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Osteopatia. L’appello delle Associazioni: “Si porti avanti l’iter d’istituzione della professione”


"Gli osteopati italiani e i 10 milioni di pazienti che si rivolgono a loro con fiducia, vedono rinviato, ancora una volta, il loro diritto a superare una situazione di precarietà e incertezza, e manifestano dunque la loro profonda preoccupazione. Ci appelliamo al senso di responsabilità perché ciascuna delle parti lavori per uscire da questa situazione di stallo". Così Roi, Aiso, Apo e Fesios commentano la decisione della commissione Sanità dalla Conferenza delle Regioni.

25 SET - "Dopo tre anni di faticoso lavoro, in prossimità della conclusione del primo passo dell’iter della legge 3/2018 che porta all’istituzione dell’osteopatia come professione sanitaria, gli osteopati italiani e i 10 milioni di pazienti che si rivolgono a loro con fiducia, vedono rinviato, ancora una volta, il loro diritto a superare una situazione di precarietà e incertezza, e manifestano dunque la loro profonda preoccupazione".
 
Così in una nota congiunta Roi, Aiso, Apo e Fesios commentano la decisione della commissione Sanità dalla Conferenza delle Regioni, competente per l’accordo Stato-Regioni sul profilo professionale degli osteopati, di un approfondimento tecnico su alcune criticità riscontrate nel documento redatto dal Ministero della Salute.
 
"La categoria degli osteopati ha sempre collaborato attivamente con le istituzioni preposte, con l’obiettivo di salvaguardare la dignità e le caratteristiche della professione, nel rispetto delle diverse professionalità e dei pazienti, perché possano accedere alle cure osteopatiche nella massima tutela e garanzia di competenza professionale - scrivono le associazioni -. La legge 3/2018 ha riconosciuto agli osteopati il diritto di entrare a far parte delle professioni sanitarie e ai cittadini il diritto di accedere alle prestazioni osteopatiche all’interno di un quadro normativo chiaro al pari di ogni altra disciplina sanitaria".

 
Le associazioni chiedono a tutte le istituzioni interessate di "procedere celermente con un confronto costruttivo per valutare e superare le criticità rilevate, per valorizzare il lavoro e gli sforzi fatti fino ad ora.  Ci appelliamo al senso di responsabilità perché ciascuna delle parti, nell’ambito delle attribuzioni che le sono proprie, lavori per uscire da questa situazione di stallo in modo responsabile e costruttivo, senza ulteriori dispersioni di tempo". 

25 settembre 2020
© Riproduzione riservata


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