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Biologi. Corte dei conti su Enpab: “Nel 2018 rilevata perdita di 12 mln. Ente sia prudente negli investimenti”

I giudici contabili: “Il pesante risultato negativo, dovuto anche ma non solo alla turbolenza dei mercati, induce questa Corte a richiamare gli organi dell’Ente ad una prudenziale politica di investimento al fine di evitare perdite così consistenti che sono destinate ad erodere il patrimonio della Fondazione”. IL DOCUMENTO

21 OTT - “I risultati di gestione dell’Enpab relativi all’esercizio 2018 mostrano un andamento negativo. Il risultato economico di esercizio rileva una perdita per 12,03 milioni, rispetto al precedente utile di 9,95 milioni”. È quanto ha rilevato la Corte dei conti nella sua relazione sull’esercizio 2018 dell’Ente previdenziale dei biologi (Enpab).
 
“Nell’esercizio in esame – scrive la Corte si registra un incremento degli iscritti di complessive 608 unità (raggiungendo un totale di 15.678 iscritti). Il numero di prestazioni pensionistiche continua ad aumentare, raggiungendo 1.530 posizioni per una spesa di 4,58 milioni. L’importo medio annuo delle stesse prestazioni risulta lievemente aumentato rispetto al precedente esercizio, mantenendosi, però, su livelli significativamente bassi (2.993 euro). Nonostante tali indici siano positivi, la gestione reddituale è negativa. La gestione caratteristica registra un saldo negativo di oltre di 3,52 milioni per l’effetto combinato di minori componenti positivi dalla gestione dei fondi del patrimonio netto e maggiori costi per prestazioni istituzionali; ad essa, va ad aggiungersi il saldo negativo della gestione finanziaria, pari a -6,76 milioni, dovuto alle svalutazioni dei titoli iscritti nell’attivo circolante per 18,66 milioni”.

 
“Di conseguenza – evidenzia la magistratura contabile - , la gestione patrimoniale rileva un rendimento derivato degli investimenti mobiliari dell’Enpab negativo per 9,44 milioni. Il pesante risultato negativo, dovuto anche ma non solo alla turbolenza dei mercati, induce questa Corte a richiamare gli organi dell’Ente ad una prudenziale politica di investimento al fine di evitare perdite così consistenti che sono destinate ad erodere il patrimonio della Fondazione. Ciò in linea con quanto sostenuto nell’audizione parlamentare sulle Casse di previdenza del 28 maggio 2019, nella quale la Corte ha ribadito che la natura peculiare del risparmio previdenziale mal si presta ad essere investito in attività caratterizzate da alti livelli di rischio/rendimento. I saldi suesposti vanno a modificare il patrimonio netto dell’Ente, tramite l’apporto agli appositi fondi statutari, cui si va ad aggiungere il risultato economico di esercizio: a fine 2018, il patrimonio netto diminuisce a 97,11 milioni, rispetto al valore di 109,69 milioni del 2017. I fondi oneri previdenziali aumentano a 566,61 milioni, mentre i debiti si attestano sui 12,95 milioni”.
 
“Con delibere del C.d.a. n. 142 del 23 novembre 2016 e n. 1 del 25 gennaio 2017 – evidenziano i giudici contabili - , l’Enpab ha adottato il Codice di autoregolamentazione in materia di investimenti elaborato dall’Associazione degli enti previdenziali privati (Adepp) e ha approvato il Documento sulla politica di investimento dell’ente, in adesione all’invito dei Ministeri vigilanti di seguire una prudenziale politica degli investimenti. Le attività patrimoniali registrano un incremento dell’intero portafoglio, raggiungendo l’importo complessivo nel 2018 (fra liquidità, attività finanziarie non immobilizzate ed immobilizzazioni finanziarie) di 607,61 milioni, di cui quasi l’80 per cento rappresenta la quota liquidabile nel breve periodo. I crediti verso gli iscritti registrano un lieve incremento al netto dei fondi, passando dai 55,68 milioni del 2017 ai 57,42 milioni del 2018; i medesimi rimangono per una quota maggioritaria relativi agli esercizi immediatamente precedenti a quelli esaminati, ma persistono valori significativi riferiti ad anni ancora antecedenti. La Corte raccomanda all’Ente di compiere una puntuale ricognizione dell’efficacia delle azioni intraprese per il recupero dei predetti crediti. Gli organi dell’Ente, nell’esercizio in esame, non hanno subito modifiche nella loro compagine, mentre i costi per compensi a loro erogati sono diminuiti dello 0,71 per cento rispetto al 2017”.
 
“Il personale dipendente – prosegue la relazione - risulta in aumento di tre unità nell’ultimo triennio, per cui i relativi costi complessivi registrano un aumento di circa 328 mila euro (168 mila sul 2017); il costo unitario medio del personale risulta incrementato e pari a quasi 74 mila euro. Le spese per consulenze risultano complessivamente in aumento del 6,87 per cento, tendenza seguita anche dalle singole voci di costo, ad esclusione delle consulenze tecniche. In relazione all’affidamento degli incarichi e all’assunzione di personale, la Corte invita gli organi della Cassa all’effettuazione di procedure trasparenti e selettive in modo da realizzare un’adeguata competitività, indice di una sana gestione finanziaria. Il raffronto fra i dati contabili di consuntivo e quelli attuariali del bilancio tecnico al 31 dicembre 2017 corretto secondo i risultati finanziari negativi delineatisi nel 2018, rileva saldi positivi per la gestione previdenziale, dovuta a maggiori contribuzioni e minori spese per prestazioni, mentre i redditi patrimoniali risultano meno negativi nel bilancio consuntivo di quanto previsto in quello tecnico”.

21 ottobre 2019
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