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Covid. Fials: “Mancate cure sono la cartina al tornasole delle disuguaglianze”


Il sindacato: “Il cumulo di prestazioni sanitarie non Covid inevase è un'emergenza che va gestita come tale, con risorse e strutture dedicate. Nel frattempo occorre riprogettare un modello sanitario basato su un’efficienza che sia subordinata a qualità e sicurezza, e non definita come mero aumento di output per unità di tempo”.

07 APR - Sono gravi le ripercussioni sui sistemi sanitari di tutto il mondo dopo un anno di pandemia. Enormi, per quanto riguarda l'accesso alle cure. In occasione della Giornata mondiale della Salute, il cui slogan è “un mondo più giusto e più sano”, ricordiamo che in Italia è aumentata del 40% la rinuncia alle cure dei pazienti non Covid, con oltre 2 milioni di screening oncologici in meno e 13mila diagnosi mancate, stando al recente report Salutequità.
 
“I mancati accessi alle prestazioni sanitarie si sono approfonditi sempre di più e sono la cartina al tornasole della disuguaglianza economica di cui soffre una cospicua parte del Paese. Aldilà degli slogan del giorno, urge rendere pubblici i numeri: quante sono le prestazioni in attesa e gli interventi chirurgici inevasi? Il cumulo di prestazioni sanitarie non Covid inevase è un'emergenza che va gestita come tale, con risorse e strutture dedicate. Nel frattempo occorre riprogettare un modello sanitario basato su un’efficienza che sia subordinata a qualità e sicurezza, e non definita come mero aumento di output per unità di tempo”. Così Giuseppe Carbone, segretario generale Fials, in un messaggio per la Giornata mondiale della salute 2021.

 
“Non è difficile immaginare - prosegue - come questa montagna di prestazioni sanitarie non fruite abbia già superato le dimensioni per cui sia possibile mettersi in pari. Non vorremmo mai che questo disastro ricadesse sui professionisti sanitari ormai allo stremo delle forze, vessati da contratti scaduti, eroi dimenticati a seconda del momento”. “Mai vorremmo che una tale situazione - ribadisce Carbone - finisca per gravare sulle spalle degli operatori sanitari sotto organico già prima dell'emergenza e ormai allo stremo delle forze, richiedendo loro una maggior efficienza proprio mentre uno studio del King's College London sul personale delle terapie intensive ha evidenziato che il 45% soffre di almeno una delle seguenti problematiche: sindrome da stress post-traumatico (40%), ansia severa (11%), depressione grave (6%) o abuso di alcol (7%)”.
 
La Fials difende il principio dell’equità nell'accesso alle cure e aderisce alla campagna globale dell'Organizzazione mondiale della sanità, il cui scopo è far sì che tutti nel mondo abbiano diritto alla salute. Il World Health Day mira a diffondere la consapevolezza sul raggiungimento di uno stile di vita migliore e una vita senza malattie. La pandemia ha esasperato le diseguaglianze di salute, assistenza sanitaria e welfare. Per questo l'Oms indica 5 punti su cui è necessario intervenire urgentemente. Primo, accelerare un equo accesso agli strumenti per la lotta al Covid-19. Il secondo è investire in assistenza sanitaria di base. Terzo, mettere in atto schemi di protezione sociale per contrastare gli effetti socio-economici del Covid, come la perdita di posti di lavoro e l'aumento della povertà. Quarto punto, costruire quartieri sicuri, sani e inclusivi. E infine, raccogliere e rendere disponibili dati e sistemi di informazione sanitaria.

07 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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