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Lazio. Bilancio di Missione del Gemelli. Nel 2014 raggiunto il pareggio. Meno posti letto e personale, inalterati i ricoveri annui

Nel 2013 sono stati circa 100mila i pazienti in regime di ricovero ospedaliero. Tra 2011 e 2013 gli interventi chirurgici hanno registrato un aumento pari al +12,2%. "Il pareggio sarà raggiunto con un incremento delle riduzioni e dei ricavi, sfruttando il budget della Regione, con l'agevolazione del turnover e tramite le delle uscite, ma senza licenziare". IL BILANCIO IN SINTESI

19 DIC - Per la prima volta il Policlinico Universitario A. Gemelli presenta il suo Bilancio di Missione (2013), che riassume gran parte delle attività svolte dalle persone che vivono quotidianamente la realtà dell’ospedale. Il quadro tracciato evidenzia una significativa riduzione dei posti letto e del personale (ma senza licenziamenti) pur mantenendo inalterato il numero complessivo di ricoveri annui (circa 100.000 pazienti in regime di ricovero ospedaliero): nel 2013 si contano 1.596 posti letto e ci sono circa 300 unità di personale in meno rispetto al 2011, rispettivamente 1734 e 4500. Ridotta la perdita registrata: nel 2011 sfiorava i 100 milioni di euro, nel 2013 si assesta sugli 8 milioni.

“Nel 2014 avremo una perdita economica nell'ordine di 4-5 milioni – ha spiegato il direttore amministrativo Marco Elefanti - ma in un volume di attività che si aggira intorno ai 600 milioni, ci può stare. Nel 2015 l'obiettivo sarà di liberare risorse per incrementare gli investimenti. Il pareggio di bilancio sarà raggiunto quest'anno con un incremento delle riduzioni e dei ricavi sfruttando appieno il budget della Regione, con l'agevolazione del turnover e tramite le delle uscite, ma senza licenziare. Abbiamo anche rinegoziato il contratto con i dipendenti che ha comportato anche dei momenti di tensione, arrivando a una decurtazione del 10% delle retribuzioni. Alla fine di tutte queste operazioni il personale è stato ridotto di 300 unità”. 


Entrando nel dettaglio delle cifre, gli interventi chirurgici sono passati da 28.974, nel 2011, a 32.510 nel 2013 (+12,2%);la degenza media in regime di ricovero ordinario è scesa da 8,1 a 7,4 giorni (-8,6%);la complessità media dei casi di ricovero trattati è passata da 1,18 a 1,28 (+8,3%); le prestazioni specialistiche ambulatoriali sono salite da circa 7.406.000 a circa 7.772.000 (+4,9%). Per quanto concerne il fronte della ricerca e della formazione dei giovani medici sono circa 1.115 gli studenti iscritti alle scuole di specializzazione nel solo anno 2013, gli articoli scientifici pubblicati sulle riviste con più elevato Impact Factor sono più di 1.100 ogni anno e 31 progetti di ricerca vinti nel triennio 2011-2013 in campo internazionale.
“L’obiettivo è quello di diventare uno dei primi dieci ospedali d'Europa – ha auspicato Giulio Casati, curatore del Bilancio - con quattro grandi specializzazioni: oncologia, neuroscienze, il settore cardiovascolare e quello delle emergenze. La strada è ancora lunga e cercheremo di avere una struttura più snella e più fruibile. Dobbiamo anche lavorare di più per quanto riguarda le degenze dei pazienti, aumentando l'integrazione con i servizi sul territorio per evitare ricoveri inutili".

Importante anche la presenza di un Clinical Trial Center (CTC), collegato alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, costituito con la mission di favorire il miglioramento della gestione della ricerca clinica e di formare gli sperimentatori del Policlinico Gemelli sulla conduzione di trial clinici in Good Clinical Practice. Il CTC, inoltre, è parte integrante della decisione di Pfizer di identificare il Policlinico Gemelli come centro di eccellenza in ricerca clinica, primo in Italia e 55° nel mondo per ordine cronologico.

“Il Bilancio di Missione – ha spiegato Franco Anelli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - esplicita lo stile con cui l’Ospedale eroga i propri servizi, offrendo al lettore una visione d’insieme ed anche illustrando le varie tipologie di prestazioni e le modalità per accedervi, la gestione delle risorse assegnate, la realizzazione dei progetti attivati e, infine, le linee portanti dei programmi futuri. L’intensità e qualità delle attività svolte e dei servizi offerti rende altresì evidente che tutte le risorse che pervengono al Policlinico vengono restituite alla collettività con un importante valore aggiunto”.

Tra i principali progetti avviati o in fase di realizzazione emergono:
• l’avvio e la parziale realizzazione di un modello assistenziale sempre incentrato sulle esigenze della persona malata, con la rimodulazione dell’assetto dell’offerta assistenziale articolata per Poli (Emergenza-Urgenza, Oncologiche, Cardiovascolari, Neurologiche e della Donna); la progressiva adozione e diffusione della metodologia di lavoro per percorsi clinico-assistenziali affinché la persona malata abbia un riferimento certo, all’interno del Policlinico, capace di programmare le attività da svolgere e di orientarlo nelle scelte cliniche ed assistenziali; l’introduzione di modelli organizzativi innovativi nella degenza ospedaliera privilegiando l’assetto per intensità di cura e complessità assistenziale, assicurando al paziente un’assistenza infermieristica maggiormente professionalizzata.
• la riprogettazione logistica ed organizzativa del Pronto Soccorso per la minimizzazione dei tempi di attesa e della gestione del problema di salute della persona che ha come principali obiettivi la canalizzazione dei percorsi, in aree dedicate, in base alla gravità e all’urgenza dei problemi da affrontare con protocolli evidence based costantemente aggiornati; il monitoraggio continuo dell’esperienza della persona malata presso il Pronto Soccorso quale base irrinunciabile per sostenere il ciclo di miglioramento continuo dei servizi erogati; la gestione di tutte le problematiche, fatta eccezione per casi specifici che necessitano di osservazione prolungata o ricovero ospedaliero, entro quattro ore dalla effettuazione del triage di ingresso.
• l’introduzione del potenziamento e dell’innovazione tecnologica con l’introduzione della chirurgia robotica attraverso l’allestimento di sale operatorie dedicate; il potenziamento e l’ammodernamento delle tecnologia in campo radioterapico con una previsione, a regime, di cinque acceleratori lineari in grado, tra l’altro, di trattare alcune problematiche oncologiche senza l’effettuazione di interventi chirurgici; la progettazione della “breast unit” e della “sala ibrida” quali strumenti indispensabili per un approccio integrato e multidisciplinare nel trattamento dei tumori della mammella e dei principali interventi cardiovascolari.

“Dalle informazioni contenute in questo corposo ed esauriente strumento di comunicazione istituzionale – ha sottolineato Maurizio Guizzardi, direttore del Policlinico Universitario - credo che chiunque si accinga a leggerlo anche senza particolari approfondimenti, verrà colpito facilmente dalla ricchezza e dalla ampiezza di una offerta sanitaria e clinica ma anche valoriale che non possono che scaturire da una storia lunga 50 anni che si è sviluppata tenendo sempre presente l'esigenza di mantenere fermo il progetto iniziale che aveva ispirato Padre Gemelli e di accrescerlo via via con tutte le più moderne acquisizioni della ricerca scientifica. Credo che chiunque sia entrato al Policlinico “A. Gemelli” si sia agevolmente potuto rendere conto come su questa realtà incomba una storia che non è comune a quella di altre istituzioni ospedaliere pur importanti, che è un grande patrimonio e che ne costituisce un elemento distintivo insopprimibile e ne accompagnerà di certo anche il futuro”.
 
Gennaro Barbieri
 

19 dicembre 2014
© Riproduzione riservata


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