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Coronavirus. Nursing Up: “Ps in tilt per l’influenza, con psicosi da virus si rischia il cortocircuito”


“Barelle ovunque, lettighe nei corridoi in attesa per ore, per non parlare della comunicazione: c’è un’allerta altissima che rischiamo di pagare noi infermieri, che siamo il front office della sanità e che, in queste, ore dobbiamo supplire a un deficit informativo”, denuncia il sindacato degli infermieri. In questo clima di tensione, preoccupazione anche per una eventuale impennata delle aggressioni contro il personale.

24 GEN - “Stress test per i reparti di emergenza, sottoposti in queste ore ad un vero e proprio assalto da parte dell’utenza tra picco influenzale e una sorta di sindrome da allarmismo da Coronavirus”. Gli infermieri Nursing Up denunciano la situazione e lanciano ai cittadini un appello alla “calma" e un invito a “non intasare il Pronto soccorso”. Il timore è che “la situazione possa precipitare da un momento all’altro per via delle lunghe attese”.
 
“Stiamo assistendo al tanto temuto corto circuito del sistema, tra picco influenzale e psicosi da virus di Wuhan. I nostri infermieri temono che si possano verificare problemi nei reparti di emergenza, dove i pazienti con febbre e difficoltà respiratorie aspettano ore e ore. Le condizioni di lavoro sono insostenibili: ci segnalano dai territori che la situazione è drammatica. A questo punto è nostro dovere lanciare un appello alle autorità preposte affinché vengano tutelati gli operatori, che sono a rischio di aggressioni sia verbali che fisiche”, afferma in una nota il presidente Nursing Up Antonio De Palma.

 
“Barelle ovunque, lettighe nei corridoi in attesa per ore: basta un niente per far esplodere la miccia – prosegue - e intanto alla Camera stanno discutendo comodamente un Disegno di Legge contro le aggressioni ai sanitari, un provvedimento tardivo che giudichiamo insufficiente a fronteggiare il disastro della carenza di organici e della disorganizzazione strutturale in cui siamo precipitati grazie ai tagli alla sanità degli ultimi vent’anni. Altro che allarmismo da virus cinese: se non ci fossero gli infermieri, come faremmo a contenere l’emergenza continua?”.
 
De Palma evidenzia poi l’esistenza di un problema di comunicazione: “C’è un’allerta altissima che rischiamo di pagare noi infermieri, che siamo il front office della sanità. In queste ore dobbiamo supplire a un deficit informativo”.

Quindi l’appello ai “pazienti con febbre e difficoltà respiratorie a rivolgersi al medico di medicina generale e a seguire le sue indicazioni prima di rivolgersi ai Pronto soccorso. Evitiamo attese inutili, ma soprattutto lasciamo lavorare gli operatori sanitari dei reparti di emergenza e del 118, senza creare tensioni inutili”, conclude De Palma.

24 gennaio 2020
© Riproduzione riservata


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