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Spending review e farmacie. Mnlf: “Giù le mani dai dipendenti”

“Usare la minaccia dei licenziamenti per aumentare la propria capacità di ascolto dimostra l'impossibilità di ricostruire un quadro di convivenza all'interno della categoria basato innanzitutto sul rispetto”. Così il Mlnf sull'allarme di Federfarma riguardo i 20.000 posti di lavoro a rischio nelle farmacie.

11 LUG - “Ricatto di stampo medioevale” e “definire la manovra del Governo come ‘genocidio sociale degli anziani’ non è solo una esagerazione in termini, ma vero e proprio atto di terrorismo mediatico”. Così il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti commenta le dichiarazioni di Federfarma e del Sunifar rispetto alle conseguenze delle disposizioni contenute nella spending review per la sanità. Per Federfarma, infatti, i tagli per le farmacie contenuti nella spending review mettono a rischio anche i posti di lavoro di 20.000 dipendenti delle farmacie private.

“I dipendenti di farmacia e, in particolare il personale laureato, - prosegue la nota del Mnlf - da decenni sostengono nella realtà l'intero sistema della distribuzione del farmaco e questo con retribuzioni che sono tra le più basse d'Europa. Retribuzioni che negli ultimi anni hanno visto perdere notevolmente il proprio potere d'acquisto a fronte di aumenti ridicoli. Questo anche quando la situazione economica era positiva e gli utili per le farmacie sempre a due cifre.  Ora, usare la minaccia dei licenziamenti per aumentare la propria capacità di ascolto dimostra tutta l'insipienza dei quadri dirigenti di Federfarma e, se ce ne fosse bisogno, l'impossibilità di ricostruire un quadro di convivenza all'interno della categoria basato innanzitutto sul rispetto”.


Secondo il Mnlf, invece d utilizzare "armi spuntate" e sparare cifre roboanti come la chiusura di 4.000 farmacie a seguito della spending review, i titolari di farmacia farebbero meglio a chiedere al Governo il rispetto dei tempi di pagamento dei medicinali consegnati per conto del Ssn e un diverso sistema di retribuzione delle farmacie non più basato esclusivamente sul prezzo del farmaco, ma sulle prestazione professionali offerte dai farmacisti che operano nelle farmacie come accade in Inghilterra”.
 
La manovra del governo sulla sanità italiana toccherà circa il 10% del Fondo Sanitario Nazionale per circa 12,2 miliardi di euro e secondo il Mnlf “si tratta indubbiamente di una manovra che avrà pesanti ripercussioni”, ma il Movimento si dice anche convinto che “a fronte di un maggior impegno destinato ad abbattere i costi delle prestazione e una lotta ‘senza quartiere’ agli sprechi, tale cifra potrebbe essere fortemente ridimensionata. Se a gennaio dello scorso anno fosse passata la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, impedita da un blitz in parlamento dell'ultima ora, oggi ne avremmo già i benefici in termini di maggiore occupazione e risparmio anche per le casse dello Stato per un naturale spostamento della spesa convenzionata verso la spesa privata con conseguente diminuzione dei prezzi. I dipendenti delle farmacie – conclude la nota del Mnlf - non sono "ostaggio" di nessuno, nemmeno dei titolari di farmacia”.
 

11 luglio 2012
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