione post-lauream, vittime del cosiddetto imbuto formativo, la strategia di emergenza pensata porti a direzionare risorse economiche sui Colleghi in quiescenza. Se mancano gli specialisti ma si ha una pletora di medici abilitati e non inseriti nei percorsi di formazione specialistica, la risposta alle criticità è chiara ed univoca: destinare più risorse ai contratti di formazione al fine di ottenere tanti specialisti quante sono le richieste del mercato del lavoro; ma ahinoi la via che si sta cercando di percorrere è di mettere la polvere sotto al tappeto. E la prospettiva, nei prossimi anni, non potrà che aggravarsi: i giovani saranno sempre più precari e il nostro Paese si fonderà sempre di più sulle vecchie generazioni. E’ questa la sanità che vogliamo?”.
 
Sulla base di queste osservazioni, il Dipartimento Specializzandi del S.I.G.M., ha prodotto un documento contenente 3 proposte (utilizzare strumenti di misura precisa di carenza o pletora di medici; prima di richiamare i pensionati, risolvere l’imbuto formativo aumentando le risorse per la formazione post-lauream; valorizzare a lungo termine la figura dello specializzando prevedendo misure di assunzione a tempo indeterminato)  per “rispondere in maniera programmatica e strutturale alle criticità sulla base del quale si tentano questi correttivi normativi. Link alle proposte del S.I.G.M”.

30 maggio 2019
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