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Ddl Antiviolenza. Smi: “Daspo per chi aggredisce gli operatori sanitari”


Il sindacato ha inviato oggi una lettera alla Commissione Affari Sociali della Camera dov’è in discussione il provvedimento. “La sicurezza di chi esercita la professione medica e sanitaria è diventata una questione nazionale”.

21 GEN -  
“Oggi il Sindacato dei Medici Italiani ha inviato alla XII Commissione della Camera dei Deputati il suo parere in merito alla discussione in atto sui Progetti di Legge riguardanti   disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni; seguiamo con grande interesse l’evoluzione di questo dibattito” così Pina Onotri, Segretario Generale dello SMI.
 
“La sicurezza di chi esercita la professione medica e sanitaria è diventata una questione nazionale; gli episodi di violenza contro i medici e i sanitari sono un fenomeno, ormai diventato endemico e che si manifesta in tutto il Paese, dal Nord al Sud dell’Italia. Ricordiamo le colleghe uccise durante il loro turno di servizio e tutte quelle che hanno subito violenza di genere nel loro orario di lavoro”, continua Onotri.
 
“Siamo impegnati per costruire le condizioni affinché si ristabilisca nel Paese un nuovo patto di rispetto reciproco tra utenza/pazienti, personale medico – sanitario e istituzioni, con una campagna mediatica istituzionale volta alla nascita di una coscienza sociale e collettiva del limite umano che contraddistingue il percorso   di cura, nonché il rispetto dovuto a chi rende possibile tale percorso”.

 
“La rabbia e la violenza, mai giustificate, nascono anche e soprattutto dalle mancate   risposte a bisogni soggettivi o oggettivi che siano, diretta conseguenza di tagli di servizi e personale da dieci anni a questa parte. Occorre una rinnovata capacità di programmazione per la gestione della tempistica di accesso e presa in carico dei pazienti, con conseguente abbattimento delle liste d’attesa, migliore gestione della cronicità e delle acuzie con strutture e personale dedicato”.
 
“Per realizzare queste condizioni il Sindacato Medici Italiani ritiene indispensabile un forte rilancio della medicina del territorio e la piena valorizzazione della medicina generale, nonché di quella ospedaliera, garantendo la capillarità dei servizi su tutto il territorio nazionale, implementando gli organici e assicurando stipendi ai medici italiani in media con quelli degli altri paesi europei, onde porre un freno alla diaspora dei medici dal sistema pubblico poco appetibile e dal punto di vista organizzativo che professionale  Auspichiamo una pronta approvazione della legge per contrastare la violenza nei confronti dei medici e degli operatori sanitari, il suo varo definitivo potrebbe rappresentare un significativo passo avanti”.
 
“Nel merito la PdL d’iniziativa governativa, istituisce l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie ed ha tra i compiti quello di proporre misure idonee alla cancellazione dei fattori di rischio negli ambienti medici e sanitari più esposti; inasprisce, inoltre, le pene per chi compie aggressioni a medici durante l'esercizio della professione. Misure di tutela che valutiamo positivamente. Avremmo preferito che, insieme a queste misure, la PdL riconoscesse ai medici in servizio (convenzionati e dirigenti) lo status di pubblico ufficiale, come la Cassazione ha stabilito per gli insegnanti ed una sorta di Daspo per coloro che, in maniera reiterata, siano autori di gesti violenti contro gli operatori sanitari. Su questo continueremo la nostra battaglia”.
 
“Ci auguriamo, in questo senso, che la discussione alla Camera possa riconoscere finalmente lo status di pubblico ufficiale ai medici e ai professionisti sanitari nell’esercizio delle loro funzioni. Auspichiamo che tutti i gruppi politici mettano tra le proprie priorità il varo del PdL contro la violenza sui medici. Lo Stato deve difendere i Medici se vuole la sopravvivenza del SSN”, conclude Onotri.

21 gennaio 2020
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