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Chirurgia oncologica. Alessandro Gronchi nuovo Presidente Sico


Gronchi è responsabile della Chirurgia dei Sarcomi dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ed ha tra i suoi obiettivi quello di identificare i Centri superspecializzati in chirurgia oncologica presenti sul territorio italiano, al fine di creare una vera e propria rete.

30 OTT - Alessandro Gronchi, Responsabile della Chirurgia dei Sarcomi dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è dal primo ottobre il nuovo Presidente della Società Italiana di Chirurgia Oncologica. Due ruoli prestigiosi, un medesimo obiettivo: l’alta specializzazione in chirurgia oncologica.
“La nomina del dottor Gronchi è motivo di grande orgoglio per il nostro Istituto e a lui vanno i nostri più sinceri auguri per questo suo nuovo percorso” – dichiara Marco Votta, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Sono certo che saprà condividere la sua prestigiosa esperienza, maturata anche a livello internazionale, affinché sia possibile garantire una sempre maggiore appropriatezza delle tecniche di chirurgia oncologica”.
 
“La considero un’occasione importante per affrontare alcune problematiche di rilievo che a tutt’oggi esistono nell’ambito della chirurgia oncologica – spiega Alessandro Gronchi. “Ad oggi, la maggior parte dei pazienti vengono operati in Centri a “bassa esperienza” e questo nel futuro non deve più accadere. I dati ci confermano che quando gli interventi chirurgici vengono effettuati in Centri ad hoc, si registra il 20% in più di pazienti candidati alla guarigione, con una riduzione della spesa sanitaria”.


L’obiettivo del neo eletto Presidente Alessandro Gronchi è quello di identificare i Centri superspecializzati in chirurgia oncologica presenti sul territorio italiano, al fine di creare una vera e propria rete. “Bisognerà stilare delle regole, con l’obiettivo di concedere una sorta di “bollino di qualità” in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e con le regioni – sottolinea Gronchi. “In questo modo, conterremo il problema della migrazione dei pazienti da una Regione all’altra, come accade ancora oggi”.

Centri superspecializzati vuol dire anche chirurghi con un’elevata specializzazione. “Negli Stati Uniti esistono percorsi mirati, che in Europa al momento non ci sono ancora – conclude Gronchi. “Anche questo sarà un obiettivo da raggiungere come Società Scientifica. Sviluppare dei percorsi focalizzati sulla chirurgia oncologica indirizzati ai giovani, è il presupposto per formare i chirurghi di domani”.

30 ottobre 2019
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