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Covid. Specializzandi vaccinatori? Associazione Chi si cura di te?: “Non diventi brutale manovalanza mascherata da formazione” 


L’associazione conferma la disponibilità degli specializzandi, ma chiede che il loro lavoro non venga inserito nel piano formativo delle Scuole di Specializzazione, come ipotizzato in una mail che la presidente della scuola di Medicina della Federico II di Napoli, Maria Trassi, ha inviato ai direttori delle scuole di specializzazione, perché questo signficherebbe nascondere la “brutale manovalanza” citata da Trassi dietro la parola “formazione”. Appello al ministero della Salute per garantire la copertura vaccinale degli specializzandi, ma la Segreteria generale della Sanità risponde: “La questione non è di nostra competenza”.

21 GEN - “Ciò che ormai denunciamo da settimane sta per diventare realtà: le Università sono pronte ad inserire la campagna vaccinale nei percorsi formativi dei medici in formazione specialistica. Ma è la stessa presidente della scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università Federico II di Napoli, in una mail inviata ai direttori delle scuole di specializzazione, a svelarne il reale intento: far passare come attività formativa ‘un'operazione di brutale manovalanza”.
 
Così l’associazione “Chi si cura di te?” commenta la lettera in cui Maria Trassi, in vista della possibilità che gli specializzandi vengano coinvolti nel piano vaccinale anticovid come somministrazione, chiede ai direttori delle scuole di specializzazione di “elaborare un piano da proporre alla Regione Campania” dando per “scontato che il contributo può essere offerto nell’ambito del perimetro Aou Federico II/Scuola di Medicina e chirurgia” ed evidenziando che, “ovvio”, tale coinvolgimento “non può essere interpretato come una brutale manovalanza ma deve essere inserito nell’ambito del piano formativo ad opera delle Scuole”.


“Non possiamo più tollerare - commenta l’associazione - che venga sottratto altro tempo alla formazione dei futuri specialisti, per sopperire, ancora una volta, alle carenze della sanità pubblica. Ribadiamo la nostra più completa disponibilità, in quanto medici, a fare la nostra parte per la salute della popolazione. Il nostro impegno, in tal senso, non è mai mancato”.

L’associazione degli specializzandi prende invece atto, con amarezza, della risposta ricevuta dalla segreteria generale del ministero alla richiesta di intervento per garantire l’inclusione degli specializzandi impegnati nell’assistenza tra le categorie a cui garantire la vaccinazione covid. “Il Ministero della Salute e il Ministero dell'istruzione università e ricerca (MIUR) non hanno mai mostrato altrettanto impegno nel volersi confrontare con i professionisti della salute coinvolti in prima persona e le nostre continue richieste giacciono ancora senza risposta. Anche la nostra ultima richiesta inviata al ministero della Salute per sollecitare un intervento in merito all’esclusione dei medici specializzandi dagli elenchi del personale da sottoporre a vaccinazione non ha ricevuto attenzione. Anzi, la Direzione Generale dl Ministero della Salute ha ritenuto l’argomento non di sua competenza”.

“Siamo sorpresi e amareggiati da tale risposta - conclude l’Associazione - e ci chiediamo quale istituzione abbia la competenza sulla distribuzione dei vaccini per il personale sanitario se non il Ministero della Salute. Il nostro lavoro non può più essere svilito in questo modo. Siamo medici, chiediamo i diritti che ci spettano in quanto lavoratori e siamo pronti alla mobilitazione per ottenerli. Attendiamo che i ministeri avviino i tavoli di conciliazioni in risposta allo stato d’agitazione che abbiamo proclamato a fine dicembre”.

21 gennaio 2021
© Riproduzione riservata


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