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Appello Simeu: “La Medicina d’emergenza-urgenza è un bene pubblico da difendere”


Il presidente Manca: “Ancora non siamo usciti dallo stato di crisi sanitaria e solo da qualche giorno si è allentata la presa del lockdown e del ritorno graduale alla “normalità”, che già l’empatia ed il sentimento di vicinanza dimostrato nella fase 1 sembrano affievolirsi”.

19 MAG - “Dove sono volati gli angeli ed i supereroi della fase 1 della pandemia Covid-19? Se lo chiedono gli operatori sanitari, medici ed infermieri, della medicina di emergenza-urgenza, operativa nei Pronto Soccorso/Medicine d’Urgenza italiani. Ancora non siamo usciti dallo stato di crisi sanitaria e solo da qualche giorno si è allentata la presa del lockdown e del ritorno graduale alla “normalità”, che già l’empatia ed il sentimento di vicinanza dimostrato nella fase 1 - in rispetto dello sforzo profuso dagli operatori sanitari in prima linea che si sono opposti alle gravi conseguenze sulla salute pubblica causate dal nuovo virus - sembrano affievolirsi”. È quanto scrive in una nota Salvatore Manca, presidente nazionale Simeu.
 
“Non c’è alcun dubbio – precisa - circa l’impegno che medici e infermieri del SSN nel suo insieme hanno profuso per contrastare i numeri del contagio. Molte le testimonianze dirette, le prove, i reportage giornalistici che dimostrano quanto sia stato oggettivamente compiuto, ma, nonostante tutto, da alcune parti si individuano purtroppo già alcuni esempi di scorrettezza o di strumentalizzazione di alcuni eventi a danno di professionisti della sanità pubblica”. 

 
“Va ricordato sempre – prosegue Manca - che i medici, e più in generale gli operatori sanitari, operano le loro decisioni unicamente nel rispetto dei doveri deontologici, alla luce delle evidenze scientifiche, di protocolli, letteratura e contesto in cui si trovano. È noto come molti operatori abbiano sacrificato anche momenti della vita privata a favore del loro ruolo professionale, e le legittime opinioni politiche, le posizioni personali, la capacità di pensiero ed opinione delle persone nulla hanno a che fare con l’etica professionale, con l’integrità, la reputazione e la professionalità”. 
 
“Stiamo uscendo dalla prima fase – ricorda - di una delle sfide più grandi che i Pronto Soccorso d’Italia abbiano mai dovuto affrontare e gli operatori sanitari coinvolti stanno oggettivamente continuando a dimostrare di sapersi muovere rapidamente anche nel “ricominciare”, generando strumenti utili a che tutta la macchina funzionale sia resa più sicura ed efficiente - soprattutto per i pazienti - nel rispetto delle nuove condizioni di fruizione. L’atteggiamento degli operatori sanitari dei PS italiani continua ad essere una grande risorsa per contenere gli effetti negativi di questa travolgente crisi e ripartire in maniera produttiva è la migliore alternativa che i professionisti dell’emergenza-urgenza hanno a disposizione per continuare ad assicurare un adeguato servizio a tutta la popolazione in funzione delle necessità legate a tutte le patologie, non solo al Covid-19”.
 
“Attraverso il nostro lavoro – sottolinea - stiamo infatti continuando a dimostrare che avere un SSN pubblico è un valore e non un costo - come purtroppo è stato spesso indicato - e che il sistema emergenza-urgenza è focale e strategico per la tenuta del livello di efficienza dell’intero Ospedale, quanto nel supportare l’intera struttura del SSN.  La velocità di adattamento è centrale per affrontare questo nuovo corso. Noi, medici ed infermieri, non abbiamo mai cambiato atteggiamento: ci stiamo prendendo cura dei luoghi di cura, come è giusto fare. Ma a questo punto la Storia sembra essere più veloce di noi! Chi avrà bisogno di recarsi ad un Pronto Soccorso sicuramente troverà dei cambiamenti e probabilmente avrà difficoltà a percepirli come positivi”.
 
“Le regole legate alla sicurezza – afferma Manca -, il distanziamento sociale, i percorsi differenziati mettono in crisi anche le capacità di accoglienza degli spazi tradizionalmente utilizzati per svolgere le attività di soccorso. Per questo è indispensabile la collaborazione di tutti, la consapevolezza che nulla è stato pensato “contro” un paziente e/o i suoi famigliari ma piuttosto PER il paziente e nel rispetto dei famigliari, che quello che stiamo cercando di fare è il meglio possibile in funzione delle condizioni, (purtroppo oggi tanto mutevoli quanto imprevedibili) ed il contesto dato”.
 
“Continuate a dare fiducia a chi assiste voi e/o i vostri cari – dice Manca - , a comprendere che i cambiamenti hanno bisogno di un oggettivo tempo di sviluppo, e dovranno essere metabolizzati, che chi opera spesso non lo fa nelle condizioni ottimali o perfette, che anche noi stessi desideriamo,  si deve fare concretamente squadra, cittadini e operatori sanitari del Pronto Soccorso”.
 
“Questo – conclude - è il nostro appello: seguite le indicazioni, rispettate le regole, siamo pronti ad accettare i vostri migliori consigli a che il meglio possa essere sviluppato in termini di qualità della prestazione e tempi di attesa. Sarete ascoltati. Aiutate il Pronto Soccorso/Medicina d’Urgenza, soprattutto perché è un bene comune e quindi in qualche modo è anche vostro! Ricordate che i superpoteri non sono una dotazione di reparto e che la migliore collaborazione tra cittadini tutti, darà sicuramente i migliori risultati anche e sopratutto in termini di sicurezza e di assistenza”.

19 maggio 2020
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