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Sicurezza operatori sanitari. Cisl Medici: “Bene Speranza. Ora interventi anche su carenza specialisti”


Il sindacato commenta le parole del Ministro della Salute pronunciate ieri a Napoli in merito al tema delle aggressioni al personale sanitario. “Ha rilanciato le stesse tematiche portate avanti dalla Cisl Medici Lazio. Ciò significa che è stato giusto interessare i Prefetti del Lazio con la nostra richiesta di attivare un posto di Polizia negli ospedali”.

26 OTT - “Apprezziamo le parole del Ministro della Salute Roberto Speranza che parlando a Napoli sul tema della sicurezza degli operatori sanitari ha rilanciato le stesse tematiche portate avanti dalla Cisl Medici Lazio. Ciò significa che è stato giusto interessare i Prefetti del Lazio con la nostra richiesta di attivare un posto di Polizia negli ospedali” dichiarano in una nota Luciano Cifaldi segretario della Cisl Medici Lazio e Benedetto Magliozzi segretario della Cisl Medici Roma Capitale/ Rieti. 
 
“E ci abbiamo visto giusto - prosegue la nota della Cisl Medici - quando abbiamo chiesto l’aggravamento delle pene, la tolleranza zero e la procedibilità d’ufficio contro gli aggressori e la costituzione di parte civile delle Aziende che vedono i propri lavoratori aggrediti. Se adesso il Ministro adotterà provvedimenti anche sulla carenza dei medici specialisti allora ci riterremo soddisfatti del cambio di passo su questi temi”.

“La Cisl Medici Lazio chiederà di essere ammessa a costituirsi parte civile all’interno del procedimento penale in caso di aggressione ad un proprio iscritto durante lo svolgimento della attività lavorativa e ciò allo scopo di tutelare i propri professionisti e fare valere la pretesa civilistica alle restituzioni o al risarcimento del danno nell’ambito del procedimento penale. La risarcibilità del danno è non solo patrimoniale, ma anche non patrimoniale. La Cisl Medici Lazio, secondo pareri legali acquisiti, è una associazione rappresentativa degli interessi lesi dal reato di aggressione verbale o fisica nei confronti di propri associati. Il nostro sindacato è peraltro consapevole che sarà il Tribunale a valutare di volta in volta l’ammissibilità della nostra richiesta che potrebbe anche non essere accolta”.

 
“Resta il fatto che – proseguono i sindacalisti - , anche nel caso in cui il Tribunale dovesse negarci la costituzione di parte civile, la Cisl Medici ritiene che debba essere prodotto ogni legittimo tentativo di dare finalmente un atto concreto per risolvere il fenomeno delle aggressioni a medici.
Il nostro è comunque un segnale forte nei confronti del collega nostro iscritto, nei confronti della categoria medica, nei confronti dei cittadini e soprattutto nei confronti delle aziende sanitarie e della politica che, seppure con modalità diverse, hanno il compito di tutelare i propri dipendenti ed i lavoratori della sanità”.
 
“Sono passati molti anni da quando la Cassazione – precisano - , sezione VI penale, nella sentenza 1° giugno 1989, n. 59, ha affermato il principio secondo il quale “Gli enti e le associazioni sono legittimati all'azione risarcitoria, anche in sede penale, mediante costituzione di parte civile, ove dal reato abbiano ricevuto un danno a un interesse proprio, sempreché l'interesse leso coincida con un diritto reale o comunque con un diritto soggettivo del sodalizio, e quindi anche se offeso sia l'interesse perseguito in riferimento a una situazione storicamente circostanziata, da esso sodalizio preso a cuore ed assunto nello statuto a ragione stessa della propria esistenza e azione, come tale oggetto di un diritto assoluto ed essenziale dell'ente. Quanto sopra, sia a causa dell'immedesimazione fra l'ente stesso e l'interesse perseguito, sia a causa dell'incorporazione dei soci nel sodalizio medesimo, sicché questo, per l'affectio societatis verso l'interesse prescelto e per il pregiudizio a questo arrecato, patisce un'offesa e perciò anche un danno non patrimoniale dal reato". La Cisl Medici nel proprio statuto, all’articolo 2, si ispira ai principi del rispetto della dignità e libertà della persona umana, cui debbono ordinarsi Società e Stato.
Ed all’articolo 3 la Cisl Medici dichiara di provvedere alla tutela dei propri iscritti nel quadro di rivendicazioni giuridico-normative ed economiche”.
 
“Pertanto – evidenziano - sulla base della rivalutazione degli interessi solidaristici e partecipativi riconosciuti dalla Costituzione, ed esplicitati nella sentenza sopra citata che ha ribadito la tutelabilità degli interessi collettivi, e considerato quanto affermato nel nostro Statuto, la Cisl Medici nel Lazio agirà con immediatezza in favore del proprio iscritto che ne farà richiesta ed attiverà con i propri consulenti legali la richiesta di costituirsi parte civile nel procedimento a carico dell’aggressore e senza alcun onere economico a carico del collega iscritto al nostro sindacato”.
 
“Certezza delle pene, inasprimento delle stesse e tolleranza zero nei confronti di quanti recano violenza verbale o fisica ad un camice bianco nell’espletamento della sua attività a tutela dell’interesse dei singoli cittadini e della collettività, questa è la richiesta che la Cisl Medici Lazio continuerà a fare alle Istituzioni del nostro Paese e su questo obiettivo non faremo mai un passo indietro” – conclude la nota della Cisl Medici Lazio. 

26 ottobre 2019
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