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Liberalizzazioni. Cantù (Asl Alessandria): “Più attenzione alle farmacisti ospedalieri”


Un appello alla Fofi, alla Sifo, alla Sinafo e alle istituzioni per valorizzare per l'accesso al concorso straordinario per l'apertura di nuove sedi dei farmacisti ospedalieri, “già ingiustificatamente penalizzati dalla normativa vigente”.

07 MAR - Il dibattito sul dl liberalizzazione e sul futuro concorso per l'assegnazione di nuove farmacie sta “del tutto ignorando” la situazione dei farmacisti ospedalieri. Per questo Daniela Cantù, direttore Farmacia Ospedaliera zona Sud Asl Alessandria, lancia una appello “al presidente della Fofi, alla Sifo, del Sinafo e a tutte le istituzioni politiche, anche a nome di tanti colleghi farmacisti dipendenti Ssn, affinché intervengano al fine di valorizzare per l'accesso al  concorso anche la nostra categoria , già ingiustificatamente penalizzata dalla normativa vigente  per l'assegnazione di nuove sedi farmaceutiche, ed i cui requisiti sembrano permanere nella normativa del nuovo concorso, privilegiando la sola attività del farmacista che lavora al pubblico”.

“Il farmacista ospedaliero – afferma Cantù - soggiace alle stesse regole del collega che lavora in farmacia di comunità (da anni viene prestata anche l'attività della distribuzione diretta al pubblico), e non vi è ragione alcuna perché il punteggio che deriva da tale attività debba essere penalizzante rispetto a quello del collega che lavora in farmacia di comunità”.


Il direttore della Farmacia Ospedaliera zona Sud Asl Alessandria sottolinea quindi come “le problematiche che il farmacista ospedaliero giornalmente affronta sono altrettanto impegnative rispetto a quelle del collega sopra citato, senza contare la formazione a cui è  sottoposto  sia per l'ingresso nel Ssn (l'acquisizione di specializzazione )sia per dirimere le questioni che affronta giornalmente nello svolgimento del proprio lavoro riguardanti, ad esempio, la gestione dei farmaci off label, dei farmaci esteri, delle sperimentazioni,  dei farmaci orfani, dell'allestimento delle terapie oncologiche ecc”.

“Nel concorso per sedi farmaceutiche vacanti recentemente espletato in Regione Piemonte – prosegue Cantù -, noi farmacisti del Ssn, in ragione della normativa sopra citata , siamo risultati tutti in posizione piuttosto mediocre, a fronte di un punteggio anche massimo riportato nei quiz. Questa situazione, se nessuno interviene, è destinata a ripetersi anche nel nuovo concorso, penalizzando una categoria la cui voce non sembra ad oggi rappresentata da nessuno”.
 

07 marzo 2012
© Riproduzione riservata


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