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Dirigenza PTA della sanità. Fedirets teme si perda autonomia rappresentativa per la categoria

Il timore scatta dalla prospettiva di inserimento della dirgenza professionale, tecnica e amministrativa nell'area della dirigena medica e sanitaria. Ma “per poter rappresentare la dirigenza all'interno dell'Area sanità (130.000 dirigenti di cui quasi 80.000 sindacalizzati) un sindacato deve avere quasi 4.000 iscritti (5% di 80.000) mentre i dirigenti PTA in servizio sono meno di 5.000!”, denuncia Fedirets.

30 MAG - “Domani 31 maggio partono in ARAN le trattative per la nuova definizione dei Comparti ed Aree di contrattazione, sulle quali pende l'applicazione del comma 687 della finanziaria 2019, che pretenderebbe stabilire la confluenza della dirigenza professionale, tecnica e amministrativa (PTA) nell'Area Sanità. Ciò, oltre ad espropriare il tavolo contrattuale di una materia ad esso riservata dalla stessa legge, determinerebbe per la dirigenza Pta una matematica impossibilità di avere una propria autonoma rappresentanza sindacale e quindi consegnerebbe un’intera categoria, strategica nella gestione del SSN, in balìa di Organizzazioni rappresentative di medici, veterinari, biologi, fisici, chimici, psicologi, farmacisti”, lo scrive oggi Fedirets, la Federazione dei dirigenti e direttivi degli Enti territoriali e sanità.
 
“Infatti – prosegue la Federazione - per poter rappresentare la dirigenza all'interno dell'Area sanità (130.000 dirigenti di cui quasi 80.000 sindacalizzati) un sindacato deve avere quasi 4.000 iscritti (5% di 80.000) mentre i dirigenti PTA in servizio sono meno di 5.000!”.

 
“Assieme alla Confederazione Cosmed a cui aderiamo - dichiara Mario Sette segretario generale Fedirets - abbiamo inviato ad Aran una nota preventiva e un parere pro veritate di un importante studio legale che disconosce la ragionevolezza in fatto ed in diritto di un'Area Sanità composta sia dai dirigenti medici e sanitari che dai  dirigenti delle funzioni tecnico amministrative (v. allegati) per ribadire la nostra posizione e chiedere al Presidente dell’Agenzia negoziale di mettere in campo la correttezza e l’imparzialità che tutti gli riconoscono in modo che il tavolo contrattuale possa esprimersi nella piena sovranità che gli è propria”.
 
Gli fa eco Elisa Petrone, segretario generale aggiunto, che si chiede: “È ragionevole che nelle altre 3 Aree della dirigenza (Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca) con qualche centinaio di iscritti un sindacato sia rappresentativo? È ragionevole pensare che i dirigenti sanitari, che tra l’altro hanno già espresso la loro contrarietà ad una coabitazione nella stessa Area con i Pta, si preoccuperanno dei dirigenti PTA sui tavoli nazionali e sui tavoli aziendali? Non è più ragionevole che i dirigenti tecnico-amministrativi di Regioni, Enti locali e SSN, che svolgono le stesse funzioni e possiedono analoghe competenze, condividano trattamenti giuridici ed economici all’ interno dell’unico CCNL Funzioni Locali?”
 
“E' ragionevole confondere, come fa parte politica, dove i dirigenti delle funzioni tecnico amministrative svolgono la loro attività (che è sempre stato e sempre sarà il SSN) con i tavoli in cui discuterà la propria disciplina contrattuale?”, si chiede infine la Fedirets che conclude sottolineando che  “la trattativa per il CCNQ apre quindi in salita ma FEDIRETS, primo sindacato delle Funzioni,locali con il 35% di rappresentatività nell’Area, confida che si possa raggiungere in tempi rapidi un accordo rispettoso delle esigenze di tutte le sigle presenti al tavolo e del volere della maggioranza degli iscritti dalle stesse rappresentati”

30 maggio 2019
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