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Lazio. Tutte le sfide della sanità. 'Tra Patto per la Salute e Piano di Rientro'. Il convegno dell'Istituto Cannarella

Il Programma Operativo 2013-15 ha ottenuto una sostanziale approvazione del Ministero della Salute e del Mef. Al via quindi il percorso per centrare tutti gli obiettivi. Non mancano i motivi per essere ottimisti. "Finalmente termina la dannosa corrispondenza tra Presidente e Commissario", ha sottolineato Maria Pia Garvaglia. "Il lavoro della Regione è in costante sintonia con i professionisti", ha garantito Flori Degrassi. 

17 DIC - “Il futuro della sanità del Lazio deve passare per un’alleanza organica che coinvolga politica, strutture e cittadinanza”. E’ l’auspicio espresso da Mariapia Garavaglia, presidente dell’Istituto Superiore di Studi Sanitari ‘Giuseppe Cannarella’, che ha promosso il convegno ‘La Sanitò nel Lazio: tra Patto per la Salute e Piano di Rientro’, svoltosi oggi presso la Sala Tirreno della Regione.

Le sfide messe in campo dall’attuale amministrazione sono molteplici e ambiziose: la ridefinizione dei PDTA, l’allineamento dell’erogazione dei Lea agli standard nazionali di riferimento, la riduzione dell’ospedalizzazione e l’incremento dei posti letto nelle strutture residenziali, una maggiore diffusione della prevenzione, la realizzazione delle Case della Salute e l’implementazione della rete socioassistenziale territoriale a livello aziendale e distrettuale. Ma il raggiungimento di questi obiettivi passa, necessariamente, per la fuoriuscita dalla stagione del commissariamento.

“Spesso del Piano di Rientro si conoscono a fondo i sacrifici imposti – ha aggiunto Garavaglia – Ma non gli importanti risultati raggiunti in termini di contenimento della spesa oppure per quanto riguarda complesse fusioni aziendali. Il Lazio è una realtà particolare che, oltre ai fattori strutturali, risponde anche a importanti elementi di carattere culturale. E questa dinamica emerge, per esempio, in relazione alla questione delle liste d’attesa”. In prospettiva “c’è comunque lo spazio per essere ottimisti, soprattutto perché finalmente termina la corrispondenza, portatrice di numerosi effetti negativi, tra Commissario e Presidente”. Ora il sistema “dispone delle norme adeguate, la sfida è dotarlo di meccanismi nuovi”.


I segnali positivi infatti non mancano “a partire dallo storico e fondamentale accordo con la medicina generale, una conquista che in origine non era affatto scontata – ha sottolineato Teresa Petrangolini, membro del Gruppo ‘Per il Lazio’ nella commissione regionale Politiche Sociali e Salute – Altro passo avanti è rappresentato dalla raffinazione degli strumenti di valutazione, soprattutto per quanto riguarda gli ospedali e gli incarichi dirigenti”. Un cambiamento che consentirà di “capire in modo più efficace dove intervenire per poi migliorare”. Cruciale anche la funzione dell’informatizzazione che permetterà “di raggiungere il 60% delle prenotazioni effettuate con il sistema centralizzato”.

Il traguardo finale risiede nella capacità “di coniugare in modo armonico qualità e quantità – ha evidenziato Flori Degrassi, Direttore regionale per la Salute e l’Integrazione sociosanitaria – Il nuovo assetto deve abbandonare il principio per cui una miriade di strutture si occupa di una miriade di attività, puntando invece su un elevato tasso di specializzazione”. Il cambiamento passa anche per scelte difficili e forse dolorose, “come la decisione già formalizzata di non contrattualizzare le case di cure che, nel 2014, non hanno superato i 500 parti”. Qualsiasi genere di intervento e di decreto, ha garantito, “è sempre stato e sarà sempre concepito di concerto con i professionisti e in stretta collaborazione con gli esperti”. Il futuro dovrà infatti “essere fondato su una maggiore implementazione delle competenze presenti sul territorio”.
 
Gennaro Barbieri
 


17 dicembre 2014
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