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Medici. Una realtà sempre più al femminile. La fotografia dell'Enpam


L’Annuario statistico dell’Enpam dà il quadro dei cambiamenti in atto nella professione. Oggi l'Ente paga oltre 156mila pensioni, per un totale di un miliardo e 44 milioni di euro l’anno.
 

04 LUG - Pubblicato oggi l’Annuario statistico Enpam, riferito ai dati 2010. Si tratta di un grande lavoro di analisi della popolazione medica e odontoiatrica, condotto dai tecnici dell’Ente sotto la guida di Giovanni Vezza, elaborato utilizzando dati anagrafici, contributivi e pensionistici.
Tutti i medici italiani sono infatti iscritti all’Enpam, sebbene con forme e pesi assai diversi: una quota di contribuzione minima per i circa 133mila medici dipendenti, la cui pensione è assicurata dall’Inpdap (e oggi dal superInps), quote più consistenti per i medici di medicina generale, gli specialisti ambulatoriali e i libero professionisti, per la gran parte dentisti.

Questo vuol dire che i dati in possesso della Fondazione possono disegnare un quadro ben articolato di tutta la professione medica: composizione per sesso, distribuzione geografica, redditi e scelte professionali.
I dati confermano alcuni elementi già noti, a cominciare dalla crescente presenza di donne nella professione. Se intorno all’inizio del millennio si è verificato il primo “sorpasso”, con un minimo scarto a favore delle donne tra coloro che si laureavano in medicina, oggi la presenza femminile si fa sempre più forte, visto che nella fascia d’età tra i 30 e i 39 anni le donne medico sono quasi il 30% in più rispetto ai loro colleghi maschi (37.286 contro 26.887). Ma soprattutto le ragazze sembrano più brave o perlomeno più veloci: tra chi si iscrive agli Ordini prima dei 29 anni, infatti, le donne sono quasi il doppio degli uomini (9.388 contro 5.705).
Meno scontato il dato sull’età di pensionamento. Le cifre fornite dall’Enpam rivelano che già oggi i medici vanno in pensione, in media, a 67 anni per i medici di medicina generale e a 69 per gli specialisti ambulatoriali, ovvero all’età prevista dalla riforma delle pensioni predisposta dall’Ente e che attende il via libera della ministra Fornero.
Ed è cresciuta moltissimo la libera professione svolta dopo i 70 anni, ovvero dopo il pensionamento. Se nel 2005 il reddito medio da libera professione dei medici maschi over 70 era infatti intorno ai 12 mila euro, oggi è salito ad oltre 35 mila. Cifre più contenute per le mediche, ma che confermano il trend: nel 2005 il reddito da libera professione per le donne medico o odontoiatre con più di 70 anni era in media poco meno di 12 mila euro, mentre è salito ora a più di 26 mila euro.

D’altra parte la differenza di reddito tra uomini e donne che svolgono la professione medica è costante in tutte le categorie e in tutte le fasce d’età, a conferma della persistenza di ostacoli alla piena espressione professionale delle donne. Se per la libera professione, il dato medio è per gli uomini di 54 mila euro annui, per le donne scende a 35 mila. Va sottolineato che questo dato, corrispondente all’imponibile per il fondo B dell’Enpam, mescola chi svolge la libera professione “pura”, ovvero in prevalenza gli odontoiatri, a chi svolge la libera professione solo come componente aggiuntiva della professione, anche in regime intramoenia. Meno evidente, ma comunque presente, lo scarto tra le retribuzioni di uomini e donne nella Medicina Generale (nella fascia d’età più produttiva, tra i 50 e i 59 anni, gli uomini guadagnano in media 92 mila euro, mentre le donne sono intorno agli 89 mila) e nella Specialistica Ambulatoriale (nella medesima fascia d’età, gli uomini hanno un reddito medio di 67 mila euro, che per le donne scende a circa 63 mila).

Già resi noti, ma comunque significativi, i dati sulle pensioni erogate ogni anno dall’Enpam: complessivamente si tratta di un miliardo e 44 milioni di euro (1.044.517.833), che per il 59,8% vanno ai medici di medicina generale, mentre il restante si divide tra Fondo generale (la cosiddetta quota A comune a tutti i medici; 17,04%), specialisti ambulatoriali (15,38%), liberi professionisti(4,12%) e specialisti esterni (3,66%).
 

04 luglio 2012
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