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Responsabilità sanitaria. La Cassazione ha depositato 10 decisioni. Gelli: “Presa una posizione chiara e motivata per risolvere alcuni contrasti in essere”

I temi trattati riguardano aspetti cardinali nel sistema della responsabilità sanitaria tra i quali: l’onere probatorio nella responsabilità contrattuale sanitaria, la rivalsa della struttura verso il medico, la lesione del diritto all'autodeterminazione terapeutica, i limiti alla applicazione retroattiva delle leggi Balduzzi e Gelli, e la liquidazione del danno patrimoniale e non. Ad annunciarlo è stato proprio Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute e 'padre' della legge 24/2017.

02 DIC -  "Lo scorso 11 novembre sono state depositate le dieci decisioni della suprema Corte di Cassazione sulla responsabilità sanitaria che erano state annunciate dopo le udienze dello scorso luglio. I temi trattati riguardano aspetti cardinali nel sistema della responsabilità sanitaria tra i quali: l’onere probatorio nella responsabilità contrattuale sanitaria, la rivalsa della struttura verso il medico, la lesione del diritto all'autodeterminazione terapeutica, i limiti alla applicazione retroattiva delle leggi Balduzzi e Gelli, e la liquidazione del danno patrimoniale e non". Ad annunciarlo è Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute e 'padre' della legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale.

"Quel che comunque emerge in modo chiaro è la consapevolezza, ormai raggiunta trasversalmente dal legislatore e dalla più alta giurisprudenza, che la disciplina del danno alla persona e in particolare la materia della responsabilità sanitaria sono temi che non possono essere affrontati in modo parcellizzato ma in un'ottica di sistema che tenga conto delle esigenze di sostenibilità e di protezione che governano il settore. In questo senso, la legge 24/2017, dalla quale integrale attuazione oggi non si può più prescindere, disegna traiettorie convergenti in cui responsabilità, danno ed assicurazione compongono – o almeno dovrebbero comporre – un quadro unitario ed armonico", prosegue Gelli.


"Benché si tratti di sentenze che originano da ricorsi approdati alla terza sezione della Corte (demandata alla regolazione delle controversie in materia di responsabilità e danno), la notizia è stata accompagnata da una attesa tale da attribuire loro una valenza nomofilattica di portata generale, quasi si trattasse di decisioni quadro destinate a divenire pilastri dello specifico settore della responsabilità civile da fatto sanitario", aggiunge l'avvocato Maurizio Hazan, vicepresidente della Fondazione Italia in Salute.

"Nello specifico, le dieci sentenze, mirano, per un verso, a risolvere taluni contrasti in essere – prendendo posizione chiara e motivata – e per l’altro confermano orientamenti già affermati in giurisprudenza (come per esempio quello sulla personalizzazione del danno non patrimoniale). Ma non mancano alcune difficoltà di coordinamento tra una pronuncia e l’altra, alla luce delle quali è lecito attendersi l’accendersi di nuovi dibattiti critici", conclude Hazan.

02 dicembre 2019
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