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Cassazione: agli infermieri che prestano servizio in festivi infrasettimanali spetta il pagamento dello straordinario


I giudici hanno dato ragione ad alcuni lavoratori che avevano fatto ricorso contro alcune aziende sanitarie che sostenevano, invece, che il pagamento delle indennità previste dal contratto fosse sufficiente e quindi si rifiutavano di pagare anche lo straordinario festivo. L'ORDINANZA

29 GEN - Agli infermieri turnisti che hanno prestato servizio in giorno festivo infrasettimanale compete il pagamento dello straordinario festivo per il servizio prestato. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione in una Ordinanza che ha stabilito diversamente da quanto sostenevano alcune aziende sanitarie, ai colleghi che prestano servizio durante giornate festive infrasettimanali competono non solo le due indennità previste dall’articolo 44, commi 3 e 12 del CCNL 01.09.1995, ma anche la corresponsione dello straordinario festivo (maggiorato del 30%) .
 
Le aziende sanitarie sostenevano, invece, che il pagamento delle indennità previste dall’Art 44, commi 3) e 12 ) del CCNL in oggetto assorbisse, in qualche modo, quanto indicato dall’articolo 9 del CCNL del 2001 , e quindi si rifiutavano di pagare anche lo straordinario festivo.
 
“Una nostra vittoria che ci inorgoglisce, un successo che conferisce ancora una volta un senso profondo alle nostre battaglie. Stiamo informando tutti i colleghi interessati, e i nostri rappresentanti sindacali chiederanno l'immediata applicazione delle decisioni in tutte le aziende sanitarie italiane: ora tutti devono sapere che la Cassazione, con una sentenza che non è esagerato definire epocale per la categoria, ha dato ragione nei giorni scorsi a quegli infermieri turnisti sostenuti dal nostro sindacato, che avevano prestato servizio in giorni festivi infrasettimanali”. Commenta il segretario nazionale del Nursing Up Antonio De Palma.

 
“Dopo anni di battaglie la Suprema Corte, finalmente ci dà ragione. Gli infermieri, che lavorano molto spesso durante le festività infrasettimanali e che non beneficiano del riposo compensativo, oggi si vedono riconosciuti a pieno titolo i loro diritti da una sentenza che farà di certo storia, anche perchè molte aziende sanitarie saranno costrette a pagare sino a 5 anni di arretrati ai propri infermieri. Non c'è dubbio che adesso siamo di fronte a un cambiamento che gioverà a tutti i colleghi in Italia, da Nord a Sud: la sentenza della Cassazione infatti, come si dice in questi casi, "fa giurisprudenza ai massimi livelli". Ora non ci saranno più ASl o datori di lavoro in grado di cambiare le cose a loro favore, camminando sui nostri diritti, come è accaduto spesso fin ora nella nostra storia lavorativa, costellata troppo spesso di bocconi amari da ingerire”, conclude De Palma.

29 gennaio 2021
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